Sai rispondere a queste domande? La tua domanda d’asilo potrebbe essere accolta?

In breve

Questa attività è una simulazione delle difficoltà che i rifugiati incontrano quando fanno richiesta di asilo. L’attività tratta i seguenti argomenti:
• Le frustrazioni e i disagi emotivi cui i rifugiati devono far fronte
• Superare le barriere linguistiche
• La discriminazione incontrata durante il procedimento di richiesta di asilo

Diritti correlati

• Il diritto di chiedere e beneficiare dell’asilo
• Il diritto di non essere discriminati per ragioni etniche o relative al paese di origine
• Il diritto di essere considerato innocente fino a prova contraria.

Obiettivi

• Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle discriminazioni da parte della polizia di frontiera e autorità di immigrazione
• Sviluppare le capacità di comunicazione interculturale
• Favorire l’empatia con i rifugiati e richiedenti asilo

Materiali

• Una copia per ogni partecipante del formulario per la richiesta di asilo
• Penne: una per ogni persona

Preparazione

Disporre la stanza in modo da potersi sedere dietro una scrivania e organizzare un gioco di ruolo sulla formalità di un ufficiale burocratico

Key Date
  • 21 FebbraioGiornata Internazionale della Lingua Madre

Istruzioni

1.Lasciate che i partecipanti arrivino senza salutare nessuno e riconoscere la loro presenza. Non dite nulla di quello che sta per accadere.
2. Attendete qualche minuto dopo l’orario di inizio programmato e poi distribuite le copie della “richiesta di asilo” e le penne, una per ogni partecipante.
3. Dite loro che hanno cinque minuti per compilare il modulo, senza fornire altre informazioni. Ignorare tutte le domande e le proteste. Per comunicare parlate un’altra lingua (o una lingua inventata) e utilizzate i gesti. Mantenete tutte le comunicazioni al minimo. Ricordate che i problemi dei rifugiati non vi riguardano; il vostro compito è solo quello di distribuire i moduli e raccoglierli!
4. Salutate eventuali ritardatari seccamente (ad esempio, “Siete in ritardo. Prendete questo modulo e compilatelo. Hai solo pochi minuti per compilarlo.”)
5. Quando sono trascorsi cinque minuti, raccogliete i moduli senza sorridere o avere qualsiasi contatto personale.
6. Chiamate un nome dai moduli compilati e dite alla persona di farsi avanti. Guardate il suo modulo e fate qualche domanda sul modo con cui è stato compilato, ad esempio “ Non hai risposto alla domanda 8” oppure “Vedo che hai risposto “no” alla domanda 6. Richiesta respinta” Dite alla persona di tornare a posto. Non entrare in nessuna discussione. Proseguite con la stessa modalità chiamando la persona accanto.
7. Ripetete il processo diverse volte. Non è necessario esaminare tutte le richieste, solo continuate il più possibile affinchè i partecipanti possano capire cosa sta succedendo.
8. Alla fine uscite dal vostro ruolo e invitate i partecipanti a discutere su quello a quello che è successo.

Debriefing e valutazioneGoto top

Iniziate chiedendo ai partecipanti come si sono sentiti durante l’attività e poi passate a discutere di ciò che è accaduto, cosa hanno imparato e quali sono i legami con i diritti umani.

  • Come si sono sentiti i partecipanti mentre stavano compilando un modulo incomprensibile?
  • Quanto è stata realistica la simulazione dell’esperienza di una richiesta d’asilo?
  • Pensate che nel vostro paese i richiedenti asilo siano trattati equamente nel corso della loro richiesta di asilo? Perché? Perché no?
  • Quali potrebbero essere le conseguenze per una persona la cui domanda d’asilo viene respinta?
  • I partecipanti si sono mai trovati in una situazione in cui non potevano parlare la propria lingua, si sono trovati di fronte ad un funzionario o, per esempio, un agente di polizia o un controllore di biglietti? Come si sono sentiti?
  • Quali diritti umani riguardano questa attività?
  • Quali possibilità hanno i richiedenti asilo di far rispettare i loro diritti?
  • Quanti richiedenti asilo ci sono nel vostro paese? Pensi che il tuo paese accolga un giusto numero di rifugiati?
  • Quali diritti dei richiedenti asilo sono negati nel tuo paese?

Linee guida per i facilitatoriGoto top

Questa è un’attività abbastanza semplice per introdurre il tema: la cosa principale che vi viene richiesta è di essere convincenti nel vostro ruolo: dovrete dimostrarvi seri, inflessibili e burocratici.
La condizione dei richiedenti asilo non deve essere la vostra preoccupazione; siete qui per fare il vostro lavoro!Il punto è che molte persone non vogliono rifugiati nel loro paese. Gli impiegati dell’ufficio immigrazione hanno l’ordine di fare una selezione dei rifugiati e consentire l’accesso solo a coloro che hanno i documenti d’identità e che completano correttamente i moduli di domanda. I rifugiati hanno spesso una scarsa padronanza della lingua del paese e trovano molto difficile compilare i moduli. Inoltre, sono in uno stato di difficoltà emotiva.
E’ particolarmente difficile per loro capire che cosa sta accadendo, perché le loro richieste d’asilo sono spesso respinte; non capiscono le ragioni.

