Gli ultimi due anni sono stati segnati da crescenti sfide per i diritti delle minoranze nazionali in Europa. L’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e il declino del multilateralismo hanno creato terreno fertile per la strumentalizzazione delle relazioni interetniche e per l’utilizzo dei diritti delle minoranze come arma. L’ostilità nei confronti delle minoranze nazionali, l’estensione di trattamenti preferenziali per certe minoranze a discapito della protezione di tutte, la continua esclusione dei Rom e dei Viaggianti, come anche la riduzione delle risorse finanziarie e la mancanza di dati attendibili sono le tendenze più preoccupanti nell’Europa di oggi.
Questi sono alcuni dei principali messaggi inclusi nel rapporto di attività biennale pubblicato oggi dall’organismo di esperti del Consiglio d’Europa, il Comitato consultivo sulla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali.
Accolti con favore gli sforzi compiuti da alcuni paesi per proteggere le lingue e le culture minoritarie
Tra gli aspetti positivi, il Comitato consultivo accoglie con grande favore il continuo impegno per la protezione dei diritti delle minoranze nazionali dimostrato dagli Stati parte, la loro partecipazione nel processo di monitoraggio previsto dalla Convenzione quadro e gli sforzi intrapresi per mettere in pratica i suoi principi. Molti paesi hanno preso misure per rafforzare i quadri giuridici e politici, sostenere le lingue e le culture minoritarie, promuovere la partecipazione dei rappresentanti delle minoranze e mantenere con loro un dialogo costruttivo. Questi sforzi possono essere di ispirazione per ulteriori progressi in altri Stati parte della Convenzione. Dimostrano che, anche in un contesto difficile, è possibile compiere progressi laddove vi siano un impegno politico forte e una vera partecipazione da parte di tutti gli attori coinvolti.
Retorica polarizzante sui gruppi minoritari sempre più diffusa nella vita pubblica europea
Nonostante gli sforzi volti a promuovere il rispetto della diversità, le persone appartenenti a minoranze nazionali si scontrano con una crescente ostilità in tutta Europa, anche da parte di figure politiche che utilizzano una retorica polarizzante e gruppi d’odio. Tra le tendenze particolarmente preoccupanti figurano la persistenza di vecchie gerarchie tra le minoranze nazionali e la comparsa di nuove gerarchie, la giustificazione di narrative che promuovono l’esclusione e l’emergere di un trattamento preferenziale per alcune minoranze sulla base di accordi bilaterali, anziché la protezione di tutte le minoranze nazionali attraverso meccanismi multilaterali di difesa dei diritti umani. Queste tendenze rischiano di trasformare in normalità l’ostilità nei confronti di gruppi etnici, linguistici e religiosi, compresi quelli che non hanno “Stati di riferimento”, come i Rom e i Viaggianti, rendere ancora più profonde le divisioni all’interno della società e alimentare le tensioni tra gli Stati.
L’erosione delle istituzioni e delle garanzie democratiche e la riduzione dello spazio destinato alla società civile contribuiscono a creare un ambiente in cui i diritti delle minoranze sono sempre più contestati, considerati sfide per la sicurezza o messi in secondo piano. Le persone appartenenti a minoranze nazionali sono pertanto sempre più riluttanti ad autoidentificarsi liberamente come tali e a partecipare appieno alla vita sociale, economica e politica. I tentativi di definire la democrazia solo attraverso la volontà della maggioranza o di dipingere come un privilegio la protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali, come anche le campagne di misinformazione e disinformazione che prendono di mira le minoranze, sono tutti fattori che indeboliscono profondamente il tessuto democratico della società.
I Rom e i Viaggianti, si afferma nel rapporto, continuano a essere oggetto di discriminazione e stigmatizzazione e a dover affrontare ostacoli in ambito di istruzione, impiego, alloggi, assistenza sanitaria e partecipazione alla vita pubblica.
Ulteriori informazioni sul lavoro del Consiglio d’Europa per l’inclusione delle minoranze

