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Nuovi rapporti della Commissione anti-razzismo su Irlanda, Paesi Bassi, Romania e Slovenia

Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) Strasburgo 5 giugno 2019
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Questa settimana la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha pubblicato nuovi rapporti su Irlanda, Paesi Bassi, Romania e Slovenia.

Nel rapporto sui Paesi Bassi, l’ECRI accoglie con favore il processo per includere altre basi di discriminazione nella Costituzione e l’emendamento alla Legge generale sulla parità di trattamento che copre anche le caratteristiche sessuali, l’identità di genere e l’espressione di genere di una persona. Tuttavia, la legislazione contro i crimini di odio e la discriminazione non prevede sanzioni sufficientemente dissuasive; non tutti gli uffici anti-discriminazione sono indipendenti e gli organismi per la parità non dispongono di sufficienti risorse.

Quanto all’Irlanda, l’ECRI ha esortato le autorità a intraprendere azioni contro le autorità locali che non impiegano le risorse economiche stanziate per la fornitura di alloggi ai Viaggianti, ma ha anche evidenziato una serie di sviluppi positivi negli ultimi anni, tra cui il riconoscimento ufficiale dei Viaggianti come gruppo etnico indigeno, la legislazione in materia di matrimonio tra persone dello stesso sesso e una nuova legge che consente a persone transessuali di cambiare ufficialmente il loro nome e il loro genere attraverso l’autodeterminazione.

In relazione alla Slovenia, la Commissione del Consiglio d’Europa contro il razzismo accoglie con favore la nuova legislazione anti-discriminazione e nuove iniziative per promuovere i diritti delle persone LGBT. Tuttavia, in Slovenia il discorso dell’odio non è quasi mai perseguito penalmente, mancano i dati necessari per combattere la discriminazione raziale e l’accesso da parte dei Rom all’alloggio e all’approvvigionamento di acque sicure rimane un problema.

Nel rapporto sulla Romania, l’ECRI nota i progressi compiuti negli ultimi cinque anni, ma esprime preoccupazione per una serie di problemi, in particolare il diffuso problema del discorso dell’odio razzista e intollerante, la risposta inadeguata del sistema di giustizia penale ai crimini di odio e la discriminazione contro i Rom e le persone LGBT.

Oltre ai suddetti rapporti per paese, l'ECRI ha pubblicato le conclusioni sull’attuazione delle raccomandazioni prioritarie rivolte ad Azerbaigian, Cipro, Italia, Lituania, Macedonia del Nord, Turchia, e Regno Unito. Queste conclusioni, basate sulla risposta del governo e su informazioni raccolte da altre fonti, riguardano solo le raccomandazioni prioritarie formulate nel 2016 e non mirano a fornire un'analisi completa di tutti gli sviluppi nella lotta contro il razzismo e l'intolleranza nei paesi interessati.

In relazione all'Italia, l’ECRI ha confermato la sua raccomandazione di garantire che la piena indipendenza dell’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) sia assicurata in diritto come in fatto; di estendere i suoi poteri in modo tale che la legislazione pertinente copra chiaramente la discriminazione basata non solo sull’origine etnica e sulla razza ma anche sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale; e di concedere a tale ufficio il diritto di avviare azioni legali. L’ECRI conclude che questa raccomandazione non è stata attuata. Inoltre, raccomandava alle autorità di attuare nelle scuole di tutti i livelli misure per promuovere la tolleranza e il rispetto reciproci a scuola, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Questa raccomandazione è stata parzialmente attuata, dato che le misure finora intraprese si sono basate unicamente su programmi extracurriculari e principalmente su iniziative della società civile.


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