Mi sarebbe piaciuto averne parlato con qualcuno.

In breve

Questa attività tratta di:
• Violenza interpersonale
• Bullismo

Diritti correlati

• La libertà da trattamenti degradanti o inumani
• Il diritto alla dignità
• Il diritto di essere protetto da ogni forma di violenza fisica o mentale

Obiettivi

• Conoscere e capire le cause e le conseguenze del bullismo
• Sviluppare le competenze per affrontare il problema
• Creare empatia per le vittime del bullismo

Materiali

• Copia delle scene e dei ruoli da interpretare (una scena per gruppo)
• Una copia del foglio di “storie vere”
• Spazio per eseguire il gioco di ruolo

Key Date
  • 4 GiugnoGiornata Internazionale di innocenti bambini vittime di aggressioni

Istruzioni

1. Introducete l’attività. Spiegate che si lavorerà in piccoli gruppi per rappresentare scene di bullismo.
2. Fate un breve brainstorming stimolato dalla frase “Che cosa è il bullismo?” assicuratevi che tutti siano d’accordo su cosa si intende con bullismo, che conoscano le differenti forme in cui si può manifestare, e che si può presentare in ogni scuola, centro giovanile, club, organizzazione o posto di lavoro.
3. Dividete i partecipanti in tre gruppi ed assegnate una scena a ciascuno di loro. Date loro 15 minuti per prepararsi e provare le scene.
4. Quando sono pronti, chiedete a ciascun gruppo a turno di presentare le scene.
5. Rimandate i commenti a quando tutte le scene sono state rappresentate e tutti siete riuniti in plenaria per la discussione..

Debriefing e valutazioneGoto top

Iniziate rivedendo le scene.
• Da dove ciascun gruppo ha attinto le informazioni per rappresentare la scena assegnatagli? Le hanno prese da storie che hanno sentito o da film che hanno visto o si sono basati sulla
loro esperienza diretta?
• Le scene rappresentate erano realistiche?
• Nella scena 1, cosa è stato detto di costruttivo per migliorare la situazione e cosa è stato detto per peggiorarla?
• Relativamente alla scena 2, quanto è facile parlare apertamente con un amico che pratica il bullismo? In generale quali tecniche possono avere effetto positivo e quali tattiche possono
avere effetto negativo?
• Relativamente alla scena 3, quanto è facile parlare con un amico che è stato oggetto di bullismo? Qual è la via migliore per trovare soluzioni accettabili per la vittima?

Ora chiedete a tre partecipanti volontari di leggere le tre “storie vere”. Chiedete osservazioni generali sui casi e poi parlate delle cause del bullismo, come può essere affrontato e sui diritti
correlati.
• Come pensate che ci si senta quando si è vittima del bullismo?
• Può la vittima essere considerata responsabile?
• Chi pratica il bullismo cosa cerca di dimostrare abusando degli altri?
• Il bullismo è una forma di violenza?
• Riguarda il potere?
• È inevitabile?
• Se siete amici di vittime del bullismo, vi sentite in dovere di informare chi di competenza anche se il vostro amico vi ha fatto una confidenza?
• Quali sono i pregiudizi più diffusi nei confronti delle vittime del bullismo?
• Chi è responsabile di controllare il problema del bullismo? Che cosa avreste fatto se foste le persone vittime di bullismo?
• Cosa si deve fare con i bulli? Come possono imparare a non essere più dei bulli? Dovrebbero essere puniti?
• Quali diritti umani sono stati messi in gioco nelle diverse storie di casi?

Linee guida per i facilitatoriGoto top

Il bullismo può essere diretto o indiretto. Il bullismo diretto si manifesta con comportamenti quali dire parolacce, fare scherzi, spingere o strattonare, ferire o attaccare, sottrarre borse o altri oggetti della vittima e disperderli in giro, pretendere soldi od oggetti di proprietà, attaccare o spaventare qualcuno a causa della religione, colore della pelle, disabilità o abitudini. Il bullismo indiretto consiste in comportamenti quali diffondere pettegolezzi per isolare la vittima. Questo comportamento di solito è iniziato da una o più persone nei confronti di una precisa persona o gruppo di persone. Nel bullismo diretto ed indiretto la componente base è una intimidazione fisica o psicologica che si ripete sistematicamente nel tempo e crea un comportamento continuo di molestie ed abusi.

