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La verifica dei precedenti penali dei professionisti che lavorano con i minori rifugiati non si è rivelata sufficiente per proteggerli dagli abusi sessuali

Comitato di Lanzarote Strasburgo 7 giugno 2019
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La verifica dei precedenti penali dei professionisti che lavorano con i minori rifugiati non si è rivelata sufficiente per proteggerli dagli abusi sessuali

Gli Stati europei hanno attuato solo parzialmente le raccomandazioni del 2017 miranti a proteggere i minori colpiti dalla crisi dei rifugiati dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali, ha concluso un rapporto di valutazione pubblicato oggi, adottato dal Comitato di Lanzarote del Consiglio d’Europa in occasione della sua ultima riunione.

Il rapporto esamina il seguito dato dai 41 Stati europei[1] Parti della Convenzione di Lanzarote alle cinque raccomandazioni chiave rivolte loro nel marzo del 2017, riguardanti i settori in cui sono state riscontrate le maggiori carenze che richiedevano un’azione urgente.

Il Comitato di Lanzarote ha in particolare raccomandato di sottoporre a un monitoraggio effettivo tutte le persone che per professione sono regolarmente in contatto con minori colpiti dalla crisi dei rifugiati, al fine di verificare se esistono condanne per sfruttamento o abusi sessuali a danno di minori. Ad oggi, otto dei 41 Stati presi in esame (Finlandia, Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Repubblica di Moldova, Slovenia, Svezia e Ucraina) hanno attuato solo parzialmente questa raccomandazione. Le procedure di monitoraggio del certificato penale o non esistono in questi Stati, o sono applicate solo a un numero limitato di professioni e spesso non sono obbligatorie.

[1] Erano Parti contraenti della Convenzione di Lanzarote al momento dell’avvio del ciclo di monitoraggio urgente i seguenti 41 Stati: Albania, Andorra, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Federazione russa, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Repubblica di Moldova, Repubblica slovacca, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria.


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