“In questo momento di sconvolgimenti, il Consiglio d’Europa dovrebbe riflettere su ciò che lo contraddistingue e su ciò che contraddistingue la sua Assemblea parlamentare. In particolare, dare priorità alla democrazia, ai diritti umani e allo Stato di diritto nel suo lavoro: questo è il suo principale mandato. Ma anche far evolvere tale mandato, laddove nuove sfide lo richiedano. Ciò include un ulteriore sviluppo delle convenzioni esistenti e la creazione di nuove norme comuni.”
Questo è stato il chiaro appello del ministro degli Affari esteri tedesco, Johann Wadephul, nel suo discorso all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
“Il Consiglio d’Europa non è solo un’organizzazione che risponde alle guerre e alle crisi.
È un luogo che ci ricorda qualcosa di particolarmente importante: la democrazia non è solo uno stato che si raggiunge una volta e dura per sempre. Al contrario, la democrazia deve essere difesa, rinnovata e messa in pratica continuamente. Ogni giorno. Soprattutto in questo momento in cui i nostri valori comuni sono messi in discussione un po’ ovunque. In un’epoca in cui l’influenza digitale e le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, trasformano i nostri dibattiti politici”, ha sottolineato il ministro dinanzi a un emiciclo gremito, il 29 settembre 2026, durante la sessione autunnale dell’Assemblea parlamentare.
Appena prima dell’inizio della seduta plenaria, il ministro Wadephul ha incontrato la Presidente dell’Assemblea parlamentare, Petra Bayr. Ha dichiarato che la Germania si considera un membro attivo del Consiglio d’Europa. Petra Bayr ha sottolineato che la Germania è uno dei principali partner bilaterali dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, sia nella difesa della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sia nel contributo finanziario apportato. (segue...)
La Germania e il Consiglio d’Europa
Il discorso del ministro Wadephul nella sua versione integrale (in tedesco)

