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Gli Stati europei devono rispondere al problema della violenza nelle scuole basata sull’orientamento sessuale: nuovo rapporto di CdE/UNESCO

Orientamento sessuale e identità di genere Strasburgo 13 dicembre 2018
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Gli Stati europei devono rispondere al problema della violenza nelle scuole basata sull’orientamento sessuale: nuovo rapporto di CdE/UNESCO

La violenza nelle scuole basata sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere, sull’espressione del genere o sulle caratteristiche sessuali esiste ovunque in Europa, in proporzioni molto maggiori rispetto ai casi segnalati. Gli sforzi delle autorità educative europee per affrontare il problema devono essere intensificati al fine di creare un ambiente sicuro per i minori e prevenire le conseguenze negative di tali violenze per la salute e i risultati scolastici degli studenti. Queste sono le principali conclusioni del nuovo rapporto elaborato dal Consiglio d’Europa in partenariato con l’UNESCO e pubblicato oggi.

La violenza basata sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere, sull’espressione del genere o sulle caratteristiche sessuali è radicata nelle norme e nelle aspettative culturali relative al genere e ai ruoli di genere. Può essere psicologica, fisica o sessuale e può essere commessa all’interno o in prossimità delle scuole, come anche online. Secondo l’inchiesta, la violenza verbale e il bullismo sono le due forme più frequenti.

“Qualsiasi studente che viene percepito come non conforme alle norme prevalenti – per aspetto fisico, scelta dell’abbigliamento, comportamento o attrazione emotiva o fisica – potrebbe essere vittima”, afferma Eleni Tsetsekou, a capo dell’Unità Orientamento sessuale e identità di genere del Consiglio d’Europa. “Le vittime principali sono gli studenti LGBTI e tra loro gli studenti transessuali e omosessuali di genere maschile sono quelli che segnalano il più alto livello di violenza. Tuttavia, tale violenza mira anche studenti non LGBTI e danneggia tutte le persone coinvolte, che si tratti di vittime, autori delle violenze o testimoni”.

Intervista a Eleni Tsetsekou, a capo dell’Unità Orientamento sessuale e identità di genere del Consiglio d'Europa:


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