Se lavorate con un gruppo specifico che conoscete, potete considerare la possibilità di adattare le scene alla vostra situazione particolare. Siate però consapevoli delle esperienze dirette di bullismo che possono essere presenti nel gruppo. Formate i sottogruppi e dividete le scene di conseguenza.

VariazioniGoto top

Invece di fare il gioco di ruolo, i tre gruppi possono analizzare ogni scena e spiegare come avrebbero risolto il problema.

Potete scegliere di concentrarvi su una delle scene e dare ad ogni gruppo lo stesso scenario su cui lavorare. In questo modo ciascun gruppo presenterà la propria versione della storia con le loro diverse possibili soluzioni e alternative. Si dovrebbe ottenere così maggiori approfondimenti riguardanti le varie problematiche e più soluzioni al problema.

Se non avete molto tempo o nemmeno molto spazio per svolgere il gioco di ruolo, è possibile utilizzare le storie reali come casi di discussione in piccoli gruppi. Chiedete alle persone di riflettere sulle situazioni e cercare possibili soluzioni e alternative concrete, e di valutare come si comporterebbero se fossero la persona vittima di bullismo?

Per continuare su questo temaGoto top

Informatevi se localmente ci sono attività di formazione sulla mediazione dei conflitti tra i giovani e per i giovani utilizzando l’educazione tra pari (peer education). Chiedete a qualcuno di parlare al gruppo e di considerare la possibilità di organizzare un sistema di mediazione tra pari nella vostra scuola, istituto o gruppo.

Se siete interessati a esempi di buone pratiche di educazione tra pari potete guardare “Il progetto pacificatore a Offenbach, in Germania, un esempio di mediazione tra pari nelle scuole”, paragrafo 5.1 in Domino.

Se volete prendere in esame il cyberbullismo, potete visionare l’attività "La mia vita non è uno spettacolo".In alternativa, il gruppo potrebbe essere interessato a sviluppare una politica anti-bullismo nella propria scuola o organizzazione. I metodi descritti nell’attività "In risposta al razzismo"su come sviluppare una politica contro il razzismo sono appropriati anche per sviluppare una politica contro il bullismo.

Nella sezione 4 di Domino "Storie raccontate da giovani" si può leggere la storia di Gabor su come è stato vittima di bullismo a scuola perché era ebreo. Potete utilizzare questa storia per
aprire una discussione sull’ antisemitismo o potreste fare la domanda: “Cosa faresti in questa situazione?”

Per mettere in praticaGoto top

Cercate un’associazione impegnata a fronteggiare il bullismo nel vostro paese e offritele il vostro aiuto. Se avete un gruppo particolarmente creativo, suggeritegli di scrivere delle storie inedite sul bullismo e di rappresentarle ad altri. Alcuni potrebbero inoltre gestire o organizzare un dibattito nella loro scuola o comunità sul tema del bullismo. Assieme ad altri amici, potreste creare un gruppo nella vostra scuola o comunità per aiutare le vittime del bullismo.

Ulteriori informazioniGoto top

I bulli a volte non riescono a comprendere quanto male possono arrecare alle persone. Forse pensano che stanno solo prendendo in giro qualcuno o gli stanno facendo uno scherzo ingenuo e rimane solo “una bella risata!” Potrebbe iniziare in questo modo, ma dopo un paio di giorni o settimane la vittima della presa in giro inizia ad infastidirsi. A volte i bulli pensano che prendersela con la gente li faccia apparire forti. Potrebbero essere gelosi di qualcuno o di quelli a cui vogliono assomigliare. Può darsi che siano soliti ricevere molte attenzioni e se qualcuno li mette in ombra, non lo accettano e iniziano a dargli fastidio. Spesso i bulli non hanno molte capacità sociali e non sanno come essere buoni amici. I bulli possono avere problemi a casa; se sono testimoni di atti di violenza o se in casa le persone hanno delle relazioni sgradevoli, essi possono riprodurre ciò che vedono. Si sentono male per queste cose e vogliono ferire altre persone per farli sentire peggio. La punizione corporale può anche portare al bullismo perché insegna ai bambini che la violenza è una strategia accettabile e appropriata per risolvere i conflitti e convincere la gente a fare quello che vogliono. Potete approfondire l’argomento leggendo la campagna del Consiglio d’Europa per fermare la “sculacciata”: www.coe.int "abolizione delle punizioni corporali dei bambini, domande e risposte".

