Indietro La prevenzione resta un anello debole nella lotta contro la violenza sulle donne, secondo un nuovo rapporto del Consiglio d’Europa

Nel suo rapporto annuale, il GREVIO constata che la legislazione è in fase di adeguamento, ma si diffonde tra i giovani la violenza facilitata dalla tecnologia
La Presidente del GREVIO Maria-Andriani Kostopoulou ha sottolineato modelli ricorrenti di comportamenti sessuali dannosi tra i giovani in diversi sistemi giuridici, contesti sociali e regioni d’Europa

La Presidente del GREVIO Maria-Andriani Kostopoulou ha sottolineato modelli ricorrenti di comportamenti sessuali dannosi tra i giovani in diversi sistemi giuridici, contesti sociali e regioni d’Europa

I paesi europei hanno compiuto importanti progressi nella lotta contro la violenza sulle donne, ma gli sforzi volti a prevenire tale violenza prima che si produca sono ancora indietro rispetto ad altre aree d’azione nazionale, secondo il rapporto annuale 2025 del GREVIO.

 

Il GREVIO, gruppo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa (che conta 46 Stati membri) responsabile del monitoraggio dell’attuazione della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), riconosce che gli Stati hanno compiuto importanti progressi nella lotta contro la violenza sulle donne, ma occorre investire in modo costante nella prevenzione per ottenere risultati migliori.

Questo settimo rapporto generale del GREVIO tratta le attività condotte da gennaio a dicembre 2025. Analizza le iniziative prese per l’attuazione del trattato e dedica una sezione tematica all’esame della prevenzione primaria, ovvero le misure concepite per combattere gli atteggiamenti, gli stereotipi, i comportamenti e le disuguaglianze che favoriscono la violenza.

Progressi nella legislazione, nei servizi e nella cooperazione

Il rapporto nota che sempre più Stati aderenti alla Convenzione adeguano la loro legislazione ai requisiti del trattato. Tra i progressi figurano la criminalizzazione della violenza psicologica, l’adozione di definizioni di stupro basate sul consenso e il rafforzamento delle misure contro la violenza nella coppia.

Il GREVIO osserva inoltre l’istituzione di servizi di sostegno specializzati e miglioramenti nella cooperazione tra le istituzioni pertinenti. La violenza contro le donne è riconosciuta sempre di più come una violazione dei diritti umani.

Nel 2025, il GREVIO ha pubblicato il suo rapporto di valutazione di riferimento sul Regno Unito e sette rapporti, riguardanti altre Parti alla Convenzione, nel quadro della prima procedura di valutazione tematica. Ha inoltre effettuato visite di valutazione in nove paesi e ha avviato la procedura di valutazione di riferimento riguardante l’Unione europea.

La prevenzione resta un anello debole

Nonostante i progressi compiuti, il lavoro di monitoraggio del GREVIO “mostra costantemente che la prevenzione primaria resta uno degli aspetti più deboli delle risposte nazionali”, ha dichiarato la Presidente del GREVIO Maria-Andriani Kostopoulou.

Il rapporto sottolinea che le campagne di sensibilizzazione sono utili, ma da sole non sono sufficienti a trasformare la norme sociali, i comportamenti e i rapporti di forza iniqui che sono all’origine della violenza. Una prevenzione efficace necessita di misure a lungo termine, finanziate in modo adeguato e basate su prove, attuate nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle comunità, nei media e nella sfera digitale.

Il GREVIO constata inoltre una confusione persistente tra la prevenzione primaria, l’intervento precoce e le misure volte ad affrontare i casi di violenza già avvenuti. Individuare i finanziamenti assegnati specificamente alla prevenzione primaria è difficile e i programmi sono spesso istituiti senza valutare in modo rigoroso se consentono di ridurre la violenza o modificare i comportamenti nel tempo. (segue...)


 Testo integrale del rapporto

Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO) Strasburgo 29 settembre 2026
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