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La Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa adotta importanti pareri su Albania, Ungheria, Malta, e Turchia

Commissione di Venezia Venezia 15 dicembre 2018
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La Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa adotta importanti pareri su Albania, Ungheria, Malta, e Turchia

L’ultima sessione plenaria dell’anno della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa include diversi pareri rilevanti, tra cui quelli su Albania, Ungheria, Malta e Turchia.

Gli esperti legali della Commissione di Venezia ritengono che il potere del Primo Ministro di Malta sovrasti largamente quello di altri organismi governativi, tra cui il Presidente, il Parlamento, il Gabinetto dei Ministri, la Magistratura e il Mediatore. Nonostante gli esperti riconoscano la recente riforma giudiziaria come un “passo nella giusta direzione”, i troppi squilibri rimanenti rischiano di intaccare il corretto funzionamento dello Stato di diritto a Malta.

Un parere congiunto dell’OSCE e della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa precisa che la tassa speciale sull’immigrazione della legge XLI nella normativa ungherese dovrebbe essere abrogata poiché viola la libertà di espressione e di associazione.

Inoltre, la Commissione di Venezia ritiene che una bozza di parere su progetti di modifiche costituzionali in Albania per permettere il controllo sui politici, non offra adeguati orientamenti e garanzie, e rischi di portare ad abusi di potere. Pur riconoscendo lo scopo legittimo di rimuovere autori di reati e la loro influenza dal governo e dalla vita politica, la Commissione di Venezia esprime preoccupazione poiché la mancanza di chiarezza e certezza giuridiche riguardanti l’estensione e l’attuazione della procedura di controllo potrebbero portare a serie ripercussioni sui diritti di coloro che vi sono sottoposti.

Infine, un ulteriore parere congiunto dell’OSCE e della Commissione di Venezia adottato oggi critica le modifiche tardive alle leggi elettorali in Turchia. Secondo questo parere, la modifica di parti fondamentali della legislazione elettorale in Turchia, avvenuta poche settimane prima delle elezioni di giugno, e con modalità affrettate e non inclusive, è risultata problematica e contraria alle normative internazionali.


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