Indietro Nessun paese può affrontare da solo questa criminalità globale in rapida evoluzione

La terza Conferenza internazionale sul traffico di migranti si tiene a Strasburgo
Nessun paese può affrontare da solo questa criminalità globale in rapida evoluzione

La terza Conferenza internazionale sul traffico di migranti ha sottolineato l’importanza della cooperazione e del coordinamento internazionali tra le forze dell’ordine, le autorità giudiziarie e i partner internazionali, nonché la necessità di rispettare le norme in materia di diritti umani in tutte le azioni volte a contrastare il traffico di migranti.

L’evento, organizzato congiuntamente dal Comitato per i problemi criminali (CDPC) e dalla Divisione sulla migrazione e i rifugiati (DMR) del Consiglio d’Europa, ha riunito alti funzionari, pubblici ministeri, responsabili politici ed esperti di organizzazioni internazionali e della società civile per esaminare le sfide attuali e le risposte politiche legate al traffico di migranti. L’evento è stato seguito dalla quarta riunione della Rete di pubblici ministeri del Consiglio d’Europa sul traffico di migranti.

L’importanza del Protocollo di Palermo

Nel suo discorso di apertura, Michael O’Flaherty, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha evidenziato la preparazione prevista di una raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa su come scoraggiare e combattere il traffico di migranti e ha esortato i partecipanti ad adoperarsi per assicurare che le considerazioni sui diritti umani rimangano al centro di tale processo.

Il Commissario ha parlato dei rischi per i diritti umani inerenti al controllo esternalizzato delle frontiere, illustrati dettagliatamente nel suo recente rapporto su questo argomento. Ha inoltre messo in guardia rispetto alla criminalizzazione dell’attività umanitaria: “È una pratica che deve finire. E per quanto riguarda il modo di procedere, la soluzione è semplice: assicurarsi di adottare la definizione di trafficante prevista dal Protocollo di Palermo, che esclude coloro che non agiscono a scopo di lucro o per trarne profitto”.

Ha inoltre chiesto un impegno rinnovato per sviluppare rotte migratorie sicure e legali, descrivendole come modo migliore per giungere a una riduzione significativa della migrazione irregolare.

Le convenzioni del Consiglio d’Europa in primo piano

Nel corso di queste due giornate, i partecipanti hanno tenuto scambi di vedute sulle sfide pratiche legate all’attuazione degli strumenti internazionali e nazionali, hanno condiviso le esperienze degli Stati membri e partner e hanno discusso della futura raccomandazione. Oltre ai rappresentanti degli Stati membri e partner del Consiglio d’Europa, hanno altresì partecipato ai lavori i rappresentanti dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità (UNODC), dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), della Commissione europea, dell’EUROPOL, dell’INTERPOL e dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA). Hanno contribuito alle discussioni anche alcune organizzazioni della società civile.

Nel suo discorso di chiusura, Gianluca Esposito, Direttore generale dei Diritti umani e dello Stato di diritto del Consiglio d’Europa, ha sottolineato che la futura raccomandazione integrerà il Protocollo di Palermo delle Nazioni Unite e terrà conto del lavoro normativo in corso in seno all’Unione europea.

“Nessun paese può affrontare da solo la criminalità globale in rapida evoluzione legata al traffico di migranti”, ha dichiarato. “Il Consiglio d’Europa incoraggia i suoi Stati membri a sfruttare appieno la solida architettura giuridica dell’Organizzazione per combattere il traffico di migranti e i reati connessi e interdipendenti, in particolare quelli trattati nelle convenzioni del Consiglio d’Europa in materia di assistenza giudiziaria, estradizione, criminalità informatica, tratta di esseri umani e riciclaggio di capitali.”


 terza Conferenza internazionale sul traffico di migranti

 

 

 


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Consiglio d'Europa Strasburgo 22 ottobre 2025
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