Quando discute con una pietra, l’uovo ha sempre torto.

African Proverb

In breve

Questa attività usa il gioco di ruolo per esplorare le ragioni che portano le persone ad intraprendere atti di violenza.   

Diritti correlati

• Il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale
• Il diritto al riconoscimento come persona di fronte alla legge
• Il diritto alla eguale tutela da parte della legge

Obiettivi

• Sviluppare la comprensione di ciò che induce la gente a essere violenta e le conseguenze della loro violenza
• Sviluppare competenze per rispondere alla violenza in modo non violento
• Promuovere un senso di empatia, giustizia e responsabilità

Materiali

• Le copie della scheda, una per ciascun piccolo gruppo
• Pietre (facoltative)

Preparazione

• Fotocopia della scheda, una copia per ogni piccolo gruppo.
• Abbastanza spazio per i gruppi per provare e poi presentare un breve gioco di ruolo al resto del gruppo.

Key Date
  • 12 FebbraioLa giornata “con le mani nel sacco”

Istruzioni

1. Chiedete ai partecipanti di ricordare un episodio di quando si sono sentiti arrabbiati o frustrati e quando hanno sentito il desiderio di fare qualcosa di distruttivo. Lasciate qualche minuto di silenzio alle persone per immedesimarsi nell’episodio.
2. Chiedete se c’è qualcuno che ha voglia di condividere i propri casi con gli altri membri del gruppo, e che voglia brevemente descrivere cosa è successo e quali fossero le emozioni di quel momento.
3. Adesso spiegate il gioco di ruolo e che dovranno fingere di essere qualcuno in procinto di lanciare una pietra. Dite che dovranno assumere un atteggiamento di estrema rabbia o frustrazione ed avere l’intenzione di gettare una pietra. Dite di mantenere la posizione per alcuni secondi.
4. Dividete i partecipanti in piccoli gruppi di 6/7 persone. Dite loro che hanno 30 minuti per preparare un gioco di ruolo breve che mostra un caso di rabbia o frustrazione e che termina con un azione che mette in scena una persona che è in procinto di lanciare una pietra.
5. Distribuite le copie delle domande per la valutazione e spiegate che servono per aiutarli a pianificare il loro gioco di ruolo.
6. Dopo 30 minuti fate ritornare i piccoli gruppi e invitateli a presentare la loro rappresentazione al resto del gruppo. Dopo ogni rappresentazione, lasciate qualche minuto al pubblico per reagire a ciò che ha visto e per porre eventuali domande.
7. Successivamente procedete con il debriefing e la valutazione.

Debriefing e valutazioneGoto top

• Pensate che i diversi giochi di ruolo avevano un senso? Vi hanno aiutano a capire cosa potrebbe provocare qualcuno a gettare una pietra?
• Ci sono stati sentimenti o emozioni che erano comuni ai vari giochi di ruolo, e qual è stato il tema centrale che porta al voler essere violenti?
• Perché pensate che la gente a volte senta il bisogno di ledere o ferire qualcuno o qualcosa? Causare danni o ferire effettivamente aiuta a risolvere qualunque cosa l’abbia provocato? Perché? Perchè no?
• L’attività ha contribuito a farvi capire meglio sia i propri atti di violenza o quelli di altre persone a voi vicine? Come?
• Ci sono atti di violenza che non sono comprensibili? Riesci a capire che cosa spinge le persone a combattere nelle guerre o far saltare in aria edifici o uccidere persone?
• Come si fa a capire le minacce terroristiche che alcuni paesi devono affrontare?
• C’è una differenza tra comprensione di ciò che ha causato un atto di violenza e giustificazione? E ‘importante cercare di capire cosa si nasconde dietro gli atti di violenza? Perché? Perchè no?
• Qual è il modo migliore di rispondere a atti violenti? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel rispondere con più violenza, o di rispondere in modo pacifico?
• Quali diritti umani sono stati messi in gioco in ciascun gioco di ruolo?

Linee guida per i facilitatoriGoto top

Se il gruppo non si conosce molto bene, si può decidere di utilizzare la prima attività per riflettere. In alternativa, è possibile eseguire la prima parte della riflessione in modo individuale, ma lasciando i partecipanti liberi di condividere i loro sentimenti all’interno dei piccoli gruppi, se vogliono farlo.

I giochi di ruolo possono dare l’opportunità ai partecipanti di dare voce alle frustrazioni reali. Potrete quindi ritenere necesario concedere più tempo all’esplorazione senza fretta.

Lasciate qualche minuto tra ogni gioco di ruolo e lasciate che ogni gruppo si senta valorizzato e che emergano domande specifiche sulla loro presentazione, ma non lasciate che la discussione prenda troppo tempo in questa fase. E ‘meglio guardare tutti i giochi di ruolo e poi passare alla discussione delle questioni generali sollevate da tutti loro.

