La sola cosa che possiamo imparare dalla storia è che non impariamo niente dalla storia.

Hegel

In breve

In quest’attività, i partecipanti pianificano e realizzano un’azione progettuale per stimolare la consapevolezza sui Rom, vittime dell’Olocausto

Diritti correlati

• Il diritto alla non discriminazione
• Il diritto alla vita
• I diritti culturali

Obiettivi

• Essere consapevoli di tutte le vittime dell’Olocausto Nazista – in modo particolare la popolazione Rom
• Sviluppare un senso di dignità umana e di giustizia
• Mettere in pratica capacità di selezionare, pianificare e gestire azioni pubbliche

Materiali

• Cartelloni e pennarelli
• Copie della scheda “Una breve storia della persecuzione di X” (facoltativo)
• Per la parte 2 “Selezionare e pianificare un’azione” potrebbe essere utile avere accesso ad internet oppure avere dei materiali di riferimento stampati
•  Copie di un esempio didiagramma di flusso di un'azione progettuale nel capitolo 3  (optional)

Preparazione

• Informate il gruppo, prima della sessione, che discuterete dell’Olocausto. Parlate separatamente con tutti coloro che potrebbero avere difficoltà nell’affrontare il tema.
• Fate le copie della scheda: una per gruppo.
• Consultate Compass al capitolo 3, su “Attivarsi”.

Key Date
  • 8 AprileGiornata Mondiale delle popolazioni Rom
  • 2 AgostoGiornata del ricordo del genocidio delle popolazioni Rom e Sinti

Istruzioni

Parte I. Preparazione del gruppo (90 minuti)
1. Chiedete ai partecipanti di formare piccoli gruppi da 2-3 persone, che condividono lo stesso significato di identità. Possono collegarlo alla loro etnicità, nazionalità, ma anche all’appartenenza a diversi gruppi sociali o religiosi. Date loro alcuni minuti in modo da condividere le loro sensazioni sull’identità nei piccoli gruppi.
2. Potete distribuire la scheda “Una breve storia della persecuzione di X”, oppure selezionare alcune delle informazioni per provocare nei partecipanti le sensazioni per un trattamento brutale che è stato praticato successivamente dalla popolazione X, senza rivelare il nome del gruppo a cui tale trattamento è stato riservato (Rom).
3. Discutete brevemente le loro reazioni, poi –rimanendo ancora nei piccolo gruppi – date loro 15 minuti per trattare i seguenti quesiti:

  • Quali sensazioni provereste se al “vostro” popolo fosse stato riservato un trattamento simile in qualche periodo della storia recente? (chiedete ai partecipanti di concentrarsi sul gruppo di riferimento, scelto al punto 1).
  • Quali potrebbero essere gli aspetti più difficili da affrontare per una comunità che ha vissuto tale esperienza, e che cosa sarebbe di aiuto o necessario – ad esempio, azioni di sostegno dai membri di altre comunità – a livello locale, nazionale o internazionale?

4. Adesso chiedete ai piccoli gruppi di raggrupparsi – due a due – e condividere le loro risposte. Date a questi nuovi gruppi 15 minuti, invitandoli a creare una lista di suggerimenti specifici che sia di aiuto ai membri di una comunità che ha vissuto un tale trattamento.
5. Riportate i gruppi in plenaria e raccogliete i suggerimenti su un cartellone. Spiegate che la parte 2 dell’attività, prevede che il gruppo nel suo insieme selezioni uno dei suggerimenti, per poi lavorarci. Comunque, prima di iniziare la selezione del suggerimento, chiedete:

  • Siete in grado di indovinare di quale popolo si parlasse nella scheda?
  • Quali altri gruppi erano stati individuati dai Nazisti per essere sterminati?
  • Che cosa è accaduto a questi gruppi nel vostro paese, durante la seconda guerra mondiale?

6. Chiedete ai partecipanti che cosa sanno sulla situazione Rom oggi. Quali diritti umani sono violati?
7. Parlate ai partecipanti della campagna Dosta! e suggerite che potrebbero considerare di condurre un’azione progettuale a sostegno della campagna.

Parte 2: Selezionare e pianificare un’azione progettuale
Questa parte dell’attività si basa sul capitolo 3 del Compass – Attivarsi – che potete consultare per reperire idee maggiormente dettagliate.
8. Spiegate che l’azione progettuale che organizzeranno non può avere l’obiettivo di risolvere completamente tutte le problematiche individuate nella sessione precedente, ma spiegate loro che dovrebbero cercare di raggiungere un risultato concreto e misurabile a beneficio della comunità Rom.
9. Chiedete ai partecipanti di segnare alcuni suggerimenti, che ritengono raggiungibili dal gruppo, su un cartellone. Potrebbero voler togliere o aggiungere altri suggerimenti.
10. Discutete i suggerimenti e raggiungete una decisione consensuale per un’azione che il gruppo nel suo insieme vuole intraprendere. Utilizzate il diagramma di flusso, presente al capitolo 3. Verificate che.

