I diritti umani sono uno standard universale. Un componente di ogni religione e di ogni civiltà

Shirin Ebadi

In breve

I partecipanti si confrontano e discutono le proprie credenze

Diritti correlati

• La libertà di credo e di religione
• La libertà di opinione e di informazione
• La libertà dalla discriminazione

Argomenti trattati

• Diversità religiosa
• Percezioni della religione e della sua influenza sulla vita dei giovani
• Conoscenza delle diverse religioni e dei loro precetti in relazione alle
questioni spirituali e secolari

Obiettivi

• Conoscere diversi sistemi di religioni e credo
• Sviluppare il pensiero critico
• Valorizzare l’accettazione della diversità di credenze e religioni

Materiali

• Copie delle schede (un set per ogni piccolo gruppo)
• Spazi adeguati per i piccoli gruppi di lavoro
• Un facilitatore per ogni piccolo gruppo di lavoro

Preparazione

• Ritagliare le carte
• Leggere le informazioni di base su Religione e credo nel capitolo 5.

Key Date
  • 16 novembreGiornata internazionale della Tolleranza

Istruzioni

Spiegate ai partecipanti che in questa attività discuteranno dei loro credo; alcune persone possono essere profondamente religiose, altre meno e alcune possono non professare alcuna religione. L’obiettivo è quello di giungere ad una comprensione più profonda dell’articolo 18 della Dichiarazione DUDU attraverso la condivisione di opinioni personali e il pensare criticamente ai diversi modi in cui diamo un senso alla vita.
Spiegate molto chiaramente ai partecipanti che devono essere consapevoli di ciò che dicono e di come si esprimono. La protezione delle credenze religiose, così come i simboli religiosi,
dall’insulto e dalla denigrazione, rientra nell’ambito di applicazione della libertà di religione. Tuttavia, la protezione deve essere equilibrata rispetto alla libertà di pensiero e di espressione e
non significa immunità coperta dalle critiche alle credenze. Così onestamente, il dubbio aperto è accettabile, mentre invece il discorso motivato da pregiudizi e discriminazioni non lo è.
Dividete i partecipanti in piccoli gruppi di 4 - 5 persone ciascuno e chiedete loro di riflettere individualmente per 3 o 4 minuti sulle loro convinzioni personali. Ad esempio, se professano una religione, quanto strettamente rispettano le credenze e i rituali? Quindi, per rompere il ghiaccio, chiedete ai partecipanti di parlare della prima volta in cui hanno preso parte a una cerimonia religiosa.
Ora posizionate le carte capovolte in mezzo al gruppo. Dite ai partecipanti che hanno un’ora e che dovrebbero discutere brevemente di ogni scheda per avere la possibilità di dibattere su un numero più grande possibile di schede. In questo modo si otterrà una prospettiva ampia sulle questioni; in seguito i partecipanti potranno approfondire gli argomenti che sono di loro particolare interesse.
Spiegate che ad ogni turno un partecipante prende una carta, la legge ad alta voce e poi commenta la dichiarazione. Poi gli altri hanno la possibilità di contribuire con un esempio tratto dalla propria religione o esperienza. Poi passate ad un altro turno, con un altro giocatore che prende una carta.
Quando tutte le carte sono state discusse o il tempo è scaduto, passate al debriefing (all’interno degli stessi gruppi).

