A Mihaileni, un villaggio nel nord della Repubblica di Moldova, Elena Radița svolge un ruolo cruciale nella comunità di cui fa parte. In qualità di mediatrice rom, suscita fiducia e riceve dai membri della sua comunità confidenze che non farebbero a un poliziotto, a un operatore sociale o a un funzionario comunale. È vicina alla comunità rom, ma mantiene al contempo legami con le istituzioni statali. Eppure, per molto tempo, questo ponte tra la sua comunità e le autorità si estendeva solo fino a un certo punto.
L’ascolto dei rom promuove la collaborazione
“La fiducia tra la polizia e la comunità rom si costruisce attraverso un dialogo costante, il rispetto reciproco e una vera presenza all’interno della comunità, non solo durante le situazioni di conflitto”, ha dichiarato Elena Radita. “La polizia svolge un ruolo importante non solo durante gli interventi, ma anche nella prevenzione e nella sensibilizzazione e nell’assicurare pari protezione a tutti i cittadini. Una collaborazione efficace si realizza quando i Rom sono ascoltati, trattati con dignità e coinvolti come partner nella risoluzione dei problemi della comunità.”
I mediatori rom sono professionisti qualificati che fungono da ponte tra le comunità rom e le istituzioni pubbliche, facilitando l’accesso ai servizi pubblici, promuovendo il dialogo e contribuendo a creare una fiducia reciproca. Questa figura gode del sostegno del Consiglio d’Europa, parallelamente ad altri dispositivi messi in campo dalle autorità locali, dalle scuole, dai centri sanitari o dai servizi sociali, dalle ONG che attuano programmi pubblici o, in alcuni casi, dagli organismi di governo.
Questo tipo di collaborazione non è stato sempre facile da realizzare. Le comunità rom nella Repubblica di Moldova continuano a scontrarsi con importanti ostacoli in termini di accesso ai servizi pubblici e alla giustizia. I membri delle comunità sottolineano la necessità di maggiore fiducia tra le forze dell’ordine e i cittadini rom.
I funzionari di polizia si impegnano ad assicurare parità di trattamento per i Rom
Per la polizia, la sfida è quella di comprendere meglio le esigenze della comunità rom e trovare soluzioni per rispondervi.
All’inizio di giugno, è stato compiuto un importante passo avanti per rafforzare questa relazione. Per la prima volta a livello nazionale, rappresentanti dell’Ispettorato generale di polizia, esponenti e mediatori della comunità rom e organizzazioni della società civile si sono riuniti per lavorare a una piattaforma di cooperazione congiunta, creando uno spazio aperto e sicuro per il dialogo e la collaborazione, che tenga conto delle esigenze delle comunità e delle realtà a livello locale.
Alexandru Lupan, vicecapo dell’Ispettorato generale di polizia, ha sottolineato la particolare importanza di questo evento per la sua organizzazione: “È essenziale giungere a una maggiore comprensione delle sfide e delle esigenze della comunità rom e, insieme ai partner istituzionali e alla società civile, individuare soluzioni per proteggere i diritti e garantire la sicurezza di tutti i cittadini”.
Le vere soluzioni nascono dalla collaborazione con la comunità rom
I partecipanti hanno esaminato il quadro giuridico in vigore che protegge i Rom dalla discriminazione, dal discorso d’odio e dagli abusi. Hanno analizzato casi reali, hanno valutato i meccanismi di segnalazione che esistono nella teoria e si sono interrogati sul loro utilizzo effettivo nella pratica, come anche sui motivi per cui spesso sono poco utilizzati. I mediatori rom come Elena hanno avuto un ruolo centrale nel dibattito poiché sono generalmente le prime persone a venire a conoscenza di un problema e le ultime a essere ufficialmente consultate a tale riguardo. In definitiva, tutte le persone coinvolte condividono lo stesso obiettivo: garantire una migliore protezione per le vittime e promuovere la fiducia e la comprensione reciproche.
Questo dialogo è stato possibile grazie al sostegno del Consiglio d’Europa, attraverso i progetti Combattere la discriminazione, il discorso d’odio e i reati d’odio nella Repubblica di Moldova e Rafforzare la diversità e l’uguaglianza – fase II, attuati nel quadro del Piano d’azione 2025-2028 del Consiglio d’Europa per la Repubblica di Moldova.

