Il lavoro del Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) rimane essenziale per la protezione dei diritti degli europei in un momento di sfide socio-economiche persistenti in tutta Europa, in particolare la crisi del costo della vita, le trasformazioni del mercato del lavoro e le pressioni sui sistemi di welfare. Il rapporto di attività 2025 appena pubblicato evidenzia la portata del lavoro del Comitato nel monitorare l’attuazione della Carta sociale europea.
Uno degli assi principali del lavoro del Comitato nel 2025 è stato l’esame dei rapporti degli Stati che hanno firmato l’accordo nel quadro del sistema di rapporti rivisto. Il CEDS ha adottato 213 conclusioni, tra cui 186 di non conformità e 27 di conformità. Pur notando sviluppi positivi in diversi paesi, il CEDS ha individuate anche lacune persistenti in aree quali l’equa remunerazione, l’orario di lavoro, la contrattazione collettiva, la parità salariale tra i generi e la tutela dei lavoratori in forme di impiego non standard.
Reclami collettivi essenziali per garantire i diritti sociali
La procedura di reclami collettivi, che consente al CEDS di monitorare la conformità alla Carta attraverso reclami presentati dalle parti sociali e da organizzazioni non governative, continua a svolgere un ruolo importante nel garantire la responsabilità dei paesi che hanno accettato le sue disposizioni e il meccanismo di reclami. Nel 2025, sono stati presentati 13 nuovi reclami e il Comitato ha adottato dieci decisioni nel merito e otto decisioni sulla ricevibilità, relativamente a questioni come i diritti dei lavoratori, l’alloggio, la protezione sociale, la salute e i diritti dei gruppi vulnerabili.
Il CEDS ha portato avanti il dialogo con gli Stati che non hanno ancora accettato tutte le disposizioni della Carta sociale europea o la procedura di reclami collettivi. La procedura relativa alle disposizioni non accettate del CEDS, che chiede agli Stati che hanno ratificato la Carta sociale europea riveduta di presentare rapporti a intervalli regolari sulle disposizioni che non hanno accettato, è rimasta un aspetto importante del lavoro del Comitato nel 2025. Il CEDS ha adottato dieci rapporti nel quadro di questa procedura e ha accolto con favore il miglioramento della puntualità delle risposte degli Stati, sostenendo gli sforzi volti a rafforzare progressivamente la tutela dei diritti sociali in tutta Europa.
Cooperazione all’interno del Consiglio d’Europa e al di là
Il rapporto sottolinea la stretta cooperazione del CEDS con altri organi del Consiglio d’Europa, in particolare il Comitato dei Ministri, l’Assemblea parlamentare, il Commissario per i diritti umani e la Corte europea dei diritti dell’uomo. Queste interazioni rafforzano la coerenza del sistema dei diritti umani del Consiglio d’Europa e favoriscono una più efficace attuazione della Carta sociale europea negli Stati membri.
Il CEDS ha inoltre continuato a sviluppare la cooperazione con organizzazioni e partner internazionali, tra cui l’Unione europea, le Nazioni Unite, l’Organizzazione internazionale del lavoro e organizzazioni rappresentative di datori di lavoro e lavoratori. Questi partenariati contribuiscono a rafforzare la visibilità della Carta e assicurano un maggiore allineamento tra le norme europee e internazionali in materia di diritti sociali.
“Per il futuro, il CEDS resta impegnato a rafforzare la visibilità, l’accessibilità e l’impatto del sistema della Carta. Sforzi continui volti a intensificare la comunicazione, l’istruzione e il rafforzamento delle capacità saranno essenziali per garantire che la Carta e la giurisprudenza del CEDS siano comprese meglio e più ampiamente applicate dalle autorità nazionali, dai tribunali, dalle parti sociali e dagli attori della società civile”, ha sottolineato la Presidente del CEDS, Aoife Nolan, nell’introduzione del rapporto di attività 2025.

