Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha lanciato mercoledì un appello a una maggiore unità europea in un momento di guerra e di rottura, come anche all’istituzione di un quadro giuridico e democratico solido su cui poter costruire una sicurezza europea duratura.
Prendendo la parola all’Università di Zurigo, 80 anni dopo lo storico discorso di Winston Churchill, il Segretario generale ha riflettuto sulla visione di Churchill dell’Europa e del ruolo del Consiglio d’Europa di fronte alle crescenti sfide geopolitiche di oggi.
Rafforzare la sicurezza democratica
“La spesa per la difesa europea aumenta vertiginosamente, mentre la fiducia nelle istituzioni diminuisce”, ha sottolineato il Segretario generale. Berset ha dichiarato che il riarmo è necessario, poiché la Russia si mostra più aggressiva e gli Stati Uniti sono meno presenti. Tuttavia, ha messo in guardia rispetto ai rischi che correrebbe il continente europeo nel caso in cui un governo estremista assumesse il controllo di uno Stato pesantemente armato. “Le armi che costruiamo oggi vivranno più a lungo dei governi che le hanno ordinate.”
“In Europa, raramente si discute la possibilità o meno di disporre di forze armate. Il dibattito è piuttosto su chi controlla queste forze e in virtù di quale autorità. Al Consiglio d’Europa, la chiamiamo sicurezza democratica”, ha sottolineato.
La sicurezza democratica presuppone istituzioni in cui le persone possono avere fiducia e democrazie in grado di resistere alle pressioni: tribunali indipendenti, elezioni trasparenti, media liberi e la capacità di far fronte agli attacchi informatici, al terrorismo e alle ingerenze straniere.
Lo spazio giuridico comune dell’Europa
Il Segretario generale ha elogiato il “DNA giuridico comune” dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, che sono confluiti verso le stesse regole in virtù della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Corte europea dei diritti dell’uomo. “Ciò che unisce l’Europa non è solo la geografia. Sono anche la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto”, ha dichiarato Berset.
“Questo spazio giuridico comune è stato creato per consentire le riconciliazioni che sembrano impossibili questa sera. Siamo pronti per l’Ucraina”, ha aggiunto Berset.
“Il Consiglio d’Europa istituisce una responsabilità dove prima non esisteva”, ha dichiarato, sottolineando il Registro dei danni per l’Ucraina, la Commissione internazionale per i reclami e il Tribunale speciale per il crimine di aggressione. Questo lavoro poggia sulla Corte europea dei diritti dell’uomo, che resta “l’unica giurisdizione internazionale a esprimersi sulle violazioni dei diritti umani commesse nella guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”.
Dall’ordine alla rottura
“Ottant’anni dopo, l’Europa vive una nuova rottura”, ha dichiarato il Segretario generale.
Riferendosi all’Ucraina, a Gaza, alla Groenlandia e all’Iran, ha ricordato che “ogni minaccia o uso della forza non contestato scrive le regole di ciò che verrà in seguito”. “Essendo contagiosa, la violenza si fa strada nelle democrazie e indebolisce lo Stato di diritto dall’interno”, ha aggiunto.
Berset ha richiamato inoltre l’attenzione sulle pressioni esterne, quali le ingerenze straniere nelle elezioni, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale avanza più velocemente delle salvaguardie democratiche.
“Questa è la rottura più profonda nell’ordine giuridico europeo dalla sua creazione e interessa una generazione per la quale queste istituzioni esistevano già”, ha dichiarato.
Nel suo discorso, ha parlato della dichiarazione sulla migrazione adottata con consenso generale durante la sessione del Comitato dei Ministri a Chișinău. “Ha preso in seria considerazione le preoccupazioni dei governi e ha preservato l’indipendenza della Corte, proteggendo i diritti di ogni persona sotto la sua giurisdizione”, ha affermato Berset.
Riferendosi agli eventi di luglio a Ceuta, il Segretario generale ha aggiunto: “Un continente che non può parlare di migrazione senza dividersi è un continente che altri possono dividere. Chișinău è la prova che possiamo parlarne. Ceuta è la prova che dobbiamo farlo”.
La trasformazione del Consiglio d’Europa
Quattro anni dopo il discorso pronunciato a Zurigo nel 1946, Churchill dichiarava, a proposito del Consiglio d’Europa: “Non stiamo creando una macchina, ma un organismo vivente che faremo crescere”.
“Ottant’anni dopo, quell’organismo vivente sta ancora crescendo. Stiamo trasformando il Consiglio d’Europa per rispondere alle esigenze della sicurezza democratica, tra cui anticipazione e allerta precoce”, ha dichiarato Berset.
“Il nostro compito è costruire ciò serve all’Europa, ovvero un quadro giuridico e democratico su cui possa fondarsi una sicurezza europea duratura, e rispettare ovunque le stesse norme, poiché nel momento in cui le norme diventano negoziabili, l’unità è la prima cosa a scomparire” ha aggiunto.
“Ottant’anni fa, la risposta di Churchill a un’Europa distrutta è stata creare il Consiglio d’Europa. Disse ‘Che l’Europa si sollevi’ e, questa sera, le sue parole sono le uniche indicazioni di cui necessita l’Europa”, ha concluso il Segretario generale.

