"Sono molto preoccupato dalla decisione odierna del tribunale in Crimea di mettere al bando il Mejlis, dichiarandolo un’organizzazione estremista. In quanto massimo organo rappresentativo dei Tatari di Crimea, il Mejlis è indissociabile dalle loro aspirazioni di ristabilirsi nella penisola dopo i decenni di esilio nell’era sovietica.
Sono state inoltre espresse preoccupazioni sul fatto che un grande numero di persone associate con le strutture del mejlis a livello locale possano essere esposte al pericolo di essere perseguite penalmente, dal momento che gli organi locali del mejlis sarebbero anch’essi colpiti da questo bando.
Il Mejlis è un’importante struttura tradizionale e sociale del popolo Tataro di Crimea. Il fatto di identificarlo con l’estremismo potrebbe spalancare le porte alla stigmatizzazione e discriminazione di una parte significativa della comunità Tatara della Crimea e inviare un messaggio negativo all’insieme di tale comunità.
Sollecito fermamente una revoca di tale bando, nell’interesse della tutela dei diritti umani e della coesione sociale nella penisola".
