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Prevenzione dei maltrattamenti durante il fermo di polizia e la custodia cautelare

Presidenza del Comitato dei Ministri Copenaghen 23 marzo 2018
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Prevenzione dei maltrattamenti durante il fermo di polizia e la custodia cautelare

La Presidenza danese del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa organizza un seminario a Copenaghen il 22 e 23 marzo per esaminare come rafforzare la prevenzione della tortura e dei maltrattamenti durante il fermo di polizia e la custodia cautelare, momenti in cui le persone rischiano maggiormente di essere esposte a maltrattamenti.

L’evento è organizzato con il sostegno del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT), dell’Iniziativa per la Convenzione contro la tortura (CTI) e dell’Istituto danese contro la tortura.

I rappresentanti degli Stati membri del Consiglio d’Europa procederanno a uno scambio di esperienze nazionali sulle tecniche investigative non coercitive e di interrogatorio delle persone sospettate e sull’applicazione di garanzie destinate a prevenire la tortura e altri maltrattamenti. Tali garanzie comprendono, ad esempio, l’obbligo di informare le persone trattenute dalla polizia dei loro diritti, un accesso effettivo a un avvocato, la notifica della richiesta di custodia cautelare e l’accesso a un medico.

Nel suo discorso di apertura del seminario, il Ministro danese degli Affari esteri, Anders Samuelsen, ha affermato che "tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa si sono impegnati a combattere la tortura, ma nessun paese è perfetto". "Ed è proprio per questa ragione che dobbiamo collaborare, per garantire il rispetto della dignità umana e per contrastare e prevenire qualsiasi forma di tortura", ha proseguito.

Il Presidente del CPT, Mykola Gnatovskyy, ha sottolineato dal canto suo che “per prevenire la tortura e altri maltrattamenti, i governi devono accertarsi dell’esistenza di garanzie adeguate, di una buona formazione degli agenti delle forze dell’ordine e di un meccanismo indipendente per la gestione dei reclami presentati contro la polizia”. “Dobbiamo anzitutto promuovere una cultura della polizia che consideri i maltrattamenti da parte di rappresentanti delle forze dell’ordine inaccettabili, non professionali e degradanti per le stesse forze di polizia”, ha dichiarato.


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