Oggi, rivolgendosi all’Assemblea parlamentare, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha evidenziato i progressi compiuti negli ultimi mesi per rafforzare la sicurezza democratica in Europa e adattare le capacità dell’Organizzazione alla nuova realtà geopolitica.
Il Segretario generale ha menzionato come tappe significative gli accordi di Chișinău presi il 15 maggio dai ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa sull’accordo parziale allargato per il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, il lavoro per una Convenzione quadro sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere, la Dichiarazione politica sulla migrazione e una nuova Strategia del Consiglio d’Europa per l’azione esterna.
Lo spazio giuridico comune europeo: pietra angolare della pace
Questi risultati, ha affermato, rafforzano lo spazio giuridico comune europeo: un sistema di norme e monitoraggio che ha al centro la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo spazio giuridico comune, ha sottolineato, è “una garanzia di stabilità e di pace” e ciò che rende il Consiglio d’Europa una forza geopolitica, una forza che “l’Europa non sta ancora utilizzando in tutto il suo potenziale”.
Rispondendo a una domanda sulle politiche migratorie in Europa, il Segretario generale ha evidenziato che la Dichiarazione di Chișinău ha riportato il dibattito sulla migrazione all’interno del Consiglio d’Europa. “Trova il giusto equilibrio”, ha dichiarato, “riconoscendo le preoccupazioni degli Stati membri e riaffermando al contempo i loro obblighi” in virtù della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, tra cui la non discriminazione e il rispetto dell’indipendenza e dell’autorità della Corte.”
Proteggere le società democratiche europee
In relazione alle minacce all’integrità elettorale in Europa, il Segretario generale ha affermato che il Nuovo patto democratico per l’Europa, processo strategico e politico lanciato nel 2025 per individuare risposte integrate al regresso democratico e rinnovare la governance democratica, dovrebbe fornire alle società europee gli strumenti per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere, nonché altre minacce ibride che minano la fiducia democratica e il dibattito pubblico.
Occorrono strumenti concreti, ha dichiarato, per proteggere le elezioni e lo spazio civico, sostenere i media indipendenti e accompagnare l’utilizzo democratico della tecnologia.
Assistere l’Ucraina nel suo percorso europeo
Fornendo un aggiornamento sul lavoro del Consiglio d’Europa relativo all’Ucraina, il Segretario generale ha affermato che stiamo entrando in una “fase decisiva” per il quadro delle responsabilità per la guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina. Con la piena operatività del Registro dei danni, 39 paesi e l’UE hanno già firmato la Convenzione che istituisce una commissione per i reclami e sei paesi l’hanno ratificata.
Quanto al Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, 36 Stati e l’UE hanno espresso la loro intenzione di aderire all’accordo parziale allargato sulla commissione di gestione e la prossima priorità sarà quella di garantire gli impegni politici e finanziari.
Ha inoltre spiegato che il nuovo Piano d’azione Sicurezza democratica per l’Ucraina 2027-2030, che sarà adottato alla fine di quest’anno, sosterrà un quadro di pace futuro, rafforzerà la resilienza democratica e farà avanzare l’Ucraina nel suo percorso europeo.
In una sessione di domande e risposte con i parlamentari, il Segretario generale Berset ha risposto a domande su diverse questioni, tra cui l’importanza di difendere i diritti sociali come fattore di stabilità, le sinergie con altre organizzazioni multilaterali, in particolare l’OSCE, e la situazione politica in Georgia, Ungheria, Serbia e Türkiye.

