Strasburgo, 09.07.2026 – La Bosnia-Erzegovina deve intraprendere un’azione risoluta e meglio coordinata per proteggere e promuovere le proprie lingue regionali o minoritarie, secondo una nuova relazione di valutazione pubblicata oggi dal Comitato di esperti della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (la Carta) del Consiglio d’Europa.
Pur accogliendo con favore i recenti sforzi, tra cui il lavoro su un nuovo progetto di legge sui diritti delle minoranze nazionali, il rapporto conclude che l’insegnamento della maggior parte delle lingue minoritarie rimane in gran parte assente dall’istruzione pubblica e che tali lingue non vengono utilizzate nei procedimenti giudiziari e amministrativi, né nella comunicazione con le autorità amministrative. Il Comitato, tuttavia, valuta positivamente le iniziative dell’emittente pubblica volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle minoranze nazionali e sulle loro culture. Chiede inoltre che vengano prodotti programmi radiofonici e televisivi direttamente nelle lingue regionali o minoritarie, in linea con gli impegni assunti dal Paese ai sensi della Carta.
La relazione valuta l’attuazione della Carta da parte della Bosnia-Erzegovina, in vigore nel Paese dal 2011 e che tutela 15 lingue regionali o minoritarie: albanese, ceco, tedesco, ungherese, italiano, ladino, polacco, romani, rumeno, ruteno, slovacco, sloveno, turco, ucraino e yiddish. Il Comitato rileva che la complessa struttura amministrativa del Paese continua a ostacolare l’attuazione della Carta e ribadisce la propria raccomandazione di elaborare una politica nazionale strutturata e una strategia a medio termine, sostenute da un più forte coordinamento tra le autorità a tutti i livelli e i rappresentanti dei parlanti delle lingue regionali o minoritarie. Sottolinea l’importante ruolo che i consigli delle minoranze nazionali potrebbero svolgere a questo proposito.
Il Comitato accoglie con favore la preparazione di un nuovo progetto di legge sui diritti delle minoranze nazionali e l’avvio di consultazioni con i rappresentanti delle minoranze, descrivendo ciò come un’importante opportunità per allineare la legislazione nazionale alla Carta. Incoraggia inoltre le autorità ad abolire le soglie numeriche che attualmente limitano l’uso pratico delle lingue regionali o minoritarie e a istituire un quadro giuridico che ne sostenga meglio la protezione e la promozione.
La relazione rileva la persistente assenza della maggior parte delle lingue regionali o minoritarie dal sistema di istruzione pubblica. Evidenzia la carenza persistente di insegnanti qualificati e di materiale didattico, raccomandando al contempo che i programmi di studio per il tedesco, l’italiano e il turco – attualmente insegnati come lingue straniere – riflettano meglio la loro presenza storica e il loro patrimonio culturale in Bosnia-Erzegovina. Il Comitato chiede inoltre un finanziamento maggiore, equo e prevedibile per le iniziative relative alle lingue regionali o minoritarie.


