Il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) ha pubblicato le sue conclusioni per il 2025. Queste valutazioni giuridiche della pratica degli Stati firmatari in relazione ai diritti fondamentali legati al lavoro protetti dalla Carta sociale europea rivelano lacune nella garanzia dei diritti del lavoro in numerosi paesi europei.
“Nonostante alcuni segni di progresso, il Comitato esprime grande preoccupazione per il lungo cammino ancora da percorrere in molti Stati parte per garantire i diritti fondamentali legati al lavoro protetti dalla Carta sociale europea. Le conclusioni del Comitato per il 2025 mostrano che le principali sfide attuali includono eccessivi orari di lavoro, tutele inadeguate per alcuni tipi di lavori (quelli della gig economy o dell’economia delle piattaforme; il telelavoro; i lavori che richiedono un elevato livello di attenzione o prestazioni elevate) e la continua disparità salariale tra donne e uomini”, ha sottolineato Aoife Nolan, Presidente del Comitato europeo dei diritti sociali.
Il CEDS ha notato che negli Stati membri non è stata presa alcuna misura per incoraggiare o rafforzare la libertà sindacale positiva dei lavoratori nei settori sopracitati, che tradizionalmente hanno un basso tasso di sindacalizzazione.
Ampio ventaglio di paesi esaminati
Le conclusioni esaminano l’applicazione della Carta sociale nei paesi che non hanno accettato la procedura dei reclami collettivi, la quale consente a partner sociali, ONG internazionali e altri di presentare reclami al Comitato in caso di violazione dei diritti. Le conclusioni pongono l’accento su disposizioni specifiche relative a condizioni di lavoro eque, a condizioni di lavoro sicure e sane, a una remunerazione equa, al diritto di organizzazione e negoziazione collettiva e alle pari opportunità di lavoro per le donne e gli uomini.
(Segue…)
Comitato europeo dei diritti sociali

