I partecipanti alla tavola rotonda parlamentare sul tema “‘Elezioni’ farsa in Russia: cosa succederà?” hanno analizzato le cosiddette “elezioni” che si sono tenute di recente per la Duma russa, ma hanno anche guardato oltre verso una futura Russia democratica.
Quanto contano le elezioni farsa in Russia?
Nella sua introduzione, la politologa russa Ekaterina Schulmann si è interrogata sull’importanza di queste “elezioni”, sui motivi per cui il regime si è preoccupato di tenerle e sul successo di questa operazione. A suo avviso, il quadro è contrastante:
“I risultati ci sono, il sistema non ha ceduto, funziona. Ma la facciata liscia, cara a qualsiasi autocrazia, non è stata preservata. È stata sgradevole, disordinata e inconcludente.”
La Presidente dell’Assemblea parlamentare Petra Bayr, ha concluso l’evento riaffermando che queste cosiddette “elezioni” non sono state affatto elezioni e che la Duma non è un organo legittimo che rappresenta la volontà del popolo. Ha però aggiunto:
“Credo veramente in una Russia post-Putin, una Russia diversa costruita sui nostri valori e principi fondamentali. Questo giorno arriverà… nessuno sa quando, ma saremo pronti.”
La piattaforma è stata creata per consentire scambi reciproci tra le forze democratiche russe in esilio e i principali membri dell’Assemblea parlamentare su questioni di interesse comune.
Questo evento, organizzato dalla Piattaforma dell’Assemblea parlamentare per il dialogo con le forze democratiche russe in collaborazione con la Commissione Affari politici dell’APCE e la sua Alleanza parlamentare per elezioni libere ed eque, si è tenuto il primo giorno della sessione plenaria autunnale dell’Assemblea parlamentare a Strasburgo.

