Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha chiesto mercoledì di rafforzare l’unità europea in risposta alle crescenti sfide geopolitiche, che vanno dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’instabilità in Medio Oriente, fino alla migrazione e le ingerenze straniere.
Prendendo la parola a Monaco, dove il Principato ha accolto la prima riunione del Comitato dei Ministri dopo la pausa estiva, nel quadro della sua Presidenza del Comitato dei Ministri, il Segretario generale ha messo in guardia rispetto ai livelli senza precedenti raggiunti dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina. La situazione in Medio Oriente è tutt’altro che risolta, con conseguenze dirette per l’Europa.
“Le dinamiche politiche nei nostri Stati membri potrebbero alterare l’equilibrio e la stabilità relativi a cui siamo stati abituati dalla fine della guerra fredda”, ha dichiarato. La manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere e l’intelligenza artificiale rendono queste dinamiche molto meno prevedibili che in passato, ha dichiarato Berset.
Nel suo discorso agli ambasciatori che rappresentano i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, il Segretario generale Berset ha affermato che queste crisi costituiscono una minaccia alla sicurezza democratica e devono essere affrontate in modo globale. La riforma dell’Organizzazione, ha aggiunto, dovrebbe seguire la stessa logica.
Il posto dell’Europa al tavolo dei negoziati di pace
Il Segretario generale ha sottolineato che la “guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina continua con un’intensità crescente”, con un’escalation degli attacchi aerei russi sulle città ucraine che causano la perdita di vite umane tra la popolazione civile e prendono di mira obiettivi industriali ed economici su larga scala. Berset ha messo in guardia rispetto al fatto che le azioni della Russia hanno anche portato al deterioramento della sicurezza nella regione del Mar Nero e a crescenti tensioni nello spazio aereo baltico, il che “espone l’Europa a un elevato rischio di estensione del conflitto armato e di un’escalation orizzontale”.
“In queste circostanze senza precedenti, l’unità europea attorno all’Ucraina, volta a rafforzare ulteriormente la sua resilienza, è cruciale e rimarrà una priorità per il Consiglio d’Europa. Come dimostrato con i nostri meccanismi di responsabilità, il Consiglio d’Europa è in grado di plasmare questa unità attraverso il multilateralismo e i nostri valori comuni”, ha dichiarato Berset.
“È arrivato inoltre il momento per l’Europa di svolgere un ruolo diretto, attivo e determinato nel processo di pace. Questo non solo è logico perché la guerra si combatte sul suolo europeo, ma è anche la garanzia che il diritto internazionale e i diritti umani, che rimangono la pietra miliare dell’ordine europeo fondato sulla pace e sulla sicurezza, saranno rispettati”, ha affermato.
Berset ha inoltre annunciato l’imminente adozione del nuovo Piano d’azione del Consiglio d’Europa per l’Ucraina, che contribuirà alla sicurezza democratica a lungo termine del paese.
Escalation in Medio Oriente
In relazione alla nuova escalation in Medio Oriente, il Segretario generale Berset ha sottolineato che “dimostra ancora una volta la rapidità con cui uno conflitto regionale può estendersi e colpire la nostra sicurezza in Europa”. Ha precisato che il messaggio del Consiglio d’Europa deve essere coerente: “Il diritto internazionale non è facoltativo. I civili devono essere protetti, l’accesso umanitario deve essere garantito e tutti gli attori devono adoperarsi per giungere a una de-escalation”.
Ribadendo il diritto di Israele a vivere in sicurezza, ha ricordato che il diritto internazionale deve essere rispettato appieno. Quanto a Gaza, ha evidenziato che la situazione umanitaria rimane catastrofica e che “un accesso umanitario completo, sicuro e duraturo è imperativo”.
Una risposta collettiva alle sfide legate alla migrazione
Riferendosi ai recenti eventi di Ceuta, dove decine di migliaia di migranti hanno attraversato il confine tra il Marocco e la Spagna in un solo giorno e più di cento persone hanno perso la vita, il Segretario generale ha sottolineato come le sfide legate alla migrazione possono sollevare questioni fondamentali che riguardano la sicurezza europea. Riaffermando il sostegno del Consiglio d’Europa alla Spagna e a tutti coloro che sono colpiti da questa crisi, ha ricordato che gli Stati hanno il diritto di controllare i propri confini e di proteggere la propria integrità territoriale, come riconosciuto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Berset ha sottolineato che, in occasione della conferenza ministeriale tenutasi a Chișinău a maggio, gli Stati membri hanno accolto con favore il ruolo del Consiglio d’Europa nel facilitare un dibattito costruttivo ed equilibrato sulla migrazione. Ha inoltre presentato i lavori in corso volti ad apportare una risposta collettiva da tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa alle sfide legate alla migrazione, in particolare al traffico illecito di migranti.
Verso est, lungo il 39° parallelo
Il Segretario generale ha affermato che il centro di gravità geopolitico dell’Europa si sta spostando verso est, con una sfumatura: “Il centro di gravità geopolitico dell’Europa si sta spostando verso est lungo il 39° parallelo nord”. Questo asse attraversa quattro Stati membri. L’Armenia, l’Azerbaigian, la Georgia e la Türkiye si trovano al crocevia tra la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente e i cambiamenti politici ed economici nell’Asia centrale la cui portata, ha dichiarato Berset, non è stata ancora pienamente considerata dall’Europa.
Un anno dopo la Dichiarazione di Washington, ha dichiarato Berset, l’Armenia e l’Azerbaigian hanno una reale opportunità di trasformare i progressi in una pace duratura, mentre l’Armenia e la Türkiye hanno compiuto passi avanti verso la normalizzazione delle loro relazioni. Per quanto riguarda la Türkiye, che è il più grande Stato membro per popolazione e detiene la seconda forza militare della NATO, Berset è stato diretto: “Nessuna conversazione seria sulla sicurezza, compresa la sicurezza democratica, in questo continente può avere luogo in sua assenza”.
La pace tra i governi non è sufficiente. Servono fiducia tra le società, il rispetto dei diritti e istituzioni in grado di sostenere la riconciliazione. Lo spazio giuridico comune offre proprio questo. La sua forza, ha dichiarato il Segretario generale, “dipende dal rispetto delle sue norme da parte di tutti gli Stati membri, senza eccezioni, ma anche dalla fiducia, dalla trasparenza e dall’assenza di doppi standards”.

