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Il Commissario per i diritti umani preoccupato per la nuova legge ungherese che prevede la detenzione automatica dei richiedenti asilo

Dichiarazione di Nils Muižnieks
Commissario per i diritti umani Strasburgo 8 marzo 2017
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Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani

Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani

Ho appreso con preoccupazione la notizia secondo cui il Parlamento ungherese ha approvato ieri un progetto di legge sulla gestione delle frontiere che tende ad aggravare la già problematica situazione dei richiedenti asilo in Ungheria.

Da quanto appreso, Il progetto di legge permetterà la detenzione automatica di tutti i richiedenti asilo -anche di famiglie con bambini e minori non accompagnati a partire dai 14 anni- in container recintati da filo spinato che si trovano alla frontiera, per periodi di tempo prolungati.

Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la detenzione allo scopo di negare l’accesso a un territorio o ai fini di allontanamento deve essere una misura di ultima istanza, salvo se non siano applicabili provvedimenti alternativi meno coercitivi, e deve essere basata sui fatti e le circostanze del caso specifico. Privare automaticamente tutti i richiedenti asilo della propria libertà sarebbe una chiara violazione degli obblighi dell’Ungheria derivanti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Come ho evidenziato recentemente, piuttosto che ricorrere alla detenzione l’Ungheria dovrebbe promuovere alternative valide alla detenzione. In particolare, il paese dovrebbe astenersi dal detenere i minori, poiché, come costatato dal Comitato ONU sui diritti dell'infanzia, non è mai nel loro miglior interesse.


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