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La Commissione anti-discriminazione del Consiglio d’Europa pubblica nuovi rapporti su Croazia, Liechtenstein e Malta

Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) Strasburgo 15 maggio 2018
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La Commissione anti-discriminazione del Consiglio d’Europa, Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), ha pubblicato oggi nuovi rapporti su Croazia, Liechtenstein e Malta, in cui accoglie con favore i progressi compiuti in una serie di aree ed esprime preoccupazione per il persistere di problemi.

In Croazia, l’ECRI ha elogiato l’attuazione di una nuova norma sulle unioni omosessuali registrate, la legislazione che garantisce accesso all’alloggio ai rimpatriati, nonché i progressi compiuti in ambito di istruzione gratuita per i minori migranti. Tuttavia, il razzismo e il discorso dell’odio contro serbi, persone LGBT e Rom hanno registrato un aumento e la risposta da parte delle autorità croate alla crescente intolleranza e all’emergere del nazionalismo non è stata adeguata. L’ECRI raccomanda come misura prioritaria l’introduzione di una formazione obbligatoria sui diritti umani con particolare attenzione all’uguaglianza e alla non discriminazione e un’attuazione più efficace della Strategia nazionale per l’inclusione dei Rom.

A Malta, gli importanti progressi compiuti nel garantire la parità delle persone LGBT, con la legislazione sul matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2017, sono stati accolti molto positivamente dall’ECRI. Ciononostante, l’ECRI esprime preoccupazione per l’abbondanza di contenuti offensivi online e l’opinione pubblica negativa nei confronti dei migranti. A Malta, i rifugiati sono ancora il gruppo più vulnerabile, con bassi salari e sfruttamento in impieghi non registrati. L’ECRI chiede alle autorità maltesi di adottare una strategia per l’integrazione di tutti i migranti e di eliminare le condizioni inutilmente difficili per ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo, nonché istituire un meccanismo per la raccolta di dati sui reati motivati dall’odio.

Quanto al Liechtenstein, l’ECRI ha osservato che in generale l’ambiente politico e dei media non è interessato dal discorso dell’odio. Le autorità hanno intrapreso delle iniziative per migliorare le competenze dei minori migranti nella lingua tedesca e gli atteggiamenti nei confronti delle persone LGBT sono migliorati. L’ECRI raccomanda l’adozione di una nuova strategia di integrazione con particolare attenzione all’istruzione, al miglioramento della lotta contro il discorso dell’odio e all’abolizione di qualsiasi pratica discriminatoria rispetto alle comunità religiose.

Inoltre, l’ECRI ha pubblicato oggi le conclusioni sull’attuazione negli ultimi due anni delle raccomandazioni prioritarie riguardanti Albania, Austria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria e Polonia.

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