Indietro Lotta contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere in Europa

A quindici anni dalla storica raccomandazione, il quadro è contrastante
Il Comitato dei Ministri ha adottato la sua innovativa raccomandazione nel 2010

Il Comitato dei Ministri ha adottato la sua innovativa raccomandazione nel 2010

Quindici anni fa il Comitato dei Ministri ha adottato la sua innovativa raccomandazione CM/Rec(2010)5 rivolta ai paesi membri. Questo strumento di ampia portata definisce le misure che i paesi europei dovrebbero adottare per eliminare la discriminazione basata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. 

È stata pubblicata una nuova revisione, la terza, sull'attuazione di tale raccomandazione in tutto il continente e il Comitato dei Ministri ne ha preso atto. Il rapporto, che utilizza una metodologia innovativa ed è arricchito da dati relativi a orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali (SOGIESC), fornisce una panoramica completa dello stato di attuazione della raccomandazione a 15 anni di distanza.

Il rapporto esamina 12 aree tematiche, tra cui i reati e i discorsi d'odio, la libertà di associazione, di espressione e di riunione pacifica, nonché la vita privata e familiare.

Situazione variabile per i diritti delle persone LGBTI in Europa

Il quadro è eterogeneo e denota una crescente polarizzazione.

Un aspetto positivo è che, dalla revisione del 2019, altri quattro paesi europei hanno consentito il riconoscimento giuridico del genere sulla base dell’autodeterminazione. Le unioni tra persone dello stesso sesso sono giuridicamente riconosciute in 31 Stati, attraverso l’uguaglianza matrimoniale (con un aumento di nove Stati membri) o l'adozione di norme sulle unioni registrate (con un aumento di 14 Stati membri).

Inoltre, alcuni paesi hanno migliorato la protezione delle persone intersessuali, applicato sanzioni per punire le pratiche di conversione e introdotto misure di protezione mirate contro la discriminazione multipla.

I progressi, tuttavia, non sono stati uniformi. In alcuni paesi il riconoscimento giuridico del genere è stato reso impossibile dalle sentenze della Corte costituzionale o dall'adozione di leggi, nonostante le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo stabiliscano obblighi in questo ambito.

Nonostante la tendenza positiva di un numero crescente di marce Pride LGBTI, anche al di fuori delle capitali, altrove la libertà di riunione e di associazione è stata limitata. Gli spazi della società civile LGBTI si stanno riducendo e i difensori dei diritti umani LGBTI si trovano ad affrontare una crescente reazione negativa. L'opposizione all'organizzazione di eventi LGBTI ha portato a divieti legislativi e divieti di fatto in alcuni paesi.

Il rapporto presenta le migliori pratiche e fornisce raccomandazioni politiche rivolte ai paesi membri. Servirà da base per il futuro lavoro del Consiglio d'Europa al fine di continuare a promuovere i diritti umani delle persone LGBTI in Europa.


 Leggi il rapporto completo

 Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere

 Il Consiglio d’Europa e l’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere, e le caratteristiche sessuali


 

Consiglio d'Europa Strasburgo 13 novembre 2025
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