Nel suo rapporto di valutazione di riferimento appena pubblicato, il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO) ha elogiato la determinazione politica dell’Ucraina ad attuare la Convenzione di Istanbul, nonché le misure prese per proteggere le donne dalla violenza, nonostante le notevoli difficoltà causate dalla guerra di aggressione della Russia. Il rapporto spiega inoltre in che modo la guerra ha moltiplicato le situazioni in cui le donne sono esposte alla violenza di genere. Le conclusioni del GREVIO riportate in questo rapporto si basano sui contributi delle autorità e di organizzazioni non governative e su una visita di valutazione effettuata a Kiev a maggio 2025.
Lo sfollamento massiccio della popolazione, i problemi di sicurezza per i professionisti che operano sul campo in caso di violenza contro le donne, le limitate risorse umane e finanziarie e i numerosi ostacoli nella fornitura di servizi alle persone colpite dalla guerra mettono a dura prova la capacità delle autorità di prevenire e combattere la violenza. Il GREVIO evidenzia la necessità di prendere misure solide per garantire la sicurezza delle donne e delle ragazze di fronte alle violenze sessuali legate al conflitto e a forme di violenza come quella domestica, che si manifestano diversamente o con maggiore intensità durante i conflitti.
Rafforzamento della legislazione, migliore protezione delle vittime e formazione dei professionisti
Le autorità ucraine hanno iniziato a prendere misure per allineare la legislazione ucraina alla Convenzione di Istanbul già prima della ratifica, adottando nel 2017 la legge sulla prevenzione e la lotta contro la violenza domestica.
Da allora vi sono stati importanti sviluppi legislativi: l’Ucraina ha adottato una definizione di stupro basata sul consenso e le molestie sessuali sono state considerate reato nel 2024. Inoltre, sono state prese misure, in particolare nell’ambito dell’istruzione, per combattere le disuguaglianze tra donne e uomini, che costituiscono una delle cause profonde della violenza contro le donne. Il rapporto elogia altresì la stretta cooperazione degli attori statali con le organizzazioni di difesa dei diritti delle donne a sostegno delle donne vittime di violenza.
Tra gli altri sviluppi positivi figurano la disponibilità di circa 700 squadre mobili composte da psicologi, operatori sociali e professionisti sanitari, che aiutano direttamente le vittime di violenza domestica, specialmente nelle aree rurali. L’istituzione del Centro di formazione nazionale per la lotta contro la violenza di genere, volto a migliorare le competenze dei professionisti che lavorano a contatto con le vittime di violenza, è un altro sviluppo promettente.
Il rapporto accoglie inoltre con favore gli sforzi compiuti dalle autorità dall’inizio della guerra, sostenuti da partner internazionali e volti a fornire una vasta formazione ai funzionari di polizia, ai pubblici ministeri e agli esperti forensi e impartire loro competenze tecniche e giuridiche all’avanguardia per condurre azioni penali efficaci nei casi di violenza sessuale legata al conflitto. Il rapporto sottolinea che queste misure sono importanti per chiamare i responsabili a rispondere dei loro atti e fornire sostegno alle vittime.
Il rapporto evidenzia inoltre gli sforzi di ampia portata volti ad assicurare che l’esercito ucraino offra una protezione sufficiente al proprio personale femminile (circa 70.000 donne) contro la violenza di genere, comprese le molestie sessuali, nonché vie di segnalazione adeguate. Il GREVIO accoglie inoltre positivamente la consapevolezza dimostrata dalle autorità rispetto all’impatto della guerra sulla frequenza e sulla gravità delle violenze domestiche subite dalla donne, come anche le misure prese per preparare il personale militare al ritorno alla vita civile e per ridurre il rischio di violenza domestica.
Necessarie ulteriori misure per migliorare la risposta alla violenza contro le donne
Nonostante i numerosi sviluppi positivi, il rapporto sottolinea la necessità di garantire che la Convenzione di Istanbul sia attuata in modo coerente in tutto il paese e che vengano trattate tutte le forme di violenza contro le donne riportate nella Convenzione, oltre alla violenza domestica. Il GREVIO chiede inoltre ulteriori misure per aumentare la consapevolezza pubblica rispetto alle diverse forme di violenza, nonché ridurre la stigmatizzazione che subiscono le donne vittime di violenza, in particolare le vittime di violenze sessuali legate al conflitto perpetrate da soldati russi. Evidenzia inoltre la correlazione sempre più stretta tra il servizio militare attivo e la commissione di gravi violenze domestiche in Ucraina, come anche le difficoltà che incontrano le donne nel denunciare tali violenze, e chiede di agire per affrontare questi problemi.
Il rapporto indica altre misure da prendere per migliorare la risposta della giustizia penale alla violenza contro le donne. Tali misure includono la garanzia che le pene imposte per i reati di violenza domestica e altre forme di violenza contro le donne siano efficaci, proporzionate e dissuasive, al fine di assicurare che gli autori di tali violenze siano chiamati a rispondere dei loro atti. Il GREVIO esprime infatti preoccupazione per il fatto che le pene sono generalmente clementi e spesso si limitano a una multa e ai servizi sociali.
Il rapporto evidenzia altresì la mancanza di protezione dei minori esposti a violenza domestica poiché la loro presenza non è sistematicamente registrata durante le segnalazioni e sottolinea le lacune nella fornitura di assistenza psicologica a questi bambini. Inoltre, secondo il rapporto, sono necessari miglioramenti nell’area del diritto civile per assicurare che le autorità tengano in piena considerazione i casi di violenza domestica nell’ambito delle decisioni sui diritti di custodia.
Il sostegno del Consiglio d’Europa all’Ucraina in tempo di guerra

