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Il Segretario generale esprime preoccupazione per la situazione in Turchia in una telefonata con il Primo Ministro

Segretario generale Strasburgo 20 luglio 2017
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Thorbjørn Jagland

Thorbjørn Jagland

Il Segretario generale Thorbjorn Jagland ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Ieri sera, ho tenuto una conversazione telefonica con Binali Yıldırım, Primo Ministro turco, per parlare degli ultimi sviluppi nel paese.

A un anno dal tentato colpo di Stato, ho detto al Primo Ministro che questo evento dovrebbe essere ricordato per ciò che è stato: un attacco inaccettabile a un governo eletto democraticamente e una delle sfide più gravi alla democrazia turca in tutta la sua storia.

Successivamente, ho espresso le mie preoccupazioni per la situazione di Nuriye Gülmen (docente universitaria) e Semih Özakça (insegnante di scuola elementare). Entrambi sono detenuti in custodia cautelare e ora si trovano in pessime condizioni di salute a causa del loro continuo sciopero della fame. Ho chiesto il loro rilascio in precedenza e continuo a farlo.

Tuttavia, lancio un appello anche a Nuriye Gülmen e Semih Özakça affinché interrompano tale sciopero. Desidero rassicurarli del fatto che la loro voce è stata ascoltata. Ora devono essere in buona salute per poter difendere i loro diritti in modo efficace.

Lancio inoltre un appello a tutti coloro che sono vicini a Nuriye Gülmen e Semih Özakça affinché li aiutino a porre fine allo sciopero della fame.

Inoltre, ho espresso profonda preoccupazione riguardo alla reclusione del 18 luglio, in attesa del processo, di difensori dei diritti umani estremamente rispettati e conosciuti, tra cui il Direttore di Amnesty International Turkey, Idil Eser, e due formatori provenienti da Germania e Svezia in quanto, presumibilmente, avrebbero fornito sostegno a un’organizzazione terroristica.

Ho detto al Primo Ministro che uno dei principi saldi del Consiglio d’Europa, confermato dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo, è la possibilità per i difensori dei diritti umani di svolgere le loro attività liberamente senza essere soggetti a interferenze arbitrarie da parte delle autorità. Queste gravi accuse di reati legati al terrorismo dovrebbero essere sostenute da prove gravi e concrete per non creare un’atmosfera di arbitrarietà che determina paura, autocensura e un effetto dissuasivo all’interno della società civile turca.

Il sistema giudiziario turco dovrebbe applicare i principi stabiliti nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo in relazione alla custodia cautelare. 

Infine, abbiamo parlato della nuova Commissione incaricata di esaminare le misure adottate in virtù dei decreti legge sullo stato di emergenza. La Commissione ha iniziato a ricevere le domande lunedì scorso e auspichiamo che offrirà una riparazione a tutti coloro che chiedono giustizia.

Considerato lo stato di salute particolarmente preoccupante di Nuriye Gülmen e Semih Özakça, ho menzionato al Primo Ministro l’importanza per la Commissione di affrontare il loro caso in via prioritaria".


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