Indietro Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina: il Consiglio d’Europa promuove la giustizia e la responsabilità e rafforza il suo sostegno all’Ucraina

Il meccanismo di risarcimento e il Tribunale speciale avanzano mentre il nuovo piano d’azione sulla sicurezza democratica prende forma
Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina: il Consiglio d’Europa promuove la giustizia e la responsabilità e rafforza il suo sostegno all’Ucraina

In vista della Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina, che si celebra il 24 agosto, il Segretario generale Alain Berset ha riaffermato la solidarietà dell’Organizzazione all’Ucraina, uno dei suoi 46 Stati membri, come anche il suo incrollabile sostegno a questo paese.

“Cari ucraini, 35 anni fa, avete ristabilito la vostra indipendenza”, ha dichiarato Alain Berset. “L’avete difesa giorno dopo giorno. Il Consiglio d’Europa è al vostro fianco in questa guerra, per la giustizia e verso una pace basata sulle vostre condizioni”.

Dopo oltre quattro anni dall’inizio di una guerra scatenata dalla Russia, che devasta l’Ucraina e interessa tutto il continente, una pace duratura deve essere costruita dall’Ucraina, in collaborazione con il resto d’Europa, sulla base del diritto e del principio di responsabilità. È a questo che aspirano gli sforzi messi in campo dal Consiglio d’Europa per istituire meccanismi di risarcimento solidi e assicurare i responsabili alla giustizia.

Il Registro dei danni e la Commissione internazionale per i reclami: istituire un meccanismo di risarcimento completo

Il Registro dei danni per l’Ucraina del Consiglio d’Europa, con sede all’Aia, ha già ricevuto oltre 180.000 richieste di risarcimento per i danni, le perdite o le ferite causate dall’aggressione condotta dalla Russia. Di queste richieste, circa 58.000 sono già iscritte nel registro, mentre le altre sono ancora in fase di analisi. Questo mese, il Registro dei danni ha aperto nove nuove categorie di richieste di risarcimento, portando così a quasi trenta il numero totale di categorie.

Oltre alle richieste presentate da privati e organizzazioni, anche lo Stato ucraino può ora richiedere un risarcimento per le spese pubbliche umanitarie, i costi di sminamento derivante dall’aggressione e le perdite dovute alla distruzione di beni. Entro la fine del mese di settembre, tutte le categorie previste saranno aperte, comprese quelle che riguardano la perdita di un posto di lavoro remunerato a causa della guerra, i danni provocati al patrimonio culturale e all’ambiente e la perdita di accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione.

Sono stati inoltre avviati i lavori relativi alla seconda tappa del meccanismo di risarcimento, l’istituzione di una Commissione internazionale per i reclami. Una volta istituita, la Commissione internazionale per i reclami, poggiando sui lavori del Registro dei danni, esaminerà e valuterà le richieste, si esprimerà al riguardo e stabilirà l’importo dell’eventuale risarcimento dovuto in ciascun caso. La sua base giuridica, ovvero la Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i reclami per l’Ucraina, è stata aperta alla firma a dicembre 2025. Per l’entrata in vigore della Convenzione e l’istituzione della Commissione occorrono 25 ratifiche e sufficienti impegni finanziari. A oggi, la Convenzione conta 40 firmatari e tra questi sette Stati e l’Unione europea hanno anche proceduto alla ratifica.

Lo scorso giugno, il comitato preparatorio della Commissione per i reclami ha tenuto la sua prima riunione all’Aia.

Il Tribunale speciale per il crimine di aggressione: un dispositivo incentrato sulla responsabilità

A giugno 2025, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il Segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset hanno firmato un accordo sulla creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. Dopo la firma, le parti interessate, tra cui gli Stati membri del Consiglio d’Europa, Stati non membri da ogni parte del mondo e l’Unione europea, hanno iniziato a esaminare la possibilità di aderire all’Accordo parziale allargato sul Comitato direttivo del Tribunale speciale. A maggio 2026, a Chisinau (Repubblica di Moldova), 36 paesi e l’Unione europea hanno espresso la loro intenzione di aderire all’Accordo parziale allargato. I Paesi Bassi hanno proposto di ospitare il Tribunale speciale e un gruppo preparatorio del Consiglio d’Europa lavora da gennaio 2026 all’istituzione della giurisdizione, con un finanziamento da parte dell’Unione europea.

