I ministri degli Affari esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato oggi, durante la sessione annuale del Comitato dei Ministri, un Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (“Convenzione di Varsavia”).
Questo nuovo trattato modernizza i quadri giuridici e istituzionali che disciplinano il recupero di beni, in risposta a reti criminali transnazionali sempre più sofisticate che utilizzano tecnologie all’avanguardia. Rafforza la capacità delle autorità di sorvegliare e sospendere le transazioni sospette, come anche di confiscare i beni, comprese le cripto-attività, ottenuti attraverso attività criminali.
L’Europa rafforza i propri strumenti nella lotta contro le reti criminali
"La sicurezza democratica si fonda su istituzioni solide, sulla fiducia dei cittadini e sullo Stato di diritto. Tuttavia, questi pilastri sono minacciati dai flussi finanziari illeciti che circolano liberamente nel sistema finanziario globale, favoriti anche dalle nuove tecnologie. Grazie a questo protocollo, gli Stati disporranno di strumenti più efficaci per contrastare il riciclaggio di denaro, smantellare le reti criminali, difendere la democrazia oltre i confini e le innovazioni tecnologiche, e proteggere più efficacemente le vittime della criminalità finanziaria", ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset.
Il protocollo modernizza e rafforza la Convenzione di Varsavia, uno degli strumenti principali nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il testo si fonda su oltre vent’anni di esperienza applicativa, sulle norme aggiornate del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) e sull’acquis dell’Unione europea.
In che modo il nuovo protocollo contribuirà a contrastare i proventi della crimimanlità?
Il protocollo introduce nuovi e significativi meccanismi. Gli Stati potranno confiscare qualsiasi bene appartenente a una persona condannata, oltre a quelli direttamente collegati a specifici reati, qualora un tribunale nazionale ritenga che tali beni derivino da attività criminali.
Sarà inoltre possibile procedere alla confisca anche in assenza di una condanna penale, previa decisione giudiziaria, quando vi siano fondati sospetti che i beni costituiscano proventi di reato. Potranno infine essere sequestrati o confiscati anche i beni di origine criminale detenuti da terzi, nel rispetto delle garanzie previste per le persone che agiscono in buona fede. (segue...)
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La Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (CETS no. 198), aperta alla firma a Varsavia nel 2005, è il primo trattato internazionale che dispone sia la prevenzione sia il controllo del riciclaggio di capitali e del finanziamento del terrorismo.
Questa convenzione conta attualmente 39 Stati parte e altri cinque firmatari che non l’hanno ancora ratificata, tra cui l’Unione europea. La convenzione è aperta all’adesione di Stati non membri del Consiglio d’Europa. Una Conferenza delle Parti controlla il rispetto delle disposizioni.
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