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Lavorare insieme per i diritti umani - sempre e ovunque

Segretaria generale Strasburgo 10 dicembre 2020
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Lavorare insieme per i diritti umani - sempre e ovunque

In questa Giornata dei diritti umani, commemoriamo la promulgazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo di 72 anni fa. Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea generale dell'ONU adottò un documento che enumera i diritti fondamentali che si applicano indistintamente a tutti gli individui, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, dalla religione, dall'origine nazionale o sociale. Si trattò di una vera e propria pietra miliare per la tutela dei diritti umani.

Gli Stati fondatori del Consiglio d'Europa seguirono questo esempio quando firmarono la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel 1950. Dopo due guerre mondiali e gli orribili crimini dell'Olocausto, la Convenzione segnò la nascita di un'Europa migliore in cui i diritti umani sarebbero venuti prima di tutto. Da allora abbiamo fatto molto. Eppure dobbiamo continuare a difendere queste grandi conquiste: non solo nella Giornata dei diritti umani, ma sempre e ovunque.

In quanto custode dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, il Consiglio d'Europa si è affermato come la bussola morale e la coscienza dell'Europa. Con le sue convenzioni internazionali vincolanti, stabilisce standard ineguagliabili nel mondo. Per 835 milioni di cittadini, la Corte europea dei diritti dell'uomo è l'ultima istanza se ritengono di essere vittime di una violazione dei loro diritti.

Il 18 novembre la Germania ha assunto la Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa per un semestre. Negli ultimi mesi la tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani figurava anche tra le priorità della Presidenza tedesca del Consiglio dell'UE. Nell'ambito di questa presidenza, è stato ad esempio istituito un nuovo processo destinato a verificare il rispetto dello Stato di diritto. Tale processo ha preso la forma di un dialogo franco sulla situazione dello Stato di diritto in tutti gli Stati membri, sulla base di un rapporto della Commissione europea, cui la Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa ha ampiamente contribuito.

Una politica dei diritti umani di successo deve stare al passo con i nuovi sviluppi. I progressi tecnologici possono avere un impatto positivo sul nostro percorso futuro. Ma portano con sé rischi come la discriminazione e le disuguaglianze derivanti dall'intelligenza artificiale. I diritti umani sono universali e si applicano anche nel mondo digitale. Internet non è uno spazio al di fuori della legge. Non possiamo permettere che l'odio e l'incitamento all'odio distruggano la cultura aperta del dibattito nella nostra società democratica e pluralistica.


 Articolo d'opinione di Marija Pejčinović Burić, Segretaria generale del Consiglio d'Europa e Michael Roth, Rappresentante speciale del Governo federale per la Presidenza tedesca del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, pubblicato sul quotidiano Frankfurter Rundschau.


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