Sostegno all’Ucraina da parte di tutto il Consiglio d’Europa

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) continua a lavorare senza sosta all’istituzione di un sistema completo di riconoscimento delle responsabilità per la Federazione russa, in particolare accelerando la creazione del Tribunale speciale. L’APCE assiste l’Ucraina contribuendo a rafforzare ulteriormente le sue istituzioni democratiche, apportando sostegno a riforme essenziali e accompagnando il paese sulla strada verso una maggiore integrazione europea. L’Assemblea porta avanti questa missione attraverso il suo processo di monitoraggio e di sostegno parlamentare alla Verkhovna Rada. La sua Rete parlamentare sulla situazione dei bambini ucraini offre inoltre sostegno alle autorità ucraine per facilitare l’identificazione e la ricerca di bambini deportati, come anche promuovere i diritti dei minori sfollati e rifugiati.

Il Congresso dei poteri locali e regionali e il suo Centro di competenza per la governance multilivello collaborano con le autorità ucraine per rafforzare la democrazia locale e la buona governance in quanto pilastri della sicurezza democratica. La democrazia deliberativa in Ucraina si realizza attraverso assemblee di cittadini. I lavori del Congresso rafforzano l’investimento pubblico e le risorse finanziare locali, favoriscono la partecipazione dei cittadini e la cooperazione intercomunale, offrono competenza giuridica per allineare la legislazione ucraina alla Carta europea dell’autonomia locale e sostengono gli scambi tra i sindaci ucraini e quelli di altre città europee. Il Congresso fa inoltre conoscere il Registro dei danni per l’Ucraina nelle comunità colpite dalla guerra.

Il Commissario per i diritti umani sottolinea senza sosta che le considerazioni relative ai diritti umani devono essere al centro di qualsiasi processo di pace. Reagendo all’intensificarsi degli attacchi russi e all’aumento senza precedenti del numero di vittime civili ucraine, ha messo in guardia rispetto a qualsiasi ritiro prematuro della protezione e dell’assistenza concesse a milioni di ucraini sfollati in tutta Europa a causa della guerra condotta dalla Russia. Il Commissario ha chiesto agli Stati membri del Consiglio d’Europa di continuare ad assicurare la protezione di queste persone per tutto il tempo necessario, finché la situazione in Ucraina non consentirà un ritorno sicuro, degno e sostenibile, conformemente al diritto internazionale dei rifugiati e agli obblighi in materia di diritti umani.

La Corte europea dei diritti dell’uomo resta l’unica giurisdizione internazionale a chiedere conto alla Russia delle violazioni dei diritti umani commesse in Ucraina, attraverso la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

L’Inviata speciale del Segretario generale sulla situazione dei bambini ucraini ha in particolar modo la missione di far conoscere le difficoltà che devono affrontare i bambini ucraini e il sostegno che il Consiglio d’Europa offre loro, nonché favorire la cooperazione internazionale e il coordinamento interno, anche con il Registro dei danni e il Gruppo di consultazione sui bambini ucraini.

Sicurezza democratica per l’Ucraina: nuovo piano d’azione per il periodo 2027-2030

Basandosi sui lavori condotti nel quadro del Piano d’azione per l’Ucraina per il periodo 2023-2026, intitolato “Resilienza, ripresa e ricostruzione”, che è stato il piano d’azione più ampio e più ambizioso nella storia dell’Organizzazione dedicato a un solo paese, il Consiglio d’Europa, in collaborazione con i suoi partner ucraini, sta ultimando l’elaborazione di un nuovo piano d’azione per l’Ucraina per il periodo 2027-2030. Il piano mira a rafforzare la resilienza democratica dell’Ucraina favorendo la buona governance, lo Stato di diritto e i diritti umani, al fine di sostenere l’obiettivo strategico dell’Ucraina che consiste nel rafforzare la sua sicurezza attraverso l’adesione all’Unione europea allineano le sue riforme alle norme europee.

Le principali priorità del nuovo piano d’azione, intitolato “Sicurezza democratica per l’Ucraina”, includono la protezione dei diritti umani e la responsabilizzazione a favore della pace e della stabilità, la promozione dell’inclusione sociale e la protezione delle minoranze, dei gruppi vulnerabili e delle donne, nonché il rafforzamento delle istituzioni democratiche, l’integrità dell’informazione e il sostegno alla preparazione delle elezioni laddove le condizioni lo consentano. La lotta contro la corruzione e a favore dell’indipendenza della giustizia resterà uno degli assi prioritari del sostegno apportato dal Consiglio d’Europa all’Ucraina nei prossimi anni.


 Council of Europe’s support to Ukraine

 Council of Europe Office in Ukraine

Secretary General Strasburgo 21 agosto 2026
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