Come possono gli organismi per la parità stabilire se un sistema algoritmico o di intelligenza artificiale (IA) alimenta la discriminazione e quali sono le misure da prendere per porvi rimedio? Come possono le pubbliche amministrazioni assicurare che lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA vadano di pari passo con l’effettiva garanzia di uguaglianza e di non discriminazione? La Metodologia europea di valutazione della discriminazione algoritmica, appena pubblicata, traduce le norme e le competenze giuridiche e tecniche in un approccio pratico e graduale rivolto ai professionisti. Il suo scopo è quello di fornire risposte.
La nuova pubblicazione, redatta da Louise Hooper, Ylja Remmits e Ioanna Papageorgiou, è uno strumento volto a sostenere gli organismi per la parità e altri attori nell’individuazione di sistemi algoritmici che potrebbero essere coinvolti in un caso, raccogliere le informazioni necessarie per individuare eventuali forme di discriminazione e valutarle dal punto di vista giuridico e tecnico. Contribuirà inoltre a individuare possibili rimedi laddove vengano constatate forme di discriminazione.
Cooperazione in tutto il continente
La tecnologia di valutazione è stata presentata oggi all’evento di chiusura del progetto dello strumento di supporto tecnico intitolato “Difesa dell’uguaglianza e della non discriminazione da parte degli organismi di parità relativamente all’utilizzo dell’IA nelle pubbliche amministrazioni”, cofinanziato dall’Unione europea e attuato dal Consiglio d’Europa, in cooperazione con la Commissione europea.
Per due anni, gli organismi per la parità di tre paesi europei (Unia in Begio, il Mediatore contro la discriminazione in Finlandia e la Commissione per la cittadinanza e l’uguaglianza di genere in Portogallo) hanno collaborato con gli esperti del progetto. L’obiettivo è stato sviluppare strumenti e pratiche volti ad assistere le pubbliche amministrazioni in tutta Europa nell’adattarsi al quadro normativo europeo che evolve rapidamente. La metodologia di valutazione pubblicata oggi è l’ultima pubblicazione del progetto ed è disponibile in inglese, olandese, francese, svedese, finlandese e portoghese.
Ulteriori informazioni sull’innovativo lavoro del Consiglio d’Europa nell’ambito dell’IA