Debriefing e valutazioneGoto top

  • Avete sentito che una qualsiasi delle dichiarazioni era difficile da affrontare? Perché?
  • Ci sono stati fatti, credenze o atteggiamenti verso la vostra posizione esistenziale che vi hanno sorpresi?
  • Che cosa hanno in comune i partecipanti, nonostante le loro diverse posizioni esistenziali?
  • Quali differenze fondamentali c’erano tra le posizioni esistenziali dei partecipanti? Sono inconciliabili?
  • Perché è importante conoscere le posizioni esistenziali delle altre persone? Quanto ne sapete realmente? Dovreste saperne di più?
  • Tenendo presente che la libertà di religione e di credo sono un diritto umano, quanto è facile rispettare le persone quando si è fondamentalmente in disaccordo con il loro comportamento?
  • In quale misura l’ignoranza e il pregiudizio sulle diverse posizioni esistenziali giocano un ruolo nella percezione delle persone rispetto agli altri?
  • Tutti hanno libertà di credo e di religione nel vostro paese? Perché/perchè no?
  • Quale forma di violazione della libertà di credo e di religione è presente nel vostro paese?
  • Fino a che punto la libertà di pensiero, di coscienza e di religione dovrebbe permettere modi di fare specifici, all’interno della comunità dei credenti, che possono divergere dalla società più ampia? Ad esempio posizioni sulle donne come leader religiose, cerimonie tradizionali che coinvolgono i bambini, leggi riguardo il battesimo, il divorzio o la sepoltura, divieti di raffigurazione del fondatore, e così via.
  • Che cosa si dovrebbe tenere a mente se si vuole pianificare un evento per tutto il gruppo, ad esempio un pic-nic, un evento sportivo o un week-end residenziale, in modo che tutti possano essere inclusi, a prescindere dalla loro religione o dal loro credo?
  • A volte, quando si organizza un evento, può essere difficile riuscire a soddisfare le esigenze di tutti in base alla loro religione o alle loro convinzioni personali. Come si possono trovare delle soluzioni? Se dovete scendere a compromessi, su quale base date priorità alle diverse esigenze delle persone?
  • Qual è stata la cosa più interessante che avete imparato da questa attività?

  Linee guida per i facilitatoriGoto top

Questa attività tratta un argomento delicato per cui è importante che ognuno si senta a proprio agio. Sviluppate l’attività in modo sereno; un ambiente rilassante aiuta. Assicuratevi che tutti sappiano che non sono sotto pressione per dire o spiegare più di quello che vogliono, o che sappiano di poterlo fare.
Rispettate i contributi e i limiti dei partecipanti; non tutti sono in grado di spiegare il motivo per cui una certa cosa o un’altra vengono praticate nella propria religione, soprattutto se sono cresciuti e sono stati educati all’interno di una certa religione fin da piccoli. In questo senso, la religione è molto simile alla cultura: si tende ad assumere i propri valori e modelli culturali in maniera “naturale”.
Attenzione alle pressione tra pari. Non lasciate che i partecipanti assumano una posizione di difesa della loro religione o delle proprie convinzioni personali, ad esempio dicendo a qualcuno: “come si può essere di quella religione e accettare ...?”
Evitate di impantanarvi in troppi dettagli. Tenete d’occhio la pila di carte e fate in modo da avere tempo sufficiente per la maggior parte di esse. Lasciate che il flusso della discussione scorra naturalmente e intervenite solo quando sentite che il tema è stato esaurito o che vi è il rischio di andare troppo lontano o quando affiora un atteggiamento di superiorità.
Siate pronti a contribuire con informazioni aggiuntive, in particolare sulle religioni non rappresentate nel gruppo o facendo l’”avvocato del diavolo”.

Se possibile, fate l’attività con un co-facilitatore per ogni gruppo, in modo da guidare la discussione e il debriefing in piccoli gruppi; se non avete nessun co-facilitatore vedete se è possibile preparare alcuni volontari tra i partecipanti per aiutarvi. Ciò può essere importante, a seconda del gruppo, al fine di rispettare il contributo e l’esperienza di tutti e per assicurarvi che il debriefing sia costruttivo. Se non è possibile fare affidamento su co-facilitatori, assicuratevi di svolgere la valutazione in una sessione plenaria con tutti i partecipanti insieme.