  • l’azione che hanno identificato contribuisca a risolvere il problema
  • l’azione sia realistica, date le risorse presenti nel gruppo e gli ostacoli in cui potrebbero imbattersi
  • la “soluzione” sia abbastanza concreta, in modo da poter comprendere se l’hanno raggiunta o meno.

11. Predisponete un cartellone con le decisioni prese, in modo che tutti sappiano che cosa devono fare e quando.
12. Iniziate il lavoro!

Parte 3: Realizzazione dell’azione progettuale

Debriefing e valutazioneGoto top

Domande sull’azione:

  • Siete soddisfatti dell’azione nel suo insieme? Perché? Perché no?
  • Come ritenete il vostro contributo e il lavoro del gruppo?
  • Quali ritenete siano stati i maggiori risultati di quest’azione? Tali risultati corrispondono agli obiettivi che vi eravate dati inizialmente?
  • Pensate che avreste potuto fare qualcosa diversamente, in modo che l’azione sarebbe stata più efficace? Spiegate, per favore, il vostro punto di vista.
  • Avete fatto errori?
  • Quali sono stati gli apprendimenti più importanti, per organizzare un’altra azione (su qualunque tema)?

Domande sul processo di apprendimento:

  • 1. Quali sono stati i risultati più importanti per voi, da un punto di vista personale? Pensate che i vostri punti di vista o le vostre attitudini siano cambiante in qualche modo? Per favore, spiegate il vostro punto di vista.
  • 2. In tutta l’attività che cosa è stato più difficile, a partire dalla prima sessione fino all’azione stessa?
  • 3. Che cosa vi ha dato più soddisfazione?
  • 4. Come pensate si potrebbe andare avanti sulla base del lavoro svolto? Siete motivati ad andare avanti?
  • 5. Che cosa avete imparato sui diritti umani durante quest’attività?
  • 6. E’ difficile fare campagne per i diritti umani? Dopo questo esercizio, vorreste essere coinvolti in una campagna per i diritti umani?
  • 7. I diritti richiesti dai Rom sono “eccezionali” oppure sono comuni anche ad altri gruppi dipersone marginalizzate e perseguitate? Spiegate il vostro punto di vista.
  • 8. Perché il lavoro sulla memoria è importante per l’educazione ai diritti umani?
  • 9. Come viene impostata e gestita, nel vostro paese, l’educazione sull’Olocausto?

Linee guida per i facilitatoriGoto top

Dovreste considerare 90 minuti per lo svolgimento della parte 1 “Preparazione del gruppo”, 90 minuti per la parte 2 “prepararsi per l’azione” e 60 minuti per la parte 4., il debriefing e la valutazione. Quanto tempo dedicare alla parte 3, dipende dal tempo necessario per realizzare le azioni! Le diverse parti possono essere realizzate consecutivamente oppure in giorni diversi.

Ci sono una serie di elementi che rendono complessa quest’attività, non solo dal punto di vista organizzativo ma anche contenutistico. E’ necessario che conosciate la composizione del gruppo e le loro potenziali reazioni all’attività, prima di iniziare l’attività stessa. Se qualcuno nel gruppo ha parenti che sono stati vittime dell’Olocausto, oppure che sono state vittime di simili eventi, potreste parlare dell’attività con loro prima in modo da dar loro la possibilità di essere pronti ad affrontarla oppure di non partecipare se non si sentono pronti.
Dovrete anche gestire ogni parte dell’attività con sensibilità e flessibilità. Sicuramente non dovete accelerare nessuna delle discussioni, se sentite che le persone hanno bisogno di più tempo per esprimere le loro sensazioni. Se questa è la prima volta che il gruppo si confronta con tale tematica, potrebbe essere più efficace realizzare la parte 1 in 90-120 minuti, e poi lasciare del tempo prima di passare alla parte 2-4.

