Indietro I ministri degli Affari esteri istituiscono il Tribunale speciale per l’Ucraina, adottano una dichiarazione sulla migrazione e rafforzano il quadro giuridico di lotta contro il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo

All’ordine del giorno a Chișinău anche la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere e il passaggio della Presidenza del Comitato dei Ministri al Principato di Monaco
Il Segretario generale Berset con la Presidente moldova Sandu (al centro) e il ministro degli Affari esteri Popșoi (a destra) arrivano per presiedere una riunione di alto livello dei ministri degli Affari esteri europei presso il Palazzo della Repubblica di Chișinău

Il Segretario generale Berset con la Presidente moldova Sandu (al centro) e il ministro degli Affari esteri Popșoi (a destra) arrivano per presiedere una riunione di alto livello dei ministri degli Affari esteri europei presso il Palazzo della Repubblica di Chișinău

I ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa, che conta 46 Stati membri, hanno riaffermato oggi il loro incrollabile sostegno all’Ucraina istituendo un Accordo parziale allargato sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. Il Comitato dei Ministri ha inoltre adottato una dichiarazione sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e sulla migrazione, ha modernizzato la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo e ha dato il via libera alla preparazione di un nuovo strumento giuridico sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze straniere.

Tribunale speciale per l’Ucraina: 36 paesi e l’Unione europea

I ministri hanno adottato una risoluzione che istituisce un Accordo parziale allargato sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, compiendo un passo cruciale verso l’istituzione pratica del tribunale incaricato di indagare, perseguire e giudicare i principali responsabili. Trentasei paesi (*) e l’Unione europea hanno espresso la propria intenzione di aderire all’accordo e definire il funzionamento e il finanziamento del Tribunale speciale.

(*) Trentaquattro Stati membri del Consiglio d’Europa (Andorra, Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Principato di Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica di Moldova, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina e Regno Unito) insieme all’Unione europea, all’Australia e al Costa Rica.

I ministri hanno inoltre accolto con favore l’ampio sostegno degli Stati alla Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i reclami per l’Ucraina e hanno incoraggiato altri paesi ad aderire affinché un meccanismo di risarcimento possa essere istituito in tempi brevi.

I ministri del Consiglio d’Europa hanno riaffermato la loro determinazione ad assicurare il ritorno dei bambini ucraini deportati illegalmente o trasferiti forzatamente dalla Russia, anche nel quadro dell’esecuzione della sentenza di luglio 2025 della Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso Ucraina e Paesi Bassi c. Federazione russa.

Inoltre, intendono continuare a contribuire al programma di riforme dell’Ucraina, in particolare attraverso il Piano d’azione per l’Ucraina, “Resilienza, ripresa e ricostruzione 2023-2026”, facilitando i progressi del paese verso l’adesione all’UE, anche nell’area dei diritti fondamentali, della giustizia, della protezione sociale e dell’inclusione, nonché in termini di lotta alla corruzione.

Convenzione europea dei diritti dell’uomo e migrazione: nuova dichiarazione

A seguito della Conferenza dei ministri della Giustizia, tenutasi a Strasburgo a dicembre 2025, il Comitato dei Ministri ha adottato un’importante dichiarazione che riafferma il profondo e solido impegno degli Stati membri a favore della Convenzione e il loro sostegno all’indipendenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nota inoltre la necessità di trovare un equilibrio tra i diritti individuali e l’interesse collettivo.

I ministri degli Affari esteri europei hanno riaffermato che le sfide legate alla migrazione richiedono una risposta comune da parte degli Stati membri, basata sui diritti umani, sulla democrazia e sullo Stato di diritto, e che gli Stati hanno un innegabile diritto sovrano di controllare gli ingressi e i soggiorni dei cittadini stranieri. I ministri hanno convenuto di portare avanti le discussioni in quest’area nel quadro della Rete dei punti focali sulla migrazione del Consiglio d’Europa.

Verso uno strumento giuridico sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze straniere (FIMI)

Il Comitato dei Ministri ha accolto con favore il rapporto annuale del Segretario generale intitolato “Il Nuovo patto democratico per l’Europa in un momento di rottura”, sottolineando l’importanza di rafforzare la sicurezza democratica.