I bulli hanno bisogno di aiuto; hanno bisogno di capire le ragioni del perchè sono bulli e di imparare a cambiare il loro comportamento, soprattutto come gestire i loro sentimenti in modo da non ferire altre persone, e come essere assertivi al fine di ottenere ciò che desiderano. Coinvolgerli in attività pratiche in cui si possono trovare nuovi interessi che li porteranno lontano dal bullismo e dove possono dimostrare il loro talento li aiuteranno a sviluppare l’autostima e saranno in grado di pensarsi come brave persone e non capaci di ferire gli altri.
Per ulteriori informazioni visita i siti: www.bullying.co.uk , www.bullying.org, www.bullyonline.org o scrivi "bullismo" sul tuo motore di ricerca.

Da fotocopiare e distribuireGoto top

PDFScarica PDF

Scene da rappresentare

Scena 1
Uno studente si rivolge agli insegnati o alla direzione e cerca di spiegare che un suo compagno è oggetto di bullismo. Il dirigente scolastico è autoritario e tradizionalista. Pensa che gli standard comportamentali sono deboli e in generale ha una scarsa opinione dei comportamenti dei giovani d’oggi. L’insegnante principale non vuole assumersi nessuna responsabilità per la situazione. Gli altri insegnanti non riconoscono i comportamenti dei bulli come tali. I rappresentanti dei servizi sociali locali sono preoccupati, ma hanno troppo lavoro e quindi non hanno tempo per intervenire adesso.

Scena 2
Un gruppo di studenti cerca di parlare con un amico che ha preso di mira un compagno più giovane.

Scena 3
Diversi studenti si sono riuniti per parlare con un amico che è oggetto di bullismo da parte di un gruppo di altri studenti. Vorrebbero aiutare il loro amico e cercano di analizzare le possibili soluzioni per farlo.

Storie vere Estratte da www.bullying.co.uk

Storia 1
“Ho 12 anni ed odio andare a scuola perché nessuno è mio amico. C’è un gruppo di miei coetanei che appena può mi dice parolacce. Mi dicono che sono brutta e grassa e che i miei genitori dovrebbero vergognarsi di me. La mia migliore amica non vuole più essere la mia migliore amica ed è diventata amica di alcuni ragazzi del gruppo che mi prende in giro. La odio. Mi sento molto sola e ho paura che quello che mi dicono sui miei genitori sia vero.”
Rosanna

Storia 2
“Quest’anno ho iniziato l’anno scolastico in una nuova scuola e dal primo giorno ho avuto l’impressione che le ragazze mi guardassero in modo strano. Poi ho scoperto che erano gelose perché la maggior parte dei ragazzi aveva iniziato ad essere gentile con me. Adesso voglio cambiare scuola perché ricevo dei messaggi con minacce. Ricevo inoltre strane telefonate a casa. Mi hanno perfino rubato i libri più volte. La scorsa settimana sono
andata in bagno e sono tutte entrate, hanno iniziato a gridare contro di me, mi hanno minacciato con un coltello, mi hanno detto di andarmene in un’ altra scuola e mi hanno chiamata puttana. Non riesco più a sopportare questa situazione. Ho paura e sono arrabbiata. Ho cercato di parlarne con il preside ma non mi ha quasi ascoltato. Non so più cosa fare.”
Elisabetta

Storia 3
“Il mio migliore amico mi ha detto che altri studenti lo disturbano a scuola. Siccome volevo aiutarlo, sono andato a parlare con loro, ma dopo loro hanno iniziato a fare lo stesso con me. Adesso siamo tutti e due oggetto di bullismo: ci prendono in giro, ci fanno scherzi cattivi e minacciano di picchiarci. Abbiamo deciso di tacere perché abbiamo paura che la situazione possa peggiorare se ne parliamo con qualcuno.”
Andrea