Le elezioni parlamentari del 12 aprile hanno visto un coinvolgimento attivo dei cittadini, con un'affluenza record alle urne e una scelta autentica, ma non c'è stata parità di condizioni, con il partito al potere che ha beneficiato di vantaggi sistemici che hanno reso confusa la linea di demarcazione tra Stato e partito, hanno affermato gli osservatori internazionali in una dichiarazione preliminare rilasciata oggi. Sebbene la campagna elettorale sia stata caratterizzata da una retorica divisiva e allarmistica da parte del partito al potere, comprese accuse infondate di ingerenza straniera avanzate dal governo, i candidati hanno potuto condurre liberamente la campagna elettorale.
L’ampio abuso di potere e risorse pubbliche, i messaggi del governo, un evidente pregiudizio nei media monitorati e nella copertura giornalistica a favore del partito al potere, nonché gravi carenze nella regolamentazione del finanziamento della campagna elettorale hanno ulteriormente minato la parità di opportunità tra i candidati, afferma la dichiarazione.
“Sono rimasto colpito dall’animato coinvolgimento dei cittadini a cui abbiamo assistito in queste elezioni. Il fatto che ieri gli elettori abbiano votato in numero record, nonostante la retorica divisiva e incendiaria del partito al potere e l'abuso da parte di quest'ultimo, è una testimonianza della loro forza”, ha affermato Sargis Khandanyan, coordinatore speciale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e responsabile degli osservatori a breve termine. “È stata una campagna elettorale molto combattuta e, sebbene il partito al potere abbia sfruttato i poteri governativi per far pendere l’ago della bilancia a proprio vantaggio, è rimasta competitiva.” (segue...)

