Back Il castello di S. Martino di Ceneda

La visita del castello permette di poter esplorare i giardini, le cappelle e la sala degli stemmi, con gli stemmi dei signorotti e dei vescovi e gli affreschi cinquecenteschi del soffitto.

Luogo evento: castello di S. Martino di Ceneda

Orario evento: 15-18
Visite guidate: Sì - massimo 20 persone per turno di visita
Prenotazione: Sì/Consigliata
Pagamento: Offerta libera responsabile per copertura assicurativa

Numero telefonico per informazioni: 340 3505923
Mail per informazioni: [email protected]
Sito internet per informazioni:  www.istitutoitalianocastelli.it
Pagina fb per informazioni: www.facebook.com/istitutocastelli.veneto


STORIA:


Un castello che domina la città, un luogo che rappresenta la storia di una comunità e che nei secoli è stato il teatro privilegiato delle vicende più importanti del territorio: questo è il Castello di San Martino a Ceneda, nei
secoli residenza di duchi, conti e da circa mille anni sede vescovile.

Con le invasioni barbariche, soprattutto con la caduta del confine romano sul Reno, questa parte del territorio dell'Impero Romano rimase scoperta. Per questo si iniziarono a costruire delle fortificazioni per trattenere i
barbari e sul colle di San Martino Longobardi e Franchi edificarono un vero e proprio 'Castrum'.

Per tutto il XII secolo, non più potente come un tempo, Ceneda fu coinvolta nelle lotte tra comuni e signorie che tra alterne vicende videro al potere il Comune di Treviso, i Caminesi, i Conti-Vescovi di Belluno.

Nel 1410 gli Ungari invasero il territorio portando rovina e distruzione in tutta la zona: anche il castello fu parzialmente distrutto e venne riedificato nel 1420 dal vescovo Antonio Correr nelle forme attuali, più
adatte a residenza signorile. Una galleria, chiusa nel 1882, collegava anticamente la fortificazione con il sottostante castello dei Romagno, non più esistente.

Altre modifiche furono condotte negli anni successivi grazie al contributo dei vescovi Francesco Brevio (ampliò la residenza e costruì l'attuale strada) e Michele Della Torre (costruì alcune delle torri e rinforzò le mura). Restauri importanti invece furono ordinati dai vescovi Marcantonio Mocenigo (XVI) e Agozzi (XVIII). Nel corso dell'Ottocento, dopo aver promulgato le leggi del luglio 1866 e dell'agosto 1867, i beni ecclesiastici
vennero confiscati dal Regno d'Italia, così fu anche per il Castello di Ceneda.

Il 29 giugno 1873 ci fu una disastrosa scossa di terremoto che ne causò danni ingenti. In quell'occasione cadde, quasi interamente, la torre orientale. In seguito vennero sistemate solamente le parti strettamente
necessarie. Il 3 ottobre 1881 il governo decise di restituire il castello al clero perché non era ancora riuscito a trovare un acquirente per quel bene. Il Vescovo Sigismondo Brandolini-Rota restaurò radicalmente la fortezza e
acquistò i terreni circostanti.

Negli anni Sessanta del Novecento il castello ospitò Albino Luciani il futuro Giovanni Paolo I.


Curiosità:

Il castello di San Martino, oltre ad essere ancora la residenza del vescovo di Vittorio Veneto, ospita molti appuntamenti della diocesi vittoriese e rappresenta un punto di riferimento importante per la spiritualità e per
l'arte di quest'area dell'Alta Marca Trevigiana. A colpire il visitatore è in particolare il residuo di un grande torrione che domina il nucleo storico di Ceneda. L'artista Antonio Romagno nel 1403
così ne descriveva la vista: "Da quassù, entro il recinto del tuo Castello di San Martino, vedo saltellare le agili caprette, ed aggirarsi i variopinti pavoni. Allargando poi lo sguardo, ecco vallicelle sparse di viti e di olivi
e distese di prati e campi di messi. E qui presso sul declivio del colle, una fonte garrula il cui limpido specchio pare attendere la dea ed il corteggio delle sue ninfe."

Collaborazioni: Casa di Spiritualità e Cultura 'San Martino di Tours', Vittorio Veneto.

Treviso 23-24 Settembre
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