Indietro Inclusione delle persone con disabilità nello sport: il Consiglio d’Europa e l’UE lanciano una nuova iniziativa

Inclusione delle persone con disabilità nello sport: il Consiglio d’Europa e l’UE lanciano una nuova iniziativa

Durante l’evento di lancio del nuovo progetto “Sport per tutti: promuovere l’inclusione e combattere la discriminazione delle persone con disabilità”, il Consiglio d’Europa (CdE) e l’Unione europea (EU) hanno evidenziato la necessità di riconoscere “le capacità anziché le disabilità” e di eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle persone con disabilità nello sport.

L’evento ha riunito i rappresentanti dei 41 Stati membri dell’Accordo parziale allargato sullo sport (APAS) del Consiglio d’Europa e 30 organizzazioni sportive. È stato aperto da Gianluca Esposito, Direttore generale dei diritti umani e dello Stato di diritto presso il Consiglio d’Europa, Normunds Popēns, Vicedirettore generale della DG dell’Istruzione, della gioventù, dello sport e della cultura presso la Commissione europea, Alexandre Husting, Presidente del Comitato direttivo dell’APAS, e Charlotte Girard-Fabre, Presidente del Comitato consultivo dell’APAS.

“L’inclusione attraverso lo sport consiste nel riconoscere le capacità anziché le disabilità. Si tratta di creare un mondo in cui tutti possano giocare, competere e avere il proprio ruolo”, ha dichiarato Gianluca Esposito nel suo discorso di apertura.

Il progetto Sport per tutti (marzo 2025 – agosto 2026) ha lo scopo di affrontare la discriminazione sproporzionata, l’esclusione e il limitato accesso allo sport a causa degli ostacoli sociali e sistemici che incontrano le persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettuali e psicosociali. Altri ostacoli includono la discriminazione online, tra cui il discorso d’odio e il ciberbullismo, che scoraggiano ulteriormente la loro partecipazione.

Per rispondere a queste sfide, gli atleti di alto livello Zakia Khudadadi, Arnaud Assoumani, Gizem Girişmen e Yaroslav Denysenko hanno raccontato le loro esperienze, mentre i relatori hanno discusso di come favorire le organizzazioni sportive, dallo sport amatoriale alle massime categorie, analizzando esempi di buone pratiche sul piano internazionale.

“Dare voce agli atleti nelle istanze internazionali è essenziale per elaborare politiche inclusive. In quanto prima medaglia della squadra paralimpica dei rifugiati, credo sia mio dovere parlare a nome delle donne afgane, dei rifugiati e delle persone con disabilità, per promuovere l’inclusione e ricordare al mondo che lo sport può essere un potente motore di dignità, uguaglianza e speranza”, ha dichiarato Zakia Khudadadi, medaglia paralimpica e campionessa per la pace.

Per Arnaud Assoumani, atleta francese specializzato nel salto in lungo e triplo, nonché campione paralimpico e mondiale, “lo sport è lo strumento migliore, insieme all’istruzione e alla cultura, per cambiare la vita delle persone vulnerabili a lungo termine, che vengano chiamate disabili o meno. Allora perché non smettere subito di disumanizzare, cambiare il paradigma e iniziare a concentrarci sulle capacità, su ciò che abbiamo in comune e sulle questioni che devono essere risolte?”.

Prima della conferenza, i partecipanti hanno preso parte a una sessione di allenamento di calcio per ciechi sul prato del Consiglio d’Europa.

 Programma

Divisione Sport Strasburgo 15 maggio 2025
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