Nel debriefing, potreste trovare utile sollevare immediatamente la questione della violenza terroristica, o i giovani possono sollevarla loro stessi. Cercate di consentire una libera discussione dei possibili motivi per atti terroristici senza condannare direttamente.
Sarà utile separare le possibili cause psicologiche di tali atti dalle loro probabili conseguenze; si consiglia di usare l’ albero dei problemi per fare questa attività con il gruppo (vedi sotto).

È importante cercare di trovare un equilibrio tra coloro che svolgono atti di violenza come individui ed esseri umani, e dall’altro, di individuare atti di violenza inaccettabili, soprattutto quando le loro conseguenze provocano sofferenza per altri. Entrambe queste posizioni sono coerenti con la tutela dei diritti umani - ed entrambe sono necessarie al fine di trovare vie d’uscita ai cicli di violenza e diffidenza reciproca.

VariazioniGoto top

L’immagine di lanciare pietre è collegata con le immagini provenienti dai territori palestinesi occupati e le notizie di stampa di giovani palestinesi, tra cui i bambini e le bambine molto piccoli che lanciano pietre contro i soldati israeliani. Potete utilizzare questo scenario da solo come gioco di ruolo o come follow-up, e riflettere su come la guerra viola i diritti umani dell’infanzia

Per continuare su questo temaGoto top

Prendete un esempio reale di violenza all’interno della vostra comunità, e cercate di fornire una storia con descrizione degli atti che portano ad essa.
Potreste rappresentarla come una timeline, con ogni evento collegato ad un altro. Chiedete al gruppo di identificare i punti nella timeline e quando la violenza poteva essere evitata o il conflitto sarebbe potuto diminuire.

Potreste trattare ulteriormente il tema del terrorismo nell’attività "Chahal contro Regno Unito".
Il lancio delle pietre è talvolta associato all’esecuzione per lapidazione. Il rapporto tra abitudini religiose e culturali e diritti umani è sempre interessante e spesso controverso. Se il gruppo vuole esplorare come costumi e credenze cambiano nel tempo, guardate l’attività "Presto fuori moda". In alternativa, è possibile utilizzare l’attività "La mia vita non è uno spettacolo"per esplorare la violenza effettuata dai cyber-bulli.

Per mettere in praticaGoto top

Scegliete tra gli esempi di atti di violenza all’interno della vostra comunità che sono stati identificati nell’attività e scoprite quali organizzazioni stanno lavorando per affrontare il problema, e aiutate coloro che sono coinvolti, sia i colpevoli e le vittime. Chiedete al gruppo quali azioni possono portare avanti per fermare i vari atti di violenza.

Alcune organizzazioni che sostengono la campagna “Global Red Hand-Mani nel sacco” sono
Human Rights Watch, Amnesty International, Croce Rossa Germania- sezione giovani, Terres
des Hommes e Plan International
www.redhandday.org.

Nel 2008 l’ONU ha stimato che ci sono stati più di 250.000 bambini soldato in tutto il mondo. Per saperne di più su questi bambini, costretti ad atti di violenza, e far parte di una delle tante campagne per fermare l’impiego dei bambini e bambine come soldati, potreste conoscere l’attività delle organizzazioni che reclutano ex bambini soldato, inserendo “bambini soldato” nel vostro motore di ricerca o cercando su www.warchild.org, human rights watch, www.hrw.org oppure www.redhandday.org.

Ulteriori informazioniGoto top

Nota

Questa attività tre spunto da "Playing with the Fire" di Fiona Macbeth e Nick Fine, New Society
Publishers, 1995

L’uso dell’ albero dei problemi è un utile strumento visivo per analizzare i problemi. Si tratta di una combinazione di brainstorming e mappe mentali. Il tronco dell’albero rappresenta il problema. Le persone cominciano con l’identificare le cause del problema rappresentato dalle radici per poi passare ad individuare le conseguenze, rappresentate dai rami. I problemi e le conseguenze possono essere, ad esempio, fattori sociali, economici e politici. Oppure le cause possono riguaredare atteggiamenti e comportamenti delle persone. Per ulteriori informazioni, visitare www.thechangeagency.org e cercare “l’analisi dell’ albero dei problemi”.

Da fotocopiare e distribuireGoto top

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Domande per la riflessione
Pensate alle seguenti domande quando pianificate il vostro ruolo:
• Chi è la persona e che cosa o a chi sta lanciando la pietra?
• Qual è il rapporto tra la persona che sta lanciando la pietra e l’oggetto o la persona alla quale si sta lanciando la pietra?
• C’è qualcuno con loro o sono soli?
• Se ci sono altre persone presenti, come sono coinvolte, in parte o totalmente?
• Cosa vuole raggiungere la persona lanciando questa pietra?
• Quali sono stati gli eventi che hanno portato a lanciare questa pietra: è un gesto impulsivo, o è stato pianificato?
• C’è stato un particolare evento che ha attivato la decisione di lanciare la pietra?
• Quali sentimenti attraversano la persona che sta per lanciare la pietra?
• Quali sentimenti o frustrazioni ha provato prima di fare questo atto?