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Il Comitato anti-tortura richiede un approccio europeo coordinato per far fronte ai massicci arrivi di migranti in Italia

Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) Strasburgo 10 aprile 2018
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Il Comitato anti-tortura richiede un approccio europeo coordinato per far fronte ai massicci arrivi di migranti in Italia

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) ha pubblicato oggi un rapporto sulla visita ad hoc condotta in Italia per esaminare la situazione dei cittadini stranieri privati della propria libertà nei cosiddetti "hotspot" e nelle strutture di detenzione amministrative per migranti, in un contesto di massicci flussi migratori provenienti dal Nord Africa. Il CPT riconosce le importanti sfide affrontate dalle autorità italiane in merito all'afflusso di nuovi arrivi via mare. Riconosce inoltre i notevoli sforzi profusi nello svolgimento delle operazioni di salvataggio e nel fornire rifugio e assistenza alle centinaia di migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti attualmente presenti nel paese. In un simile contesto, il CPT ribadisce la necessità di un approccio europeo coordinato e di un sistema di sostegno per affrontare il fenomeno dell’arrivo in massa di migranti.

La delegazione del CPT ha visitato gli "hotspot" di Lampedusa, Pozzallo e Trapani (Milo), nonché un’unità mobile "hotspot" al porto di Augusta. Inoltre, ha potuto osservare una procedura di sbarco nel porto di Trapani. Gli esperti del Consiglio d'Europa hanno altresì visitato i Centri di permanenza per i Rimpatri (CPR) di Caltanissetta, Ponte Galeria (Roma) e Torino, nonché camere di sicurezza presso l'aeroporto di Roma Fiumicino.


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