Indietro Vent’anni al servizio delle vittime: la Convenzione del Consiglio d’Europa rimane il più efficace strumento contro la tratta di esseri umani

Vent’anni al servizio delle vittime: la Convenzione del Consiglio d’Europa rimane il più efficace strumento contro la tratta di esseri umani

Vent’anni fa, il Consiglio d’Europa è entrato nella storia. Il 16 maggio 2005, in occasione del Vertice dei capi di Stato e di governo tenutosi a Varsavia, ha aperto alla firma il primo trattato internazionale che pone la protezione dei diritti delle vittime al centro della lotta contro la tratta di essere umani. Quattordici paesi lo hanno firmato il primo giorno. Oggi, tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno ratificato la Convenzione, il che la rende un fronte potente e unito contro una delle più gravi violazioni dei diritti umani del nostro tempo. Hanno inoltre aderito alla Convenzione, aperta anche agli Stati non membri, la Bielorussia e Israele.

“In quanto primo strumento ad adottare un approccio basato sui diritti umani per combattere la tratta di esseri umani, la Convenzione del Consiglio d’Europa ha trasformato il modo in cui rispondiamo a questo crimine”, ha dichiarato l’Ambasciatrice Maria Spassova, Presidente del Comitato delle parti della Convenzione. “Il suo modello incentrato sulle vittime garantisce che le persone vengano non solo protette ma anche emancipate e che la loro dignità venga ristabilita.”

La Convenzione è diventata un riferimento a livello mondiale e il suo impatto va ben oltre le parole. Il Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) assicura che gli Stati rispettino i loro impegni attraverso il regolare monitoraggio dell’attuazione della Convenzione e la pubblicazione, fino a oggi, di quasi 140 rapporti per paese.

“A distanza di vent’anni, la Convenzione rimane il nostro strumento più efficace per combattere la tratta di esseri umani”, ha dichiarato Conny Rijken, Presidente del GRETA. “Le sue disposizioni globali si sono tradotte in progressi concreti nelle legislazioni, nelle politiche e nelle pratiche nazionali, esercitando un impatto duraturo sul modo in cui i paesi combattono la tratta di esseri umani.”

Nonostante i progressi compiuti, la tratta di esseri umani è ancora una minaccia urgente, alimentata delle tecnologie digitali, dai conflitti armati e da disuguaglianze sempre più profonde. La lotta non è affatto terminata. Gli Stati aderenti alla Convenzione devono intensificare gli sforzi per istituire politiche di prevenzione efficaci, contrastare le nuove forme di sfruttamento e mantenere i diritti delle vittime al centro di ogni azione. Solo con un’incrollabile volontà politica e un’azione unita potremo porre fine a questa grave violazione dei diritti umani.

 Consultare anche:  Vent’anni di Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani

Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) Strasburgo 16 maggio 2025
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