Dalle interferenze politiche alle leggi restrittive, fino alla perdita di autonomia istituzionale e all’intimidazione degli studiosi, lo spazio per la ricerca indipendente e il dibattito accademico si sta riducendo. Quando il mondo accademico viene messo a tacere, le società perdono voci critiche che difendono la verità, la responsabilità e i diritti umani. Proteggere la libertà accademica è pertanto una responsabilità comune, essenziale per preservare la resilienza democratica.
Per affrontare queste crescenti pressioni sulla libertà accademica e sul suo ruolo fondamentale nella resilienza democratica, il Consiglio d’Europa organizza una conferenza intitolata Libertà accademica in azione 2025. La conferenza riunisce esponenti del mondo accademico, parlamentari, giudici, esperti di governo, società civile e partner internazionali. Questo evento di due giorni, che inizia il 25 novembre, prevede sessioni sulle risposte politiche, giuridiche e istituzionali alle sfide che affrontano le università e gli accademici in tutta Europa.
La conferenza sarà inaugurata dal Vice Segretario generale Bjørn Berge, da Balázs Hankó, Ministro della Cultura e dell’Innovazione ungherese, e da Pap Ndiaye, Ambasciatore e Rappresentante permanente della Francia presso il Consiglio d’Europa. Esperti esamineranno il modo in cui norme comuni e tutele più forti possono contribuire a contrastare minacce quali le interferenze politiche, la censura, le molestie, l’autocensura, le restrizioni all’autonomia istituzionale, le ingerenze straniere, la repressione transnazionale, le SLAPP e le intimidazioni online.
Una sessione sarà dedicata all’analisi del nesso tra la libertà accademica e le tutele giuridiche sancite nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con i contributi di giudici ed esperti del diritto e un dibattito sulle garanzie costituzionali in cooperazione con la Commissione di Venezia. Un’altra sessione porrà al centro i programmi rifugio per gli studiosi a rischio, evidenziando il loro ruolo nella protezione dei diritti individuali e la missione democratica dell’istruzione superiore.
Preoccupante rapporto sulla libertà accademica
Per la prima volta, sarà presentato pubblicamente il Rapporto sull’erosione della libertà accademica in Europa. Questo studio fornisce un’analisi basata su prove e contiene raccomandazioni per le università, i governi e i partner internazionali. Rivela un costante declino della libertà accademica negli ultimi 10-15 anni, con violazioni strutturali individuate in diversi Stati. Le interferenze politiche emergono come minaccia persistente, insieme alle pressioni esercitate dalle restrizioni interne, dall’ostilità della società, dall’influenza del settore privato e dalle limitazioni legate alla sicurezza. Gli autori del rapporto, il professor Peter Maassen (Università di Oslo), il professor Zoltán Ronay (Università Eötvös Loránd, Budapest) e il professor Gergely Kovats (Università Corvinus, Budapest), presenteranno il loro lavoro di persona il 26 novembre.
Libertà accademica come pilastro della democrazia
L’evento è parte del lavoro che il Consiglio d’Europa conduce nel quadro del Nuovo patto democratico per l’Europa, volto a promuovere e proteggere la libertà accademica, rafforzare le tutele e sostenere risposte europee coordinate.
In un momento di crescente incertezza, la conferenza Libertà accademica in azione 2025 intende non solo diagnosticare le sfide, ma anche innescare un cambiamento significativo. Attraverso il dialogo e la cooperazione, la conferenza mira a riaffermare la libertà accademica come pilastro della vita democratica e fornire una base per un’azione continua nel quadro dell’iniziativa del Consiglio d’Europa.
Discorso del Vice Segretario Generale Bjørn Berge
Nuovo Patto Democratico per l'Europa
L'Ungheria e il Consiglio d'Euoropa
La Francia e il Consiglio d'Europa