La fede, per definizione, non può essere spiegata con argomentazioni razionali e dovreste limitare i tentativi di sfidare le convinzioni religiose con argomenti razionali. Potrebbe essere necessario sottolineare che è importante rispettare il fatto che ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; questo non significa che si deve rispettare ciò in cui gli altri credono, ma bisogna rispettare il loro diritto di credere in ciò che vogliono. Ricordate che sviluppare il pensiero critico è un obiettivo importante di EDU e che il confrontare diverse posizioni esistenziali aiuterà le persone a essere consapevoli del fatto che la loro scelta di pensiero non invalida le scelte altrui. Attraverso questa attività di discussione i partecipanti dovrebbero arrivare a capire che la loro scelta non è assoluta, ma relativa. Li potrà anche rendere consapevoli dei punti di forza e di debolezza di ogni scuola o tradizione. Il fanatismo religioso e il bigottismo comunemente derivano da una rigorosa selettività di pensiero e un rifiuto del pluralismo. Nessuna religione è monolitica, e quindi nessuna singola narrativa in una religione è autorevole e rappresentativa, tanto meno superiore a tutti gli altri racconti o interpretazioni di altre tradizioni religiose.

VariazioniGoto top

Se svolgete l’attività con una serie di piccoli gruppi, è una buona idea chiuderla in plenaria. Così, prima che i partecipanti finiscano l’attività nel piccolo gruppo ed entrino in plenaria, chiedete loro di prendere in considerazione i seguenti punti ed essere pronti a parlarne:

  • Fate degli esempi di ignoranza e di pregiudizio sulle tradizioni religiose e non religiose nel vostro paese.
  • Che cosa possiamo fare per ridurre l’ignoranza e il pregiudizio?

Per continuare su questo temaGoto top

Se avete fatto questa attività con un gruppo appartenente a un’unica religione, c’è molto spazio per ulteriori discussioni. Andate sul sito http://www.religioustolerance.org copiate il loro elenco di religioni, di religioni non teistiche e di sistemi etici. Chiedete al gruppo di quanti hanno sentito parlare e ciò che sanno su di essi.

È possibile esplorare la storia dello sviluppo di diverse religioni e credo facendo una timeline.
Guardate nella sezione “variazioni” nelle attività "Cronologia".

Paulo Freire ha detto: “Educare è credere nel cambiamento”. Se il gruppo volesse discutere ciò che è l’istruzione e come risponde o non soddisfa le esigenze delle persone, potrebbe essere interessato all’attività "Lascia che ogni voce sia ascoltata" .

Per mettere in praticaGoto top

A seconda del contesto in cui voi e i partecipanti vivete o lavorate, può essere interessante visitare un centro religioso o una comunità di una religione diversa e prendere contatti con i loro gruppi giovanili al fine di discutere possibili azioni comuni. Queste potrebbero includere:

  • Un evento sulla Giornata dei Diritti Umani (10 dicembre)
  • Inviti reciproci in occasione di importanti festività religiose
  • Azioni comuni a favore dei poveri e dei bisognosi

Ulteriori informazioniGoto top

L’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà, da solo o in comune e sia in pubblico che in privato, di manifestare la propria religione o il proprio credo attraverso l’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.”

Ai fini di questa attività, al fine di includere il maggior numero di sistemi di credenze, usiamo la definizione di religione dal sito www.religioustolerance.org: “La religione è un sistema specifico di convinzioni circa la divinità, coinvolgendo spesso riti, un codice etico e una filosofia di vita. “Il termine “religione” si riferisce sia alle pratiche personali relative alla fede che a quelle comuni, sia ai rituali di gruppo e la comunicazione, determinati dalla convinzione condivisa. Alternative alla religione includono l’ateismo, lo scetticismo, il libero pensiero e l’umanesimo.
In questa attività ci concentriamo sulla “libertà di pensiero, di coscienza e di religione”, che è il diritto di seguire o meno una religione, in base a una scelta personale. Abbiamo così utilizzato il termine “posizione esistenziale” come una definizione che comprende sia le religioni che le alternative alla religione, senza discriminazioni a favore dell’una o dell’altra. Per “posizione esistenziale” si intende un insieme di idee che ci aiuta a capire il mondo e trovare significato e il valore della vita. Molte posizioni esistenziali sono chiaramente religiose, per esempio, il cristianesimo, l’induismo e l’islam. Alcune posizioni esistenziali non sono religiose, come il materialismo dialettico di Karl Marx e dei suoi seguaci, l’oggettivismo di Ayn Rand, e l’umanesimo. Altre posizioni esistenziali, come il buddismo e il confucianesimo, sono state tradizionalmente classificate come religioni, ma molti seguaci non sono d’accordo con questa categorizzazione e sostengono che, poiché le loro credenze non includono una divinità, il buddismo e il confucianesimo sono filosofie. Il concetto di “posizione eistenziale” li ingloba.

