Una conferenza del Consiglio d’Europa, organizzata a Chişinău il 20 marzo, esamina modi innovativi per combattere la disinformazione, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere e il discorso d’odio, che stanno erodendo la fiducia pubblica e minando l’integrità dei processi democratici in tutto il continente.
Intervenendo all’apertura della conferenza, la Presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, ha sottolineato che la “la guerra cognitiva è una realtà, non un fatto episodico. Non riguarda solo la Moldova. In tutta Europa, osserviamo agli stessi schemi: tentativi di dividere le società, indebolire la fiducia nelle istituzioni e influenzare le scelte politiche dall’esterno. Molto spesso, queste azioni fanno parte di una strategia più ampia. La guerra della Russia contro l’Ucraina ne è il più chiaro esempio. Parallelamente all’aggressione militare, vengono attuati degli sforzi per plasmare le percezioni in tutta Europa, ridurre il sostegno all’Ucraina e generare dubbi, stanchezza e divisione.”
Nuovo strumento giuridico per affrontare la manipolazione straniera delle informazioni
Nel suo discorso inaugurale, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha dichiarato: “In un mondo in rottura, in cui tutto viene considerato dal punto di vista della sicurezza, il controllo dell’informazione diventa una questione di sicurezza democratica. Perché una democrazia che non può proteggere il suo spazio informativo non sarà in grado di proteggere le sue istituzioni a lungo”. Ha inoltre sottolineato che la sicurezza democratica “richiede un’architettura di sicurezza che rafforzi le istituzioni di cui i cittadini si fidano e che le protegga da ingerenze coordinate volte a indebolirle dall’interno. […] Questo è il motivo per cui il Consiglio d’Europa sta lavorando a un nuovo strumento giuridico per combattere la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, il Commissario per i diritti umani, Michael O’Flaherty, ha sottolineato che “un approccio alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni basato sui diritti umani non si limita alla libertà di espressione, ma mira a proteggere le dimensioni stesse della vita e della dignità umane che vengono compromesse dalla manipolazione: dal diritto alla privacy all’integrità dei processi elettorali, fino alla sicurezza delle nostre comunità più emarginate”.
Organizzata sotto gli auspici della Presidenza moldova del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e nel quadro del Nuovo patto democratico per l’Europa, la conferenza riunisce rappresentanti di governo, organizzazioni internazionali, mondo accademico, società civile e media per condividere esperienze cruciali e discutere meccanismi specifici volti a creare un ambiente informativo più affidabile e promuovere l’educazione ai media e all’informazione.
Nel quadro del Nuovo patto democratico per l’Europa, gli Stati membri del Consiglio d’Europa stanno esaminando la fattibilità dell’adozione di uno strumento giuridico del Consiglio d’Europa in materia di diritto penale per contrastare le minacce legate alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze straniere, tra cui la disinformazione, le ingerenze elettorali e altre minacce ibride correlate. Gli esperti degli Stati membri hanno già preparato uno studio di fattibilità che sarà esaminato dai ministri degli Affari esteri durante la sessione del Comitato dei Ministri che si terrà a Chişinău il 14 e il 15 maggio 2026.
Lancio di nuovi documenti di orientamento politico
La conferenza segna la presentazione di due nuovi documenti di orientamento politico adottati dal Comitato intergovernativo del Consiglio d’Europa sui media e la società dell’informazione, volti ad assistere i 46 Stati membri. Il primo documento mira a sostenere gli Stati nello sviluppo di strategie nazionali di educazione ai media e all’informazione e il secondo, intitolato Resisting disinformation: ten building blocks to strengthen information integrity (Resistere alla disinformazione: dieci elementi fondamentali per rafforzare l’integrità dell’informazione), contiene misure complementari per combattere la disinformazione e rafforzare l’integrità dell’informazione.
Ulteriori informazioni sul lavoro del Consiglio d’Europa per la democrazia

