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Gli Stati membri devono assumersi maggiori responsabilità nel soccorrere i migranti in mare e proteggere i loro diritti

Commissario per i diritti umani Strasburgo 18 giugno 2019
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Bambino migrante della Guinea con coperte termiche a seguito di un’operazione di salvataggio in mare da parte di una ONG spagnola ©Giorgos Moutafis

Bambino migrante della Guinea con coperte termiche a seguito di un’operazione di salvataggio in mare da parte di una ONG spagnola ©Giorgos Moutafis

“L’approccio degli Stati europei alla migrazione nel Mediterraneo è incentrato troppo sull’obiettivo di impedire ai rifugiati e ai migranti di raggiungere le coste europee e troppo poco sugli aspetti umanitari e dei diritti umani. Tale approccio ha conseguenze tragiche”, ha dichiarato Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, pubblicando oggi una raccomandazione in cui individua le carenze di questo approccio e mira ad aiutare gli Stati membri a riformulare la loro risposta in conformità alle norme sui diritti umani.

“Una serie di Stati ha adottato norme, politiche e pratiche contrarie ai relativi obblighi giuridici di garantire efficaci operazioni di ricerca e soccorso, uno sbarco rapido e sicuro e la cura delle persone soccorse, nonché la prevenzione della tortura e di trattamenti inumani o degradanti”, ha affermato la Commissaria.

“Sebbene abbiano il diritto di controllare i propri confini e di garantire la sicurezza, gli Stati hanno anche il dovere di proteggere efficacemente i diritti sanciti dalle normative marittime e in materia di diritti umani e rifugiati”, ha dichiarato la Commissaria.

Le 35 raccomandazioni contenute nel documento hanno lo scopo di aiutare gli Stati membri del Consiglio d’Europa a trovare il giusto equilibrio tra questi imperativi. Si articolano attorno a cinque aree principali: garantire un efficace coordinamento di ricerca e soccorso; garantire lo sbarco sicuro e tempestivo delle persone soccorse; cooperare in modo efficiente con le ONG; prevenire le violazioni dei diritti umani collaborando con paesi terzi; e fornire rotte accessibili, sicure e legali verso l’Europa.


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