I seguenti 25 Stati hanno ratificato la Carta:

 Situazione delle firme e ratifiche della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie

 Strumenti di ratifica (lista degli obblighi)

 

Quali sono gli impegnia assunti dagli Stati?

La situazione delle lingue coperte dalle disposizioni della Carta è estremamente diversa, dal momento che sono presenti nei più svariati contesti sociali, politici ed economici. Di conseguenza, le modalità definite dalla Carta per l’accettazione degli impegni riguardanti le disposizioni da applicare consentono di adattare l’estensione della protezione accordata a seconda della situazione particolare di ciascuna lingua e ugualmente di prendere in considerazione i costi relativi all’attuazione del trattato. La Carta si compone di due parti principali: una parte generale, che contiene i principi applicabili a tutte le Parti contraenti e a tutte le lingue regionali o minoritarie, e una seconda parte, che enuncia una serie di impegni pratici specifici che possono variare a seconda dello Stato e della lingua.

 Otto principi fondamentali applicabili a tutte le lingue regionali o minoritarie (Parte II, Articolo 7)

La Parte II enuncia gli obiettivi e i principi a cui dovrebbero conformarsi gli Stati membri nell’elaborazione delle loro politiche, legislazioni e prassi e che si ritiene costituiscano il quadro necessario per la salvaguardia delle lingue regionali o minoritarie. Si tratta dei seguenti otto principi e obiettivi fondamentali:

  • il riconoscimento delle lingue regionali o minoritarie in quanto espressione della ricchezza culturale;
  • il rispetto dell’area geografica di ciascuna lingua regionale o minoritaria;
  • la necessità di un’azione risoluta di promozione delle lingue regionali o minoritarie, al fine di salvaguardarle;
  • l’agevolazione e/o l’incoraggiamento dell’uso orale e scritto delle lingue regionali o minoritarie nella vita pubblica e privata;
  • la messa a disposizione di forme e mezzi adeguati di insegnamento e studio delle lingue regionali o minoritarie a tutti i livelli;
  • la promozione di forme appropriate di scambi transnazionali;
  • il divieto di qualsiasi ingiustificata distinzione, esclusione, restrizione o preferenza relative all’uso di una lingua regionale o minoritaria e intesa a scoraggiarne o danneggiarne il mantenimento o lo sviluppo;
  • la promozione da parte degli Stati della reciproca comprensione tra tutti i gruppi linguistici del paese.


 Una possibilità di scelta tra 68 impegni concreti in sette sfere della vita pubblica (Parte III, articoli da 8 a 14)

La Parte III enuncia una serie di misure concrete destinate a facilitare e incoraggiare l’uso delle lingue regionali o minoritarie in numerose sfere della vita pubblica: istruzione, giustizia, amministrazione, media, cultura, vita economica e sociale e cooperazione transfrontaliera. Gli Stati devono anzitutto specificare le lingue per le quali si impegnano ad applicare questa parte della Carta, selezionando un minimo di 35 disposizioni per ciascuna di tali lingue. Numerose disposizioni della Carta prevedono la possibilità di scegliere tra più opzioni, più o meno stringenti, una delle quali deve obbligatoriamente essere applicata “secondo la situazione di ciascuna di tali lingue” sotto il profilo della politica, della legislazione e della prassi. Gli Stati possono ad esempio scegliere di garantire l’istruzione primaria o secondaria nelle lingue regionali o minoritarie, oppure prevedere unicamente l’insegnamento di tali lingue; possono scegliere di facilitare la creazione di una emittente radiofonica o televisiva in una lingua regionale o minoritaria, oppure semplicemente decidere di incoraggiare la diffusione di programmi in tale lingua da parte di emittenti radiofoniche o televisive già esistenti.

Le Parti sono incoraggiate ad assumere ulteriormente altri impegni, man mano che evolverà la loro situazione giuridica o lo consentiranno le loro condizioni finanziarie (Articolo 3.2).