Nel suo discorso al Congresso dei poteri locali e regionali, il Segretario generale Alain Berset ha parlato di come la paura sia entrata nel nostro sistema democratico, rivolgendosi a un pubblico quanto mai consapevole del problema.
“Nel nostro continente”, ha dichiarato Berset, “i sindaci sono minacciati, attaccati e perseguitati, fisicamente e online”. Questi attacchi non prendono di mira solo persone, ha fatto notare, ma “colpiscono anche un principio, ovvero quello del dibattito democratico”.
Le minacce alla democrazia, come anche le speranze che suscita, sono state il tema centrale del suo intervento durante questa sessione del Congresso. La sessione, intitolata “Quattro decenni di promozione dell’autonomia locale in Europa”, ha segnato l’anniversario dell’apertura alla firma della Carta europea dell’autonomia locale. Berset, rivolgendosi direttamente ai rappresentanti del Congresso, ha dichiarato: “Vivete [queste minacce] ogni giorno nelle vostre città, nelle scuole, negli ospedali. In qualsiasi luogo in cui la democrazia prende vita... Le guerre, le divisioni, la rabbia del mondo bussano alle nostre porte”.
Il Segretario generale, che vanta un’esperienza diretta di governo locale, avendo esercitato mandati elettivi nei consigli del cantone di Friburgo e del comune di Belfaux, ha parlato chiaramente dell’importanza delle regioni e degli enti locali europei nelle nostre società democratiche: “La democrazia non si esercita solo nei vertici internazionali, ma anche nei consigli comunali, nel territorio, con le donne e gli uomini eletti al servizio delle loro comunità”.
Berset ha raccontato un fatto accaduto durante un forum in Kazakhstan, che mostra come la percezione della democrazia sia cambiata in peggio: “Un capo di Stato mi ha fatto notare che ero l’unica persona a parlare di democrazia. Allora gli ho chiesto: ‘Perché? Cosa vuoi dire?’ E lui mi ha risposto: ‘La parola democrazia è diventata woke’”.
Il Segretario generale ha dichiarato di aver visto segnali di ottimismo tra le difficoltà che affronta la democrazia nel nostro continente. Ha elogiato il lavoro che il Congresso conduce con le autorità ucraine, in particolare “attraverso riforme essenziali, quali il decentramento, e l’aiuto fornito alle città per ricostruirsi, rafforzare le loro istituzioni e coinvolgere i loro cittadini”. Infatti, e questo accade non solo in Ucraina, “c’è speranza in ogni luogo in cui opera il Congresso: nei Balcani occidentali, in Armenia, a Cipro, in Estonia e in Macedonia del Nord.”
L’ottimo lavoro che il Congresso svolge nell’osservare le elezioni e nel contrastare le ingerenze straniere “mostra perfettamente lo spirito del Nuovo patto democratico per l’Europa”, ha dichiarato Berset. L’elaborazione di un Nuovo patto democratico per l’Europa è la risposta collettiva del Consiglio d’Europa alle minacce che affronta la democrazia, per rafforzare le sue fondamenta e renderla una realtà per tutti. In questo, ha continuato Berset, “il Congresso svolge un ruolo essenziale, soprattutto in relazione alla democrazia deliberativa”. Infatti, secondo Berset, se tagliamo il legame tra l’alta politica e gli enti locali, togliamo ossigeno alla democrazia.
Concludendo, il Segretario generale ha esortato i rappresentanti delle comunità locali di tutta Europa lì presenti a unirsi e a dimostrare determinazione, sottolineando che “di fronte alla paura, all’abbandono e alla disinformazione, c’è un’unica strada: quella del coraggio democratico. Non domani. Non altrove. Qui. Adesso. Insieme”.
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Nuovo Patto Democratico per l'Europa
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Congresso dei poteri locali e regionali