Nella parte 1.1, si consiglia di riflettere per tempo su difficoltà che potreste incontrare. In questi casi, potete dare ai partecipanti una lista di categorie e chiedere loro di identificarsi con una
categoria, ad esempio come un tifoso di una specifica squadra di calcio, come un madrelingua francese, o come una persona che studia spagnolo o ancora come qualcuno che ha passione per l’hip hop, che gioca a tennis o che nuota. Potete anche chiedere ai partecipanti di dividersi a coppie come “maschi” e “femmine”.
Se possibile, cercate di condurre la parte 1.2 e 1.3 senza discutere di chi rappresenti il gruppo X. Questa parte cerca di far indignare i partecipanti sulle ingiustizie e si rischia di ridurre l’efficacia dell’azione se le persone sanno che X sono i Rom. Questo a causa dei pregiudizi contro i Rom che sono così forti tanto che alcuni partecipanti possono inconsciamente (o consciamente) giustificare il trattamento che ricevono.
Nella breve cronologia dell’Olocausto Rom (vedi sotto), ogni riferimento ai Rom oppure agli “zingari/gitani” è stata sostituita da una X. Quando utilizzate queste informazioni, potete riferirvi
al “gruppo” oppure chiedere ai partecipanti di immaginarsi che questo è il loro gruppo.

L’obiettivo di chiedere ai partecipanti di selezionare un’identità che sia importante per loro, è per cercare di far loro sentire che cosa possa significare essere presi di mira. Ciononostante, possono trovare delle difficoltà ad identificarsi con i problemi dei Rom a causa dei forti pregiudizi nei confronti dei Rom. Certamente dovrete trattare questo tema e, se del caso, lasciare molto tempo ai partecipanti nella parte 1.3 per discutere delle loro preoccupazioni. Dite loro che si stima che fra il 75% e l’80% della popolazione Rom in Europa è stata uccisa durante l’Olocausto. In alcuni paesi questa percentuale supera il 90%. Potete chiedere loro di immaginarsi come sarebbe perdere il 90% del proprio popolo, oppure il 90% delle persone del proprio gruppo di lavoro: in un gruppo di 20 persone, rimarrebbero solamente 2 persone.

Si consiglia fortemente, se possibile, di coinvolgere i membri della comunità ROM quando siete nella fase di pianificazione e prima della realizzazione dell’azione. Potreste almeno verificare con i membri della comunità che l’azione prevista dal vostro gruppo sia accolta bene dalla comunità stessa. In alternativa, contattate un gruppo che lavora con o sostiene i Rom.

Se avete poco tempo, o i partecipanti trovano difficile pensare al processo di pianificazione, potete utilizzare l’esempio del diagramma di flusso presente al capitolo 3.

VariazioniGoto top

Una possibilità ovvia è quella di utilizzare, al posto dei Rom, un altro gruppo che è stato vittima dell’Olocausto. Troverete nel sito Trust sulla giornata in memoria dell’Olocausto www.hmd.org. uk, una preziosissima risorsa. Contiene informazioni, ivi incluso i materiali per le scuole, su tutti i gruppi perseguitati dai Nazisti, inclusi gli ebrei, gli omosessuali, le persone con disabilità, i Rom e i Sinti, i Neri, e gli europei meticci, i testimoni di Geova, i Polacchi non ebrei e altre persone slave, i comunisti, i socialisti e i sindacalisti. Il sito contiene anche informazioni sui più recenti genocidi in Cambogia, in Bosnia ed Herzegovina, Ruanda e Darfur/Sudan.
Un’altra alternativa è quella di considerare le persone, il gruppo o la comunità, le cui situazioni di disagio sono ignorate in modo sistematico.

Per continuare su questo temaGoto top

Se i partecipanti desiderano esplorare il loro quartiere attraverso gli occhi di una persona che ha uno svantaggio o vive ai margini della società, allora potete proporre l’attività "Cambiati gli occhiali". In alternativa, se al gruppo piacciono i giochi di ruolo ed è interessato ad esplorare i motivi per cui le persone prendano parte ad azioni violente, allora potete considerare l’attività "Lanciare pietre".

Ulteriori informazioniGoto top

“Dosta”, è una parola del Romani che significa “abbastanza”, è anche il nome di una Campagna di consapevolezza che ha l’obiettivo di avvicinare i non Rom ai cittadini Rom. Potete trovare informazioni sulla Campagna “Dosta!” su http://dosta.org. Potrebbe essere utile avere accesso ad internet, in modo che i partecipanti possano visitare il sito. Ci sono altri siti che contengono informazioni sull’Olocausto, che potrebbero essere consultati per approfondimenti: http://isurvived.org; http://www.preventgenocide.org

L’ufficio europeo d’informazione sui Rom
fornisce informazioni regolari sulle questioni che riguardano i Rom in Europa.
http://www.erionet.org

Il centro europeo per i diritti dei Rom è un’organizzazione di diritto di interesse pubblico che lavora per combattere il
razzismo anti-rom e la violazione dei diritti umani dei Rom. http://www.errc.org

