La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto, giudicandolo inammissibile, un ricorso riguardante la pratica di deliberazione presso la Corte suprema dei Paesi Bassi.
Secondo questa pratica, giudici che non fanno parte del collegio giudicante a cui è stato assegnato il caso, che prendono il nome di “reservisten”, possono partecipare alle deliberazioni, senza prendere poi parte alla votazione finale.
La cittadina olandese Johanna Kuijt denunciava che tale pratica fosse incompatibile con il suo diritto a un equo processo, garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Kuijt non ha esaurito tutte le vie di ricorso possibili dinanzi alle giurisdizioni olandesi
Nella sua decisione annunciata oggi a Strasburgo, la Grande Camera della Corte ha dichiarato questo ricorso inammissibile.
La Corte ha constatato che Kuijt disponeva di una via di ricorso a livello nazionale attraverso la quale avrebbe potuto presentare il suo reclamo, ma non lo ha fatto.
In altri termini, la ricorrente non ha esaurito tutte le vie di ricorso disponibili a livello nazionale, il che è uno dei requisiti per poter adire la Corte europea.
La decisione della Grande Camera è definitiva e non può essere impugnata.
Il ricorso di Kuijt è stato presentato alla Corte ad aprile 2019. La Grande Camera ha tenuto un’udienza sull’ammissibilità e sul merito del caso a gennaio 2026.
L’udienza relativa a questo caso
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