Ha inoltre incaricato il Segretario generale di presentare proposte per un nuovo strumento giuridico, tra cui una possibile convenzione quadro, sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze straniere (FIMI), le quali rappresentano una grave minaccia per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.

Nuovo trattato per rafforzare il recupero di beni di origine criminale

I ministri hanno adottato un Protocollo addizionale alla Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (“Convenzione di Varsavia”), che modernizza i quadri giuridici e istituzionali per il recupero dei beni, in risposta a reti criminali transnazionali sempre più sofisticate che utilizzano tecnologie all’avanguardia. Il nuovo trattato migliora la capacità delle autorità di monitorare e sospendere le transazioni sospette e confiscare i beni, tra cui le cripto-attività, ottenuti attraverso una condotta criminale. Il Protocollo addizionale sarà aperto alla firma durante la conferenza sulla criminalità informatica che si terrà a Strasburgo il 14 ottobre 2026.

Azione esterna del Consiglio d’Europa: nuova strategia

Il Comitato dei Ministri ha inoltre adottato una strategia per l’azione esterna concepita per rafforzare la posizione del Consiglio d’Europa nella scena internazionale. A tal fine, l’Organizzazione intende ampliare l’ambito dei suoi strumenti giuridici e legislativi, rafforzando le relazioni con gli Stati osservatori e non membri e i partenariati con le organizzazioni internazionali e regionali.

I ministri hanno ricordato che il Consiglio d’Europa e l’UE sono partner strategici impegnati ad assicurare la piena responsabilità per il crimine di aggressione della Russia contro l’Ucraina e che l’adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo rimane un obiettivo chiave del loro partenariato.

Infine, sulla base della Dichiarazione di Reykjavik, i ministri hanno ribadito che la libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti, i diritti sociali, l’uguaglianza, la partecipazione dei giovani e il dialogo con la società civile continuano a essere tra le aree d’azione prioritarie dell’Organizzazione.

Il Principato di Monaco assume la Presidenza del Comitato dei Ministri

Al termine della sessione ministeriale, il Principato di Monaco ha assunto la Presidenza di turno del Comitato dei Ministri (15 maggio-10 novembre 2026), succedendo alla Repubblica di Moldova. Mihai Popşoi, Vice Primo ministro e ministro degli Affari esteri, ha tracciato un bilancio della Presidenza moldova e successivamente Isabelle Berro-Amadeï, ministra degli Affari esteri e della Cooperazione, ha presentato le priorità della Presidenza monegasca.

A margine della sessione, sono stati firmati o ratificati diversi trattati:

  • Convenzione sulla coproduzione di opere audiovisive in forma di serie, firmata dalla Repubblica di Moldova e dal Regno Unito;
  • Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i reclami per l’Ucraina, firmata dalla Repubblica ceca e dalla Macedonia del Nord e ratificata dall’Irlanda, dall’Ucraina e dell’UE;
  • Convenzione sulla protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale, firmata dalla Svezia;
  • Terzo protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, firmato dalla Repubblica di Moldova;
  • Convenzione per la protezione della professione di avvocato, firmata dalla Repubblica slovacca e da San Marino;
  • Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, ratificata dall’Unione europea;
  • Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, ratificato dalla Repubblica di Moldova;
  • Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione del terrorismo, ratificato dal Liechtenstein;
  • Convenzione sulla manipolazione di competizioni sportive, ratificata dall’Armenia;
  • Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico, firmata dal Montenegro.

 Discorso del Segretario generale Alain Berset

 ​ Leggi il testo integrale delle decisioni del Comitato dei Ministri

 ​ Scopri di più sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina

 Maggiori informazioni sulla Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i risarcimenti a favore dell’Ucraina

 ​ 135ª sessione del Comitato dei Ministri, Chișinău, Presidente della Repubblica di Moldova Maia Sandu

 ​ 135ª sessione del Comitato dei Ministri, Chișinău - discorso di apertura del Segretario generale Alain Berset


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Comitato dei Ministri Chișinău 15 maggio 2026
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