Fra le organizzazioni che si occupano di educazione sull’Olocausto, si ricorda la Fondazione Memoria, Responsabilità e Futuro (l’acronimo Tedesco è EVZ), www.stiftung-evz.de. Le sue aree di attività e i suoi obiettivi sono di fornire un punto di vista critico della storia, lavorando a favore dei diritti umani e con un impegno per le vittime del Nazional Socialismo. Sul loro sito, potrete trovare la pubblicazione “Diritti Umani e storia, una sfida per l’educazione”. Un’altra organizzazione che si occupa di educazione sull’Olocausto è la Fondazione Anne Frank (AFF) www.annefrank.ch. Lo scopo di AFF è quello di promuovere il lavoro volontario, di avere un ruolo sociale e culturale nello spirito di Anne Frank, di promuovere una maggiore comprensione fra le diverse religioni, di sostenere la pace fra le persone, e di incoraggiare contatti internazionali fra i giovani. Hanno progetti su scala mondiale, ad esempio con Dalits in India, e per i bambini e le famiglie ignorati nelle baraccopoli urbane e nelle comunità rurali in Perù.

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Breve storia della persecuzione degli X

1890 Convegno organizzato in Germania sulla “X feccia”. Ai militari è dato il potere di regolare i movimenti degli X.
1909 Si svolge una conferenza politica sulla “questione degli X”. Si raccomanda che tutti gli X siano marcati per una facile identificazione.
1920 Due accademici introducono il concetto di “vite indegne di vivere “, suggerendo che X devono essere sterilizzati e eliminati come popolo.
1922 (e in tutti gli anni 20): Tutti gli X nei territori tedeschi sono fotografati e le loro impronte digitali sono rilevate.
1926 Una legge viene approvata in Germania per il controllo della “pestilenza degli X”. (Questo trattamento è in diretta violazione dei termini sanciti dalla Costituzione di Weimar in Germania.)
1927 in Baviera, Germania, campi speciali sono costruiti per imprigionare gli X. Ottomila X sono messi in questi campi.
1928 Tutti Xs sono posti sotto sorveglianza della polizia permanente. Altri campi sono costruiti per contenere Xs.
1934 Gli X sono catturati, sterilizzati con una iniezione o castrati e inviati nei campi di Dachau, Dieselstrasse, Sachsenhausen e altri ancora. Due leggi emanate in quest’anno proibiscono ai tedeschi di sposare persone di altre razze.
1938 Tra il 12 giugno e il 18 giugno, centinaia di X in tutta la Germania e l’Austria vengono arrestati, picchiati, e imprigionati.
Gli X sono la prima popolazione a cui è vietato frequentare la scuola.
1939 L’Ufficio di Igiene Razziale rilascia una dichiarazione che dice “Tutti gli X devono essere trattati come razza ereditariamente malata; la sola soluzione è l’eliminazione. (L’obiettivo dovrebbe quindi essere l’eliminazione senza esitazione di questo elemento difettoso nella popolazione)”.
1940 La prima azione di genocidio di massa dell’Olocausto: 250 bambini X sono usati come cavie per testare il gas di cianuro cristallo, presso il campo di concentramento di Buchenwald. In questo stesso anno è vietato agli X qualsiasi tipo di occupazione lavorativa.
1941 Nel mese di luglio la Soluzione Finale nazista di “uccidere tutti gli ebrei, X e malati di mente inizia la sua operatività”.
L’Olocausto ha inizio. 800 X vengono uccisi in una sola volta la notte del 24 dicembre in Crimea.
1944 Il 1° agosto, 4000 X sono uccisi col gas e inceneriti ad Auschwitz-Birkenau in un’azione di massa.
1945 Alla fine della guerra, il 70-80% della popolazione X erano stati annientati dai nazisti. Nessun X era stato chiamato a testimoniare al processo di Norimberga, nessuno ha testimoniato per loro conto. Nessun risarcimento per crimini di guerra è stato pagato agli X come popolazione.
1950 La prima di molte dichiarazioni nel corso degli anni a seguire, da parte del Governo tedesco, di non dover niente agli X come di risarcimento dei crimini di guerra commessi.
1992 La Germania “vende” X richiedenti asilo alla Romania per 21 milioni di dollari, e inizia la deportazione in manette il 1 novembre. Alcuni X decidono di suicidarsi piuttosto che partire. L’agenzia di stampa tedesca chiede ai giornalisti occidentali di non per usare la parola “deportazione”, perché questa parola ha “associazioni storiche scomode.”
2010 Il presidente francese collega gli X alla criminalità definendo i loro campi fonti di prostituzione e sfruttamento minorile.
Le autorità francesi smantellano oltre 100 campi e deportano oltre 1.000 X, principalmente in Romania.