Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha adottato la prima Strategia dell’Organizzazione per la parità di diritti delle persone LGBTI che fornisce un quadro strutturato per l’attuazione degli impegni esistenti in ambito di diritti umani al fine di promuovere l’uguaglianza e prevenire la discriminazione e la violenza.
Quarantacinque anni dopo la storica sentenza della Corte EDU: un nuovo passo per la dignità e l’uguaglianza delle persone LGBTI
Questa strategia viene adottata 45 anni dopo la prima sentenza sui diritti delle persone LGBTI pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 1981 sul caso Dudgeon c. Regno Unito. Da allora, la giurisprudenza della Corte, le raccomandazioni del Comitato dei Ministri, le norme della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) e il lavoro di altri organismi di monitoraggio del Consiglio d’Europa hanno istituito un quadro sostanziale per la protezione delle persone LGBTI. La nuova strategia riunisce questo acquis e pone al centro la sua attuazione effettiva e coerente.
Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha dichiarato: “L’adozione di questa strategia non segna l’inizio del nostro impegno per l’uguaglianza delle persone LGBTI. Ne segna una nuova fase, ovvero la fornitura di un quadro d’azione fondato sulle norme del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani e sugli impegni assunti dagli Stati membri”.
Nonostante importanti progressi compiuti negli Stati membri, vi è ancora una mancanza di uniformità, come nota la strategia. Discriminazione, violenza, discorso d’odio e criminalità persistono. Narrative polarizzanti e disinformazione prendono sempre più di mira le persone LGBTI e le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale possono aggravare questi rischi riproducendo pregiudizi, consentendo un controllo invasivo, agevolando la violenza facilitata dalla tecnologia e accelerando la diffusione di contenuti dannosi.
La strategia propone di prendere misure in numerose aree, tra cui la vita privata e familiare, l’istruzione, l’impiego, l’assistenza sanitaria, i servizi pubblici, la società civile e il campo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.
"Il Consiglio d’Europa è stato fondato nella convinzione che i diritti umani appartengono a tutti. Questa strategia contribuisce a trasformare tale convinzione in realtà. Non esistono eccezioni all’inclusione", ha sottolineato il Segretario generale.
Priorità di intervento: riconoscimento, protezione, prevenzione della violenza e contrasto della disinformazione
Le quattro priorità di intervento sono: il riconoscimento della parità di diritti e della dignità delle persone LGBTI e la promozione di una cultura del rispetto e dell’inclusione per combattere la stigmatizzazione; il contrasto della disinformazione e della manipolazione delle informazioni riguardanti le persone LGBTI per difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto; la prevenzione e la lotta contro la violenza e l’odio nei confronti delle persone LGBTI; l’istituzione, la salvaguardia e il rafforzamento della protezione attraverso quadri giuridici, istituzionali e normativi efficaci.
A livello nazionale, gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno un ruolo centrale nell’attuazione della strategia. Il Consiglio d’Europa li sosterrà nelle fasi di elaborazione delle norme, monitoraggio e cooperazione.
La strategia sarà lanciata ufficialmente il 26 gennaio 2027 in un evento organizzato nel quadro della Presidenza montenegrina del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
Ulteriori informazioni sul lavoro del Consiglio d’Europa per l’inclusione e l’uguaglianza

