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I paesi europei devono riconoscere il genocidio dei Rom

Dichiarazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muižnieks
Commissario per i diritti umani Strasburgo 2 Agosto 2017
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© Marton Nemenyi

© Marton Nemenyi

In questo giorno in cui commemoriamo il “Pharrajimos’, ovvero il genocidio dei Rom, rivolgo un appello agli Stati membri del Consiglio d’Europa affinché raddoppino gli sforzi per riconoscere appieno il genocidio e le altre atrocità di cui i Rom sono stati vittima in passato. Sebbene, negli ultimi anni, alcuni paesi abbiano preso misure nella direzione giusta, la banalizzazione, la minimizzazione e, talvolta, addirittura la negazione del genocidio dei Rom durante la Seconda guerra mondiale e di altre atrocità sono ancora diffuse in un certo numero di paesi. Gli Stati membri dovrebbero stabilire la verità sulle violazioni massicce dei diritti umani commesse contro i Rom, riconoscere le proprie responsabilità, risarcire le vittime e i loro discendenti e onorare opportunamente la memoria delle vittime di tali crimini. Io e il mio predecessore abbiamo chiesto l’istituzione di commissioni per la verità e la riconciliazione a livello nazionale. La commemorazione passa anche attraverso monumenti commemorativi come quello inaugurato a Berlino nel 2012, che possono contribuire anche a sensibilizzare il pubblico sulla storia dei Rom.

Riconoscere il passato è innanzitutto una questione di giustizia, ma è anche un atto essenziale per rafforzare la fiducia reciproca tra le comunità rom e quelle non rom. In assenza di tale riconoscimento, le politiche volte a migliorare la situazione dei Rom hanno scarse possibilità di successo.


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