Informazioni di facile utilizzo sui principali credo praticati in tutto il mondo si possono trovare sui siti internet della United Religions Initiative (www.uri.org) e dell’Ontario Consultants sulla Tolleranza Religiosa (www.religioustolerance.org).

Questa attività si sviluppa a partire dall’attività “Credenti” in Mosaic, il T-Kit sullo youth work euromediterraneo, "Mosaic, il T-kit sullo youth work euromediterraneo in ,pubblicato nel quadro del partenariato tra la Commissione europea e il Consiglio d’Europa nel settore della gioventù.

Da stampare e distribuireGoto top

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Schede

Abbiamo una cerimonia speciale per avviare i bambini al nostro stile di vita.

Abbiamo cerimonie e norme specifiche per sepolture e funerali.

Uomini e donne hanno funzioni e ruoli distinti nella nostra vita, ad esempio nelle cerimonie più importanti.

Abbiamo periodi specifici nel calendario per il digiuno.

Crimini e discriminazioni sono stati commessi in nome e per
conto dei nostri ideali.

Ci viene insegnato ad aiutare i bisognosi ed i poveri.

Abbiamo una visione specifica sull’omosessualità.

Indossiamo simboli, accessori o abbigliamento speciali.

Il nostro stile di vita ha specifiche regole morali riguardanti il
matrimonio e la sessualità.

Abbiamo punti di vista specifici sull’aborto.

Il nostro stile di vita si basa su libri e scritture sacre.

Crediamo nel valore della vita come la cosa più importante
da preservare.

Il nostro stile di vita ci insegna a tollerare altre religioni e fedi.

Il nostro stile di vita è stato profondamente plasmato dai profeti, che sono riconosciuti come portatori di messaggi divini.

Crediamo nella vita dopo la morte e in un giudizio divino.

Abbiamo date importanti che vengono osservati come giorni
di festa nei nostri paesi.

Rendiamo omaggio ai morti almeno una volta all’anno e visitiamo i cimiteri.

Abbiamo il nostro calendario, spesso diverso da quello civile.
Il nostro nuovo anno non è il 1° gennaio.

Organizziamo scuole e classi dove viene insegnato ai bambini il nostro stile di vita.

Crediamo che la vita non riguardi solo le cose materiali, ma
abbia una dimensione spirituale essenziale.

Abbiamo le nostre credenze su come è stato creato il mondo.

Abbiamo le nostre convinzioni su chi dovremmo o non dovremmo
sposare.

Il nostro stile di vita, ci insegna non solo questioni spirituali ma
anche riguardo a come la società dovrebbe funzionare.

Spesso siamo fraintesi e talvolta discriminati.

La nostra religione, ci richiede di pregare più volte al giorno.

Abbiamo un giorno nella settimana in cui non dovremmo lavorare,
ma dovremmo partecipare a una cerimonia speciale per celebrare le nostre convinzioni.

Crediamo di avere una relazione speciale con il nostro Dio.

Abbiamo il controllo delle nostre vite.

Crediamo che il significato e lo scopo della vita siano una ricerca
creativa continua

L’amore è un insegnamento essenziale nel nostro stile di vita.

Il nostro stile di vita fornisce un quadro etico e morale, chiaramente
definiti.

La spiritualità, il senso di meraviglia di essere parte di qualcosa di più grande di noi stessi, si trova attraverso i rituali del nostro stile di vita.