La Georgia, la Grecia, il Lussemburgo, il Montenegro, il Principato di Monaco, il Regno Unito, San Marino e l’Ungheria sono stati i primi, tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, a firmare questo trattato, aperto alla firma in occasione della Conferenza Octopus 2026 sulla criminalità informatica.
Privare i criminali delle loro risorse finanziarie rafforza le nostre democrazie
Il nuovo trattato, un protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (“Convenzione di Varsavia”), modernizza i quadri giuridici e istituzionali che disciplinano il recupero di beni, al fine di combattere contro reti criminali transnazionali sempre più sofisticate e tecnologicamente avanzate.
“I capitali di origine criminale alimentano la criminalità organizzata. Consentono altresì di acquistare ciò che non dovrebbe mai essere in vendita: le nostre democrazie. Privare i criminali di questi capitali significa garantire la sicurezza democratica”, ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. “Nessuno Stato da solo può recuperare beni di origine criminale al di là dei confini. Grazie a questo protocollo, nessuno dovrà farlo”.
“Tracciare i fondi”
Il protocollo consolida la Convezione di Varsavia, trattato internazionale fondamentale nella lotta contro il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo adottato nel 2005, e prevede l’istituzione di nuovi strumenti importanti che consentono di tracciare i fondi. I tribunali potranno ordinare la confisca di beni legati a un più ampio ventaglio di attività criminali e la confisca sarà possibile, in alcuni casi, anche in assenza di condanna penale. Anche i beni detenuti da terze parti potranno essere oggetto di misure, con tutele per le persone che agiscono in buona fede.
Le autorità potranno, all’occorrenza, procedere al congelamento o al sequestro urgente dei beni, senza previa notifica, per evitare che vengano trasferiti o dissimulati. Il protocollo impone inoltre agli Stati di istituire uffici incaricati di localizzare e gestire i beni di origine criminale. Rafforza inoltre il ruolo delle unità di informazione finanziaria e migliora l’accesso delle autorità ai dati finanziari e a quelli relativi alle attività virtuali.
L’utilizzo efficace degli strumenti e dei meccanismi previsti dal protocollo consentirà di accelerare il recupero transnazionale di beni e di renderlo più equo. Il protocollo rafforzerà la cooperazione internazionale favorendo uno scambio di informazioni più ampio, lo svolgimento di indagini congiunte e una cooperazione diretta tra gli uffici di recupero e quelli di gestione dei beni, che dovranno rispondere alle richieste nei tempi previsti, anche entro tre giorni in caso d’urgenza.
I beni confiscati saranno restituiti in via prioritaria alle vittime o ai loro proprietari legittimi, mentre le somme confiscate superiori a 10.000 euro saranno, di norma, equamente ripartite tra i paesi coinvolti. Gli Stati sono inoltre incoraggiati a impiegare i beni di origine criminale confiscati in utilizzi sociali o di interesse generale, al fine di trasformare i proventi del crimine in risorse al servizio della popolazione.
Per l’entrata in vigore del protocollo, sono necessarie cinque ratifiche, di cui tre da parte di Stati membri del Consiglio d’Europa.
I ministri degli Affari esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato il protocollo addizionale nel corso della sessione annuale del Comitato dei Ministri che si è tenuta il 15 maggio 2026 a Chişinău.
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La Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (STCE n. 198), aperta alla firma a Varsavia nel 2005, è il primo trattato internazionale esaustivo che dispone sia la prevenzione sia il controllo del riciclaggio di capitali e del finanziamento del terrorismo. La convenzione conta attualmente 39 Stati parte e cinque altri firmatari che non hanno ancora proceduto alla ratifica, tra cui l’Unione europea. La convenzione è aperta all’adesione anche da parte di Stati non membri del Consiglio d’Europa. Una Conferenza delle Parti controlla il rispetto delle sue disposizioni.
Testo del nuovo protocollo sulla lotta contro il riciclaggio di capitali
Cosa fa il Consiglio d’Europa per la lotta alla criminalità?

