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Polonia: compiuti progressi nella lotta contro la tratta, ma il problema dello sfruttamento del lavoro non è affrontato adeguatamente

Gruppo di esperti in materia di lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) Strasburgo 17 novembre 2017
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In un rapporto pubblicato oggi, il Gruppo di esperti del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) ha esaminato gli sviluppi successivi alla pubblicazione del primo rapporto di valutazione del GRETA sulla Polonia, nel maggio 2013, per quanto riguarda l'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani.

Gli esperti notano progressi nel quadro giuridico della lotta contro la tratta, nell’offerta di corsi di formazione per un maggior numero di categorie professionali e nelle attività di sensibilizzazione. Inoltre, il GRETA accoglie con favore la creazione di squadre regionali anti-tratta che riuniscono rappresentanti delle autorità e della società civile, nonché la designazione dei punti di contatto specifici per la lotta alla tratta in seno alla polizia, al servizio di sorveglianza alle frontiere e alla Procura. Sono stati apportati miglioramenti nel settore della protezione dei diritti delle vittime, in particolare attraverso l'adozione di linee guida e indicatori per l'identificazione delle vittime della tratta tra richiedenti asilo e migranti irregolari.

Tuttavia, sono necessari ulteriori progressi in diversi campi. Secondo il rapporto, il numero delle vittime di tratta a fini di sfruttamento di manodopera in Polonia è aumentato nel corso degli anni. Il GRETA invita le autorità polacche a riesaminare le disposizioni in vigore per l’occupazione di cittadini di paesi terzi, in modo tale da prevenire le pratiche legate allo sfruttamento e rafforzare le ispezioni nei settori ritenuti a rischio di tratta. Le autorità dovrebbero adottare un approccio proattivo in materia d’identificazione delle vittime di tratta, anche nei centri di trattenimento.


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