Indietro Un piccolo Stato su un grande palcoscenico: Monaco e il Consiglio d’Europa

Come l’adesione all’Organizzazione ha trasformato il Principato
Rue Sainte Barbe, Monaco. The Mediterranean country has been transformed by Council of Europe membership - ©BVergely

Rue Sainte Barbe, Monaco. The Mediterranean country has been transformed by Council of Europe membership - ©BVergely

Il Principato di Monaco assumerà, per la prima volta, la Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa (maggio-novembre 2026) e si concentrerà sull'etica nello sport, sui diritti dei minori, sulla lotta contro la violenza di genere e sul rafforzamento della cooperazione internazionale sulle questioni relative ai diritti umani.

Nel podcast “Monaco Info”, l’ambasciatore Gabriel Revel, rappresentante permanente di Monaco presso il Consiglio d’Europa, afferma che “La Presidenza è un’occasione unica, non solo per mettere in luce le nostre priorità, ma anche per mostrare un altro aspetto del paese: Monaco non è solo il Casinò o il Palazzo del Principe”.

L'ambasciatore ha inoltre presentato le riforme fondamentali che Monaco ha dovuto intraprendere prima di aderire al Consiglio d’Europa, nonché l’impatto di tale adesione vent’anni dopo.

“Prima di aderire al Consiglio d’Europa nel 2004, Monaco ha seguito un processo di adesione durato sei anni (1998-2004), durante il quale ha attuato riforme costituzionali e la revisione dei trattati bilaterali con la Francia, che hanno permesso di rafforzare la sovranità del Principato. Queste riforme rispondevano a una richiesta dei relatori dell’Assemblea parlamentare, incaricati di esprimere un parere prima dell’adesione al Consiglio d’Europa, i quali avevano specificatamente considerato tali elementi come prerequisiti.

Concretamente, ciò significa che dal 2002 le nomine alle cariche più alte sono accessibili ai cittadini monegaschi. Anche l'aspetto diplomatico si è evoluto con tale riforma: Monaco ha così potuto aprire rappresentanze diplomatiche in diversi paesi e istituire, ad esempio, le ambasciate di Francia e Italia sul proprio territorio.”

L’adesione al Consiglio d’Europa ha altresì consentito diversi progressi a livello nazionale, tra cui una serie di cambiamenti legati ai diritti civili. “Ad esempio, la questione della riforma del divorzio e la fine, per le donne, dell’obbligo di assumere automaticamente il cognome del marito. Negli ultimi vent’anni si sono quindi registrati effetti concreti”.

Inoltre, Monaco ha prodotto una serie di brevi video intitolata “La Minute Conseil de l’Europe”, al fine di far conoscere meglio l’Organizzazione e il suo impatto sui cittadini europei attraverso esempi specifici.


 Ascolta l’episodio del podcast con l’ambasciatore Gabriel Revel (solo in francese)

 Guarda gli episodi di La Minute du Conseil de l’Europe (solo in francese):

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