Indietro L'Italia dovrebbe portare avanti gli sforzi volti a preservare e proteggere i diritti delle minoranze nazionali

In Italia sono riconosciute dodici minoranze linguistiche storiche
L’insegnamento nelle e delle lingue parlate dalle dodici minoranze linguistiche storiche varia significativamente da regione a regione in Italia

L’insegnamento nelle e delle lingue parlate dalle dodici minoranze linguistiche storiche varia significativamente da regione a regione in Italia

In un parere pubblicato oggi, il Comitato consultivo della Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali ha valutato, nel quadro del suo sesto ciclo di monitoraggio, il rispetto da parte dell’Italia degli impegni presi in virtù di tale trattato.

L’Italia continua ad applicare la Convenzione-quadro a dodici “minoranze linguistiche storiche” riconosciute ufficialmente (albanese, catalano, croato, franco-povenzale, francese, friulano, tedesco, greco, ladino, occitano, sardo e sloveno), generalmente accettate come parte integrante della società. Il Comitato accoglie con favore le strategie specifiche e mirate attuate per tenere conto delle esigenze e degli interessi delle persone appartenenti a queste “minoranze linguistiche storiche”.

Mancanza di un quadro giuridico nazionale per la tutela delle minoranze Rom e Sinti

L’Italia applica inoltre la Convenzione-quadro ai Rom, ai Sinti e ai Caminanti. Pur accogliendo positivamente l’adozione di una Strategia nazionale per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione di Rom e Sinti (2021-2030), il Comitato consultivo constata l’assenza di uno specifico quadro legislativo nazionale volto a proteggere i loro diritti. Ulteriori sforzi sono necessari per promuovere opportunità di impiego sostenibile e a lungo termine, eliminare i persistenti ostacoli pratici all’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione e promuovere un’inclusione efficace su più larga scala.

L’Italia ha elaborato un quadro giuridico completo per affrontare la discriminazione. Ciononostante, il mandato dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR) dovrebbe essere rafforzato in merito ai poteri di indagine e di risoluzione delle controversie. Il Comitato constata inoltre un’insufficienza di dati nazionali per l’elaborazione di politiche efficaci e mirate che riflettano le esigenze e gli interessi delle persone appartenenti a minoranze nazionali.

Le lingue minoritarie nell’istruzione e nei media: un quadro eterogeneo

Nell’ambito dell’istruzione, l’insegnamento nelle e delle lingue parlate dalle dodici minoranze linguistiche storiche varia significativamente da regione a regione, creando di fatto un sistema a due livelli per le lingue minoritarie. Nel settore dei media, il contratto di servizio concluso con la RAI (Radiotelevisione italiana), quale emittente pubblica nazionale, per il periodo 2023-2028 al fine di includere programmi audiovisivi nelle lingue minoritarie è asimmetrico e resta limitato per le minoranze linguistiche storiche numericamente meno consistenti.

Il Comitato esprime preoccupazione per una generale tendenza negativa all'interno della società nei confronti della diversità, che si manifesta in un aumento dei discorsi d’odio sui social media. Accoglie con favore la maggiore attenzione dedicata alla lotta contro l’antisemitismo e l’islamofobia nella società, ma esorta le autorità a intensificare gli sforzi per promuovere il rispetto reciproco, il dialogo interculturale e la comprensione nella società, in particolar modo attraverso l’istruzione, attività culturali e i media a livello nazionale, regionale e locale. Chiede inoltre finanziamenti adeguati e stabili nel lungo periodo per la preservazione e la promozione sostenibile delle lingue e delle culture minoritarie delle minoranze linguistiche storiche, insieme a una partecipazione effettiva ai processi decisionali negli affari pubblici.

Il sesto parere sull’Italia si basa sulle informazioni ottenute da fonti governative e non governative, in particolare durante la visita del Comitato ad Alghero, Trieste, Udine e Roma ad aprile 2025.

Il parere è stato pubblicato insieme ai commenti del governo in inglese e in italiano.

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La Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali è il trattato europeo più completo in materia di protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali. È il primo strumento multilaterale giuridicamente vincolante dedicato alla protezione delle minoranze nazionali a livello mondiale e la sua attuazione è monitorata da un Comitato consultivo composto da esperti indipendenti. Il trattato è entrato in vigore il 1° febbraio 1998 ed è ora in vigore in 38 Stati.


  Leggi il parere completo

 Una sintesi del sesto parere è inoltre disponibile in italiano.

 Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali

Comitato consultivo della Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali Strasburgo 1 giugno 2026
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