La “domanda di asilo” è in lingua creola. Creole sono quelle lingue nate da due popoli che, non avendo un linguaggio comune, hanno cercato una forma di comunicazione. Il risultato è quindi una lingua mista.
Ad esempio il Creolo Giamaicano ha molte parole inglesi con una pronuncia dialettale fortemente influenzata dalla grammatica dell’Africa occidentale. Ci sono molte lingue creole, come ad esempio ad Haiti e nella Repubblica Dominicana, e in alcune isole del Pacifico e Oceano Indiano come la Papua Nuova Guinea e le Seychelles.
Il motivo per cui in questa attività è usata la lingua creola è legato al fatto che pochi europei la conoscono.
Nel caso che ci sia un partecipante che parli la lingua creola, gli si potrebbe chiedere di assumere il ruolo del poliziotto di frontiera o del funzionario dell’ufficio immigrazione.

Per continuare su questo temaGoto top

Riguardo le argomentazioni per accettare o negare ai rifugiati l’ingresso in un paese, consultare l’attività "Posso entrare?" .

Molti richiedenti asilo che arrivano in Europa incontrano difficoltà di integrazione perché hanno avuto una scarsa istruzione nei loro paesi d’origine. Se volete saperne di più sulle disparità nell’offerta educativa nei paesi del mondo è possibile utilizzare l’attività "Educazione per tutti".

Per mettere in praticaGoto top

Reperite maggiori informazioni sulle procedure e ciò che accade nel vostro paese quando un richiedente asilo giunge al confine. Dove e quando si compilano i primi moduli? Non hanno il diritto a un interprete sin dall’inizio? Fate ricerche su internet, cercate informazioni sul sito ufficiale del Governo, invitate a parlare un impiegato dell’ufficio immigrazione e discutete su cambiamenti e sfide da attuare, intervistate richiedenti asilo per conoscere le loro opinioni sulla situazione, se pensano che il sistema sia giusto, e quali difficoltà hanno affrontato, in particolare con le procedure iniziali per la compilazione dei moduli. Le informazioni raccolte potrebbero essere utilizzate per campagne di sensibilizzazione sul tema dei rifugiati, o fornire feedback al dipartimento che si occupa di immigrazione o ad organizzazioni come l’UNHCR e Amnesty International.

I bambini, in particolare i richiedenti asilo non accompagnati da un genitore o da un adulto membro della famiglia, hanno bisogno di una protezione speciale. Scoprite quali procedure sono in atto per i minori non accompagnati e se ci sono modalità pratiche di aiuto, ad esempio dando sostegno nella traduzione di documenti inviati dalle autorità o diventando un tutore (vedi ulteriori informazioni qui di seguito).

Ulteriori informazioniGoto top

Rifugiati
La parola “rifugiato” è utilizzata in genere per indicare qualcuno che è in fuga dal suo paese e in cerca di sicurezza. Essa ha anche un preciso significato giuridico: qualcuno che è ufficialmente riconosciuto come richiedente protezione ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951. Un “richiedente asilo” è qualcuno che sta cercando di diventare un rifugiato legalmente riconosciuto. Le definizioni formali dei termini sono riportati nel glossario e maggiori spiegazioni e informazioni si possono trovare nella sezione con l’attività "Posso entrare?".

Puoi trovare tante altre attività sui rifugiati in un manuale realizzato dalla Croce Rossa
inglese. Cerca “Positive Images” sul sito www.redcross.org.uk.

La seguente informazione è ripresa dal Consiglio d’Europeo sui Rifugiati ed esiliati (ECRE), www.ecre.org.

Le possibilità per un rifugiato di ottenere protezione dipendono fortemente dalle procedure utilizzate per valutare i casi di asilo. Anche la richiesta più convincente di protezione internazionale può fallire, se non viene adeguatamente e correttamente considerata. Le autorità di confine e che si occupano di immigrazione devono comprendere l’obbligo di accogliere i richiedenti asilo, mentre i servizi di sostegno legale e linguistico devono essere sempre resi disponibili per i richiedenti asilo.
Il 1 ° dicembre 2005, la direttiva sulle procedure di asilo dell’UE è entrata in vigore; essa stabilisce le norme minime sulle procedure che tutti gli Stati Membri devono adottare ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato. Si tratta di questioni quali l’accesso alle procedure (comprese le procedure di frontiera), la detenzione, l’esame delle domande, interviste personali e assistenza legale. Secondo l’ ECRE, la direttiva “non soddisfa gli standard che dovrebbero favorire un esame completo e corretto una domanda di asilo... questioni di interesse comprendono... la sanzione di procedure di frontiera che derogano ai principi e alle garanzie della direttiva stessa.” Nel 2009 la direttiva è stata modificata per garantire una migliore armonizzazione del sistema di asilo in Europa.

Questa attività è stata adattata da Donahue, D. and Flower, N., The uprooted, Hunter House Publishers, 1995.

Minori richiedenti asilo
Il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani ha scritto il 20 aprile 2010: “Abbiamo il dovere di proteggere questi bambini e bambine (minori non accompagnati). Hanno un diritto alla protezione. Il primo passo non dovrebbe quindi essere quello di decidere automaticamente il rimpatrio, ma piuttosto individuare rapidamente un tutore che rappresenti l’interesse dei bambini e delle bambine. Questa è la migliore protezione contro eventuali abusi di trafficanti, ma anche da un eventuale negligenza da parte delle autorità del paese ospitante “. https://www.coe.int/en/web/commissioner/home

Da fotocopiare e distribuireGoto top

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